marco valenti scrive

marco valenti scrive

15 giugno 2018

Questo è il mondo che abbiamo creato?






È questo il mondo che abbiamo creato?


Taccio sempre di più da questo mio blog 

e fatico a spiegarlo:

ci provo con una fantastica canzone 

del 1984,

composta da Brian May e Freddie Mercury.

Non aggiungo nulla.

Il mondo

l'europa
,
il nostro paese,

il nostro vivere civile
,
il nostro modo di condividere

e di comunicare:

che cosa sono diventati?

A cosa ci siamo ridotti?


Is this the world we created?


 What did we do it for
Is this the world we invaded
Against the law
So it seems in the end
Is this what we're all living for today


È questo il mondo che abbiamo creato? Cosa abbiamo fatto per questo? È questo il mondo che abbiamo invaso contro la legge..

Quindi sembra la fine. È questo tutto quello per cui stiamo vivendo oggi? Il mondo che abbiamo creato.

Sai che ogni giorno nasce un bambino indifeso che ha bisogno di amore dentro una casa felice
Da qualche parte un uomo benestante è seduto sul suo trono in attesa che la vita continui.
Wow, è questo il mondo che abbiamo creato
È diventato tutto nostro: questo il mondo che abbiamo disastrato, fino all'osso.

Se c'è un dio nel cielo che guarda giù cosa può pensare di quello che abbiamo fatto al mondo che ha creato?



21 aprile 2018

753 A.C. - Aprile, 21 ROMA




753 A.C. - Aprile, 21 ROMA: auguri!

Quanto è grande oggi?



·         Roma, con i suoi 2.870.143 abitanti (dato aprile 2014) è il comune più popoloso d'Italia.

·         E’ inoltre la prima città italiana per numero di turisti, che nel 2013 ha visto 12 milioni e 635mila arrivi e circa 30 milioni di presenze.

·         Con una superficie di 1.285,30 kmq, la Città Eterna ha un’estensione pari alla somma di quella di sei tra le maggiori capitali Europee; il suo territorio è superiore a quello di comuni come New York e Mosca.

·         Facendo una comparazione tra i Comuni italiani, Roma governa un’area che per dimensione è grande, all’incirca, quanto la somma dei territori delle nove città più grandi d’Italia: Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Catania.

·         All’interno dei suoi confini, Roma ingloba circa 52.000 ettari di aree rurali, che la rendono il comune agricolo più grande d’Europa e, con i suoi circa 40.000 ettari di Parchi, Ville Storiche ed aree protette, si caratterizza come una delle città più verdi del nostro continente.

·         Roma è la città con la più alta concentrazione di beni storici e architettonici del mondo, con oltre 25.000 punti riconosciuti di interesse del patrimonio storico, artistico ed archeologico. Il suo centro storico, delimitato dal perimetro delle Mura Aureliane, sovrapposizione di testimonianze di quasi tre millenni, è la massima espressione culturale del mondo occidentale e, nel 1980, insieme alle proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e la Basilica di San Paolo fuori le mura, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

·         Bisogna inoltre ricordare che attualmente sono presenti sul territorio di Roma ben 29 Organizzazioni Internazionali. E’ inoltre la terza città dell’ONU, collocandosi tra le città del mondo con il maggior numero di rappresentanze dopo New York e Ginevra.

·         Vanta anche il primato di primo polo agroalimentare al mondo, in quanto sede delle principali Organizzazioni delle Nazioni Unite che si occupano di sicurezza alimentare, agricoltura e sviluppo sostenibile quali la FAO, il PAM e l’IFAD.

       Roma, infine, sono ospitate quattro tipologie di rappresentanze diplomatiche: quelle presso la Repubblica Italiana, quelle presso la Città del Vaticano, presso la FAO, e presso il Sovrano Militare Ordine di Malta. Solo per quanto riguarda le rappresentanze diplomatiche presso la Repubblica Italiana, sono presenti 163 Ambasciate e 26 Uffici Consolari.




12 aprile 2018

Roma si muove male ma con quali gestori e quali norme?





Ospito nel mio blog alcune parti di un documento dal titolo "ROMA POSSIBILE -IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E IL “CASO” ATAC" che ho contribuito a scrivere. 
Qui si spiega chi conduce, nel trasporto, e con quale pianificazione





All’interno dei confini della Città Metropolitana operano attualmente diversi gestori, controllati da differenti livelli di governo:

ATAC SpA: interamente di proprietà del Comune di Roma. Dal 2010 ingloba Trambus e Metro, tornando a gestire direttamente il trasporto pubblico ceduto a Trambus nel 2000 ed assumendo la gestione delle linee su ferro prima gestite da Met.Ro, diventando quella che comunemente viene definita “la grande ATAC”.


ROMA TPL: azienda privata di trasporto su gomma che nel 2010 si aggiudica una gara per alcuni servizi di trasporto periferici. Roma TPL Scarl è il secondo gestore di Trasporto Pubblico Locale (TPL) di Roma, dove opera principalmente per l’esercizio delle “Linee Periferiche”, secondo un Contratto di Servizio aggiudicato nel 2010 da Roma Capitale, dopo apposita gara europea. Il Contratto di Servizio riguarda l’esercizio per 8 anni delle “Linee Periferiche” del Comune di Roma, per circa 28 milioni di km l’anno. Si tratta di circa il 20% del servizio di trasporto su bus svolto a Roma

Il restante 80% circa è svolto dall’Atac, che è il primo gestore del Trasporto Pubblico Locale romano. Roma TPL ha un capitale di 30 M Euro e annovera tre Soci paritetici: Umbria Mobilità (il gruppo regionale umbro di Trasporto Pubblico Locale), COTRI (Consorzio fra Società di Trasporto Pubblico Locale storicamente consolidate nel Lazio), VT MAROZZI (Società di Trasporto Pubblico del Gruppo Vinella). Roma TPL è oggi il risultato dell’evoluzione di alcune ATI (Associazioni Temporanee di Imprese) che hanno iniziato a operare nel Trasporto Pubblico Locale romano nell’anno 2000 con il servizio messo a gara per le linee J del Giubileo e che hanno esteso le attività, aggiudicandosi progressivamente la gestione di quella parte del Trasporto Pubblico Locale urbano romano messo a gara per i lotti delle linee periferiche. La Società conta su una flotta di circa 500 autobus e coinvolge complessivamente 1900 persone per operare le 103 linee periferiche di competenza. Dispone di diversi depositi in città.

COTRAL: Compagnia Trasporti Laziali SpA.  Controllata dalla Regione Lazio. Il servizio copre 11 700 km della rete stradale regionale, collegando 393 comuni con 9.000 corse giornaliere ed oltre 81 milioni di vetture-km. L'azienda dispone di un parco autobus di 1.630 unità e di 50 impianti sul territorio regionale. Il gruppo Cotral detiene il 70% dell' ATRAL (Azienda Trasporti Autolinee Laziali), società che esercita il servizio di autolinea Roma Anagnina (metro A)-Ciampino Aeroporto, le linee dirette alla stazione Termini e buona parte della rete urbana di Latina, e il 51% della Stl (Società Trasporti Laziali), società che esercita brevi linee colleganti i Castelli Romani.

FERROVIE DELLO STATO ITALIANO: SpA che gestisce la maggior parte del carico treni passeggeri da e per Roma, oltre che le 8 linee FL (es. FL1 Orte – Fiumicino Aeroporto; FL2 Roma – Tivoli).
Nota: la Roma – Lido di Ostia è di proprietà della Regione Lazio e dal 2010 affidata all’ATAC.


La pianificazione del Trasporto Pubblico Locale attualmente vede:

  • PGTU adottato nel 2015 – Piano Generale del Traffico Urbano (Giunta Marino) Comune di Roma;
  • PUMS in via di adozione – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Giunta Raggi) Comune di Roma ;
  • PRMTL in costruzione - Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica Regione Lazio.
Nessun collegamento e nessuna concertazione tra diversi livelli di governo negli strumenti citati.
In ciascuno di questi strumenti operativi ci sono idee e non vi è dubbio che, prescindendo da differenze e preferenze, tutti sono animati dal rafforzamento del Trasporto Pubblico Locale per una riduzione del traffico privato e una riduzione delle emissioni inquinanti che disincentivi l’uso del mezzo privato rendendo più veloce ed efficiente il mezzo pubblico.
Pochi, pochissimi, sono stati gli interventi degli ultimi anni per diminuire il traffico privato e potenziare il trasposto pubblico. Il Piano Generale del Traffico Urbano vigente non ha avuto che insignificanti tracce di attuazione.

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, di fatto, non  tiene conto del PGTU, ma sciorina un lungo elenco di Opere Invarianti (interventi cardine definiti come ineludibili). 
Si può concordare sui principi, magari opinare su alcune soluzioni proposte, ma quello che non si può non sottolineare è come il livello di maturazione progettuale sia nella maggior parte dei casi acerbo e, soprattutto, che risultino pressoché assenti le coperture finanziarie.

Riteniamo irresponsabile la mancanza di concertazione pianificatoria tra Roma Capitale e Regione Lazio fin qui perseguita.



9 aprile 2018

"Orgoglio e pregiudizio"




Orgoglio e pregiudizio, il romanzo di Jane Austen uscito nel 1813 è il moloch di generazioni e generazioni. Una cosa universalmente considerata altissima e oggetto di devozione. Solo gli sconsiderati e gli impavidi stolti lo citano. Ci sono, giustamente, vessali che lo celebrano e, per di più (a vanto del Romanzo), soprattutto donne e, per di più, di cultura sopra la media. Meglio di “Via col vento”. Convengo convintamente: meglio. Io lo lessi da giovane e da maschio: handicap grevi. Tutto ciò premesso, dopo una terza rilettura meno impegnata e priva delle categorie dell’incanto e del disincanto ho voluto fermarne delle frasi. Sono solo frasi. Non ambisco a niente che non sia pronunciare delle frasi. Con la gioia di condividerle. Che non si possa ridurre le letterature ad aforismi è chiaro, ovviamente, a tutti e Oscar Wilde saprà perdonare – presumo sia chiaro - parecchi dall’aldilà. Tutto ciò premesso frasi, estrapolate oggi da quello stesso stupido maschio beta (alfa è troppo) che al primo giro giovanile si era annoiato. Mi ripropongo di fare meno premesse ma temo che qualora ci riuscissi diventerei un maschio alfa. Pro e contro.
La  bellezza è l’unica scusa, a dirla tutta, alla licenza.


“Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza.” 




“Chi non cambia mai la propria opinione ha il dovere assoluto di essere sicuro di aver giudicato bene sin da principio.”




“I sentimenti d’impeto devono essere guidati dalla ragione e ogni sforzo deve essere proporzionato all’obiettivo.” 


“La felicità nel matrimonio è solo una questione di fortuna.” 

(le mie scuse ma non ho resistito)



8 aprile 2018

Roma non è una città intelligente




Ospito nel mio blog alcune parti di un documento dal titolo "ROMA POSSIBILE -IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E IL “CASO” ATAC" che ho contribuito a scrivere. 
Qui si spiega perché Roma sia, purtroppo una stupida città.





Negli ultimi due decenni studi scientifici e osservazioni demografiche dimostrano come il fenomeno della crescita delle grandi città sia aumentato e che continuerà in modo ancora più significativo.

La qualità della vita degli abitanti e dei City Users (i turisti, migranti, imprese, persone in viaggio per lavoro, studenti temporaneamente presenti per motivi di studio o di ricerca) dipenderà sempre di più dalla capacità della città di essere attrattiva (cioè “mi piace; sto bene”) e di offrirsi quale vera e propria piattaforma abilitante 
(cioè “stare qui mi mette nelle condizioni di fare cose che altrove non posso fare”).

In Italia la soppressione di alcune delle funzioni delle Provincie non corrispondenti alle Città Metropolitane e l’istituzione delle Città Metropolitane ha rappresentato l’esigenza di uno stretto collegamento, in termini di governance e di trasferimento di risorse, tra Stato e Città con la necessità da un lato di diminuirne i debiti ma dall’altro di finanziarne una trasformazione moderna, sostenibile (a livello ambientale ed economico), inclusiva e consapevolmente partecipata.

Quello che manca a Roma e alla Città Metropolitana è:

  • il coordinamento tra i vari livelli di governo del territorio,
  • risorse adeguate e regolamentate,
  • coinvolgimento partenariale ampio in informazione, consultazione e coinvolgimento non concesso ma regolamentato.
Tutto ciò non può prescindere da una pianificazione meticolosa, attenta alle peculiarità proprie di ciascuna città dell’area metropolitana, consapevole di come incrociare gli investimenti nei singoli settori massimizzandone i benefici.

La città intelligente in urbanistica e architettura è un insieme di strategie di pianificazione urbanistica tese all'ottimizzazione e all'innovazione dei servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città «con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita» grazie all'impiego diffuso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.

Da questo punto di vista Roma non è città intelligente.

Centrandoci sul tema del trasporto pubblico, per mobilità intelligente si intende: 
spostamenti agevoli, 
buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile con mezzi a basso impatto ecologico, 
regolamentazione dell’accesso ai centri storici a favore di una maggiore vivibilità, 
adozione di soluzioni avanzate di mobility management e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.



Sulla base di tutte le suddette evidenze, occorre dunque ripensare e riorganizzare la mobilità urbana, appunto in senso sostenibile, efficiente, intelligente con una visione strategica almeno al 2030, aggiornando i criteri di sostenibilità ambientale e di qualità della vita, a cominciare dai livelli di inquinamento.

Post scriptum: "Colpa di ATAC?" (Non credo)



6 aprile 2018

Prima Carbonara con il guanciale


(Pare che sia il giorno - o la settimana - della carbonara. Perciò pubblico nuovamente questo post)

Malgrado amici mi dicano che sia un eccellente ristorante non ho ancora mangiato da Arcangelo Dandini a Roma (Ristorante L’Arcangelo – Via G.G.Belli, 59). Seguo con estremo interesse le sue ricette e provo a carpirne cose interessanti perché abbiamo radici nella stessa città e perché ne condivido alcune semplici considerazioni. 
Tra tutte la più importante è che per fare cucina di qualità non si possa prescindere da ingredienti di qualità.
Poiché, chi mi segue lo sa, sono un cialtrone (davvero non uno Chef) la sua ricetta della pasta alla carbonara mi ha sorpreso e ha demolito la granitica certezza che ci andasse la pancetta: la fa con il guanciale.

Ho studiato un po’ in giro ed effettivamente non si può avere certezza dell’originale ricetta della Carbonara e tutte e due le tesi hanno fondamento. Ho ragionato su come il grasso del guanciale abbia maggiori possibilità di essere mangiato rispetto a quello della pancetta perché resiste meglio alla abbrustolita in padella (meno rischi di fare la fine dell’olio “esausto”) e mi sono lanciato.


Il guanciale scelto viene da una ottima Azienda di Fabriano, la Società Agricola Gioia di Franco Gioia, menzionata con onore dal Gambero Rosso per l’eccellenza di alcuni suoi salumi.



Per la pasta mi sono affidato a Pasta Mancini, una tra le migliori, anch’essa marchigiana (Contrada San Rustico – Monte San Pietrangeli – Fermo). Fanno pochi formati e ne ho voluto adoperare uno un po’ particolare: i Tuffoli. Sono rigatoni un po’ fuori misura, grandi, lunghi 45mm e un diametro di 27mm.
Mi divertiva l’idea di un piattone riempito con meno pezzi di quanti te ne aspetteresti: un po’ la voglia di giocare con le proporzioni degli oggetti.



Uova biologiche e un pecorino già sperimentato, saporito ma non troppo salato. Se il pecorino non fosse stato con queste caratteristiche l’avrei mischiato con del parmigiano (due parti di pecorino; una di parmigiano).

INGREDIENTI (per sei persone)
600 grammi di pasta
6 tuorli d’uovo
120 grammi di guanciale
150 grammi di pecorino

Preparazione.

Metto i tuorli in una ciotola e li sbatto con un terzo del formaggio.

Rosolo il guanciale tagliato a fettine.



Unisco il grasso del guanciale (non bollente!) con le uova e mescolo.
Cuocio la pasta al dente.
Manteco rapidamente con la salsa e, eventualmente, un po’ di acqua di cottura.
Aggiungo il guanciale croccante.
Servo spolverando con il pecorino rimanente.
Chi vuole ci gratta del pepe nero. 
Secondo me non serve.


E’ venuta squisita, da leccarsi le orecchie. 
Ci abbiamo bevuto vino della Cooperativa Agricola Cincinnato, di Cori (LT) lasciando scegliere tra Castore e Polluce, due vini che in comune hanno la caratteristica di vinificare in purezza uve di vitigni antichi, spesso usate per tagliare altri vini.


Castore,  bianco secco, ottenuto dal Bellone, fragrante e appena fruttato.


Polluce, rosso di 13 gradi, ottenuto dalla vinificazione in purezza del Nero buono di Cori, un vitigno che si trova soltanto lì, un vino di buon corpo, vivace acidità e palato avvolgente.

La pasta, come dire, 
aveva la sua personalità; 
personalmente ho scelto la freschezza del bianco.

La mia prima carbonara con il guanciale non sarà l’ultima.

(Ovviamente, riproponendo il post dopo un paio di anni, posso confermare un paio di cose: ho fatto numerose volte la carbonara con il guanciale ed è decisamente vincente rispetto a quella con la pancetta)



4 febbraio 2018

Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai



sempre e per sempre


Pioggia e sole
Cambiano
La faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
E tornano
E non la smettono mai

Sempre e per sempre tu
Ricordati
Dovunque sei
Se mi cercherai
Sempre e per sempre
Dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
E perdersi ancora
E tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
Per diverse strade
O con diverse scarpe
Su una strada sola
Tu non credere
Se qualcuno ti dirà
Che non sono più lo stesso ormai

Pioggia e sole abbaiano e mordono
Ma lasciano
Lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
Nascondersi
Confondersi
Ma non può perdersi mai

Sempre e per sempre
Dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre

Dalla stessa parte mi troverai.




Terrorismo etnico e mandanti morali



Comincerei con il definire come terrorista un uomo che semina il terrore.

 Da questo assunto condiviso definiamo in questo modo un uomo di colore che a bordo di un furgone semina il panico tra la folla di una qualsiasi città uccidendo persone. Terrorizzando.
Che sia folle è per quasi tutti noi ovvio, così come è evidente che la sua follia è alimentata del disagio personale ma anche da condizionamenti esterni che lo incitano e lo inducono a compiere l’atto che comunemente definiamo “atto terroristico”.

Perciò stigmatizziamo, giustamente, una cattiva propaganda di Imam imbonitori di odio e, con un nesso logico, li definiamo mandanti.

In più deprechiamo l’odio razziale che ci rende esposti a teli folli atti.

Il 3 febbraio 2018 a Macerata un pazzo ventottenne ha sparato per due ore dalla propria automobile a tutte le persone di colore che incontrava, prima di venire arrestato. 
La città ha chiuso per tre ore per terrore.
Possiamo perciò definirlo un terrorista secondo i ragionamenti fatti.
Ciascuno ha il diritto di cercare “gli Imam” che, cattivi maestri, hanno armato la sua folle azione terroristica senza che alcuno abbia da eccepire.

Responsabili morali; mandanti.

Qualcuno di questi mandanti potrà essere votato dal popolo italiano alle prossime elezioni politiche.

Buon voto a tutti.


14 gennaio 2018

La buona comunità, il condominio, la democrazia




LA COMUNITA’

Il regolamento di condominio.
 (breve storia politica triste).


Tizio, Caio e Sempronio sono proprietari di porzioni immobiliari.

Tizio ha il 60% della proprietà – parliamo di millesimi – Caio il 25% e Sempronio il 15%.

Si deve prendere una decisione.
Tizio è favorevole; Caio e Sempronio contrari.
Se si va per millesimi Tizio non è un condomino ma un Padrone; altrimenti un democratico.

Questo accade nel mondo. Questo accade nelle multinazionali. 
Questo accade in politica.

Se si va per millesimi Caio e Sempronio non possono stare con Tizio.
Tizio non fa parte dello stesso condominio.
Punto.

Se Tizio ne vuol far parte come proprietario della maggioranza millesimale e Caio e Sempronio abboccano avrà vinto, ma nel conteggio delle teste sarà sempre un Padrone e non un riferimento condiviso.
Se Tizio ha voglia di condominio non potrà fermarsi al conto millesimale.
Se Tizio è per il conto millesimale e non "per capoccia" invece mi chiedo: Caio e Sempronio che hanno fatto a fare un condominio con lui?

La politica è semplice.

Ma solo per chi la vuole capire; per gli altri è una guerra e non sanno che è inutile.


Mi spiace tanto per loro.