marco valenti scrive

marco valenti scrive

29 gennaio 2011

Mentre


Mentre impazzano polemiche nel Paese, da una settimana gira per il web un sonetto che viene attribuito a Giuseppe Gioacchino Belli – (Roma, 7 settembre 1791 – Roma, 21 dicembre 1863) che trovo divertente e tristemente appropriato ai tempi che stiamo vivendo.

Mi è venuta la curiosità di cercarlo (alcune cose non mi quadravano) e la notizia è che tra i sonetti del Belli non c’è: probabilmente è un falso, delizioso, che sono convinto il poeta avrebbe gradito e che lo avrebbe visto farsi un bella risata.

Credo sia sempre opportuno verificare le fonti prima di divulgare e attribuire frasi (ma questo potrebbe essere un altro discorso e portarci molto ma molto lontano).

Ignoro chi sia l’autore della bufala, mi complimento, e mi unisco a quelli che hanno riportato i suoi versi.

Emmevù.


Mentre ch’er ber paese se sprofonna

tra frane, teremoti, innondazzioni

mentre che so’ finiti li mijioni

pe turà un deficì de la Madonna

Mentre scole e musei cadeno a pezzi

e l’atenei nun c’hanno più quadrini

pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini

vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi

Mentre li fessi pagheno le tasse

e se rubba e se imbrojia a tutto spiano

e le pensioni so’ sempre ppiù basse

una luce s’è accesa nella notte.

Dormi tranquillo popolo itajiano

A noi ce sarveranno le mignotte

27 gennaio 2011

E come Educazione


La buona educazione non sta nel non versare la salsa sulla tovaglia, ma nel non mostrare di accorgersi se un altro lo fa.

Anton Cechov, Quaderni.



L'educazione di un popolo si giudica dal contegno ch'egli tien per la strada.

Edmondo De Amicis, Cuore.



L'educazione è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose di cui, per essere saggi, si dovrebbe fare a meno.

Luigi Pirandello, Il piacere dell'onestà.



La buona educazione consiste nel nascondere quanto bene pensiamo di noi stessi e quanto male degli altri.

Mark Twain, Taccuini.

24 gennaio 2011

Il Signor G



Difficile, oggi, avere modelli, miti, passioni. Il mondo risulta un po’ arido, ai miei occhi, o almeno un po’ più di come mi pareva fosse fino a qualche tempo fa.
Tra gli artisti che hanno saputo dirmi qualcosa uno che reputo importante, che per me è stato maestro nel farmi ragionare, è nato a Milano il 25 gennaio del 1939 e se ne è andato troppo presto: Giorgio Gaber.

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Gaber


Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,

se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione.

In Virginia il signor Brown era l'uomo più antirazzista, un giorno sua figlia sposò un uomo di colore, lui disse: "Bene!"...ma non era di buonumore.

Ad una conferenza di donne femministe si parlava di prender coscienza e di liberazione; tutte cose giuste per un'altra generazione.

Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione.

Su un libro di psicologia ho imparato a educare mio figlio, Se cresce libero il bimbo è molto più contento! L'ho lasciato fare m'è venuto l'esaurimento!

Il mio amico voleva impostare la famiglia in un modo nuovo e disse alla moglie:"Se vuoi mi puoi anche tradire!" Lei lo tradì, lui non riusciva più a dormire

Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione.

Aveva tante idee,era un uomo d'avanguardia, si vestiva di nuova cultura, cambiava ogni momento, ma quand'era nudo era un uomo dell'ottocento!

Ho voluto andare ad una manifestazione: i compagni, la lotta di classe, tante cose belle che ho nella testa ma non ancora nella pelle!

Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione,

la mia rivoluzione,

la mia rivoluzione...

19 gennaio 2011

stesso disegno in modi e tempi diversi



Il 5 settembre 2009, per la tag "il disegno di piero" postavo un meraviglioso disegno fatto dalla terrazza dei Musei Capitolini di Roma.
Raffigurava il Teatro di Marcello e la Sinagoga.
Era stato eseguito a più riprese più o meno nel 2005, o 2006.

Si recava da solo al Museo e seguitata a prendere i suoi appunti. Era un altro Piero e Al non lo menomava quanto ora.
Mi piace, tuttavia, riproporre la stessa vista.

Il disegno, del 2010, è stato eseguito in una sola mezzora.
Mi piace non tanto esibire la degenerazione dovuta ad età, Alzheimer e cataratta quanto la capacità ancora evidente di cogliere la stessa vista anche in un bozzetto veloce, di impressione; differenze con quello che non è più in grado di fare, certamente, ma più ancora emozione per quanto ancora sa fare.

Si tenga conto che oggi esegue solo bozzetti di pochi tratti mentre fino a pochi anni fa dedicava ore e ore a curare ogni minimo dettaglio esaltandolo con la sua arte.
Si tenga anche conto che le tavole rappresentate hanno dimensioni diverse e che quella eseguita nel 2010 è molto più piccola della precedente.

Continuerò a mostrare i disegni di questo maestro alternando i vecchi con i più recenti sperando di incontrare il favore di chi frequenta questo blog.
Sto cercando anche di trovare la maniera di far avere il libro che raccoglie alcune tra le sue cose migliori fatte a Roma a chi ne avesse voglia.

Lascio il link al post del 2009.
http://lecosesonocomesono-mv.blogspot.com/2009/09/dalla-terrazza.html

15 gennaio 2011

Con la memoria

Con la memoria

Si scrivono da sè, non ci fanno andare via;
ci tengono a giocare con la musica.
E poi ci commoviamo, ma vestiamo di pudore
pensieri che ci spostano da qui.
E riempiamo le pagine di lacrime e bugie,
che spiegano ciò che saremmo noi.
E raramente poi facciamo centro nella verità,
ma coloriamo i nostri limiti con certe poesie.
Più di così, non so se ci consentono di fare:
le parole spesso non racchiudono le idee:
in un viaggio così breve, con troppo lunghe soste,
quasi nulla si presenta facile.

E la vita contraddice "Bon voyage", e tutto tace;
si confondono le immagini di lei
che non è soltanto un volto e nemmeno un'abitudine.
E' lei che si moltiplica per te:
non mandarla via per nuove caratteristiche,
potrebbe non tornare indietro più.
Non fare più valigie tra biglietti e passaporti,
quella nave che trasportano sei tu.
Si fermano qui tra i progetti di fuga,
tra domestiche magie e romanticismi
i misteri di una vita tra le circostanze ignote
che ci tratterranno qui, con la memoria

14 gennaio 2011

trota salmonata al pepe rosa


L'altro giorno ero al supermercato e cercavo qualcosa di gustoso che interrompesse l'orgia culinaria di carni che ha contraddistinto le mie festività natalizie.

Mi rendo conto di usare molto spesso l'espressione "l'altro giorno": si riferisce ad un tempo passato non definito e, nel caso mio, può oscillare tra ieri e dieci anni fa.
Ho un curioso modo di usare questa espressione e spesso ci comincio i ragionamenti. Va bene; chi più chi meno siamo tutti imperfetti.
Pausa.

(Era un gioco lessicale).

Pausa.

Ok: "nessuno siamo perfetti ognuno ci abbiamo i suoi difetti".


Il banco del pesce mi ha soddisfatto in varie maniere; tra le altre con due giganteschi filetti di trota salmonata.

Li ho lasciati un'ora e mezza a macerare nel succo di limone.

Li ho cotti a fuoco vivo in un'ampia padella antiaderente con un goccio d'olio, spellandoli alla seconda girata.

Dopo averli spellati un trito di pepe rosa, prezzemolo e sale.
Adoro il pepe rosa.
Una mia debolezza.

Mio padre, per vari motivi, non beve più: io ci ho messo su dell'Orvieto freddo il giusto.
Una festa.

Io e lui.

Consiglio vivamente perché la ricetta è assolutamente semplice.

11 gennaio 2011

Mavrud della Tracia



Mi sono recato spesso a Sofia per lavoro. Talmente spesso, in un certo periodo, che è la città in cui ho speso più tempo dopo la città in cui sono nato, vivo e lavoro.
È un posto che mi piace e mi ci sono trovato sempre bene, complice la bellezza del posto, l’ospitalità dei suoi abitanti e la sua ottima cucina.

A volte amici mi portano qualche bottiglia di vino rosso dalla Bulgaria; da noi non è conosciuto ma è straordinario. Hanno vini rossi monovitigno invidiabili e, tra tutti, adoro il loro Merlot e il Mavrud. Comincio il 2011, nel campo dei vini, parlando per quanto posso di questo meraviglioso vino bulgaro: il Mavrud.
Mavrud ( bulgaro : мавруд, dal greco μαύρος, Mavros, " nero ") è un vino d'uva rossa della Tracia, nella Bulgaria meridionale. Il vitigno è stato descritto come uno di carattere, a basso rendimento a bacca piccola e tardiva maturazione dell'uva, in grado di produrre gusto tannico, vino speziato, con un ottimo potenziale di invecchiamento .
Leggendaria davvero la sua origine: nel IX secolo, il re Khan Krum ordinò di espiantare tutti i vigneti. Tempo dopo, un leone scappato dalla gabbia terrorizzava la popolazione: un uomo, di nome Mavrud, sprezzante del pericolo, diede la caccia alla bestia, uccidendola. Alla domanda del re su quale fosse il segreto di tanto coraggio, la madre di Mavrud rispose che in tutti quegli anni egli aveva conservato una pianta di vite, con cui aveva prodotto vino. Ed era stato quel vino rosso e potente ad aver forgiato il carattere del ragazzo. Da quel giorno il sovrano ordinò di piantare di nuovo vite in tutta la regione.Il Mavrud si coltiva vicino a Pazardzhik, Stara Zagora e Chirpan, ma è nella Tracia occidentale, grande pianura riparata dai venti gelidi del Nord, che dà i migliori risultati. Come aveva intuito Pierre Viala, l’esperto francese di vini chiamato a fine ‘800 a risolvere i problemi causati dalla devastante invasione di fillossera: fu lui a suggerire che al Mavrud dovesse essere riservata solo quell’area.
Gran vino (vorrei saperne parlare meglio) che vuole formaggi stagionati o carni rosse, che occorre stappare per tempo e che regge il confronto con i nostri migliori rossi robusti.

8 gennaio 2011

cambia pusher







Cambia pusher



(Questo breve racconto chiude, in modo ironico, Cometa e bugie. Adesso che, insieme ad altri, è stato rappresentato al teatro San Giustino di Roma dalla Compagnia "Signori, chi è di scena!" lo posto nuovamente qui, nel blog, aggiungendoci foto dello Spettacolo.

La regia e l'adattamento di Monica Ferri; gli attori Matteo Iaccarino e Luca Paglia.).





Lorenzo e Gabriele su un prato, di notte, sdraiati a guardare il cielo pieno di stelle d’estate. Estate: rumore di grilli e di niente, tiepido di notte di vacanza. Pare la notte del grande cocomero.


“Oh, Gabri?”

“Eh?”

“Guardi le stelle e ti fa pensare, cazzo!”

“Ci ho sonno, Lele, non incominciare”.


“E’ che penso… ma le cose esistono perché sono come sono o perché noi decidiamo che sono in una maniera?”

“Lele?”

“Oh?”

“Cambia pusher. Buonanotte”.

“Vaff*****o, Gabriele. Buonanotte”.





Cometa e bugie è disponibile su www.lafeltrinelli.it o su www.ilmiolibro.it


5 gennaio 2011

nonsense

nonsènso, s.m. franc. Cosa senza senso; mancanza di senso; assurdità.




Tag principale di questo (e altri post): musica con un senso.



Segni particolari: bella canzone di Paolo Conte tratta dall’album “Aguaplano” del 1987.





Che soddisfazione
Questo minestrone,
Tutto il circondario saprà saprà
Come vivo io? Non lo so neanchio
Ma se me lo dicono lo so

Che non sarà mai troppo asburgico
farsi mandare apposta dall’esercito
Una minestra perfida come un’abitudine,
Roba di libidine e di solitudine

Ma scusa, dimmi, parlo arabo?
Se non mi vuoi capire dillo subito,
Che in un sonno torpido
Mi vorrei nascondere,
Roba di fuligine e di carta-pecora,,,

Non sense, pensaci tu

L’alta moda amabile,
Qualche volta affabile,
Siamo andati in cimbali lo so
tu pensa a sorridere
che io penso a vendere,
Roba da cannibali, però

Ancheggiamo mannequins fanatiche,
Ancheggiamo, si sporgono e poi sbandano,
Come consuetudine e beatitudine,
Forse fuori margine,
fiancheggiando un argine

Non posso più, non posso più bearmici,
Posate le posate, adesso allungami
Una domanda singola come una voragine,
Roba da filippine e forse da dialettiche

Non sense, pensaci tu


1 gennaio 2011

comunicare

comunicazioni rapide.
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Ho più volte denunciato di avere difficoltà di comunicazione da t9 e, in generale, da messaggino. Si aggiunga un periodo per cui buon anno, filtrato con i "buon anno" degli ultimi mi suona un po' presa in giro.
Ancora si aggiunga che non amo gli auguri sparsi urbi et orbi. Si consideri la difficoltà a rimanere in un generico e falso " tutto bene, grazie "...
Chi mi conosce sa che un poco di problemi li detengo...
Ne deriva la possibile impressione, che potrei aver dato, di scarsa partecipazione agli auguri e disinteresse ai medesimi.
Non è esatto.
Sono rozzo e scarseggio in bob ton multimediale...
Ringrazio tutti e a tutti auguro il meglio e il doppio di quello che avete augurato a me.
Ci si beccherà, altrove dalla consuetudine di inizio anno.
Scevri da oroscopi che si dimostreranno inattendibili e alla prova di genuine amicizie e prossimità.