marco valenti scrive

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18 febbraio 2016

La trota e il bramito del cervo








Tempo fa mi è capitato un abbinamento gastronomico insolito e straordinariamente eccellente, al punto che malgrado abbia solo visto e mangiato senza aver conosciuto la preparazione del piatto ve lo voglio descrivere.



Il titolo del post fa una piccola ironia tra alcuni ingredienti del piatto e il nome del bianco Chardonnay dal nome Bramìto del cervo, anno 2008, Castello della Sala.



Un’insalata fresca di fagioli cannellini, trota salmonata e avocado con tracce di pomodoro fresco e funghi.



Oltre alla facilità, evidente, di preparazione, posso esprimermi solamente su due cose.

La prima è la scala di quantità degli ingredienti: fagioli in primis, poi trota salmonata spezzettata e a distanza i cubetti di avocado. Tracce di pomodorini rossi freschi tagliati e funghi trifolati. Sale, olio e pepe: niente altro.
Ma la seconda cosa su cui posso dire è che l’abbinamento di sapori mi è risultato straordinario e che mi ha sorpreso per semplicità e fantasia negli accostamenti.


Ho provato  a riproporla e, dato che è facile,  invito tutti a provare.


Quanto al vino, il Bramìto della Sala, è prodotto da Antinori nella tenuta del Castello della Sala in Umbria, ad una ventina di chilometri da Orvieto; nel blog se ne era già parlato citando quello che è il miglior bianco che ho, finora, bevuto: il Cervaro della Sala.

Il Bramìto è uno Chardonnay di 12,5°, secco e profumato, molto strutturato e corposo al palato. Ma come sempre, sul vino preferisco lasciare parlare altri lasciandovi qualche link utile.

Enjoy!






http://www.antinori.it/ita/tenute/tenute_scheda.php?Id=14&tit=castellodellasala

14 gennaio 2011

trota salmonata al pepe rosa


L'altro giorno ero al supermercato e cercavo qualcosa di gustoso che interrompesse l'orgia culinaria di carni che ha contraddistinto le mie festività natalizie.

Mi rendo conto di usare molto spesso l'espressione "l'altro giorno": si riferisce ad un tempo passato non definito e, nel caso mio, può oscillare tra ieri e dieci anni fa.
Ho un curioso modo di usare questa espressione e spesso ci comincio i ragionamenti. Va bene; chi più chi meno siamo tutti imperfetti.
Pausa.

(Era un gioco lessicale).

Pausa.

Ok: "nessuno siamo perfetti ognuno ci abbiamo i suoi difetti".


Il banco del pesce mi ha soddisfatto in varie maniere; tra le altre con due giganteschi filetti di trota salmonata.

Li ho lasciati un'ora e mezza a macerare nel succo di limone.

Li ho cotti a fuoco vivo in un'ampia padella antiaderente con un goccio d'olio, spellandoli alla seconda girata.

Dopo averli spellati un trito di pepe rosa, prezzemolo e sale.
Adoro il pepe rosa.
Una mia debolezza.

Mio padre, per vari motivi, non beve più: io ci ho messo su dell'Orvieto freddo il giusto.
Una festa.

Io e lui.

Consiglio vivamente perché la ricetta è assolutamente semplice.