marco valenti scrive

marco valenti scrive

10 marzo 2011

pilota di guerra


Io ero un ventottenne.
Ero neo laureato architetto e mi trovavo soldato, malgrado tutto e malgrado me.
Questa canzone.
Il silenzio beato dopo i doveri.
Cuffia dopo il silenzio, dopo il giorno, dopo tutto.
Steso in branda, tra le altre canzoni, c'era questa.
So che è un piccolo ricordo personale che pochi possono condividere ma, intanto, siamo ciò che facciamo e ciò che ascoltiamo.
Anche se non serve capire più di tanto, grazie a Francesco De Gregori e a quella che, per me, è una delle sue canzoni più belle.
Straordinario omaggio a chiunque abbia saltato dal suolo, si sia staccato, abbia volato.
MV



Non per entrare nel merito del motore,
ogni motore ha una musica e io la so.
Così per sempre nel vento la farò cantare,
per questa mia povera terra da sud a nord.
E quanto è solo un uomo lo sa solo Dio,
mentre volo sopra le ferite della città.
E come un grande amore gli dico addio,
e come è solo un uomo lo so solo io.

5 marzo 2011

F: effe come follia


Impressionante la mole di aforismi sul tema.
Ce ne sono una infinità.
Credetemi, e se non mi credete cercate voi stessi, una quantità di frasi e aforismi è stata spesa sulla follia, sulla pazzia, sulla diversità dei pazzarielli...


Si nasce pazzi. Alcuni lo restano.
Samuel Becket. (Aspettando Godot).

Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede e tutti la prendono per pazza!
Luigi Pirandello (il berretto a sonagli).

Di tanto in tanto è bello far follie.
Seneca. (De tranquillitate animi).

Cessando di essere pazzo, diventò stupido.
Marcl Proust, (I guermantes).

2 marzo 2011

equivoci amici

Equivoci amici

Proseguo con “musica con un senso” nonsense: qui un meraviglioso Lucio Battisti con testi di Panella, album Dongiovanni.



Cassiodoro Vicinetti
Olindo Brodi, Ugo Strappi
Sofio Bulino. Armando Pende
Andriei Francisco Poimò
Tristo Fato, Quinto Grado
Erminio Pasta. Pio Semi
Ottone Testa. Salvo Croce
Facoffi Borza. Aldo Ponche (o Punch)
Uno andò saldato
uno vive all'estro
uno s'è spaesato
uno ha messo plancia
e fa il trans-aitante
uno fa le more
uno sta invecchiando
perché è
un nobile scotch
Uno fa calzoni
dai risvolti umani
Uno ha un solo naso
Uno ha mani e polsi
Uno è su due piedi
uno è calvo a onde
uno si nasconde
poi non sa
in che vano sta
Un viso ucciso dal pensiero
Un tal con voce da uccelliera
Un sostituto a sua insaputa
e un misto storie e geografie
Uno per uno li ricorda
l'orchestra mentre si accorda
la verità viene sempre a palla
dolce chi era sei tu
Il maestro solitario
fischietta ariette d'oblio
(sei tu)
I dimenticati
ce li ha tutti in testa
Gli altri sono entrati
Chi da se
chi dalla finestra
C'è il direttore, l'orchestra c'è
apparecchiati sul buffè
son mantecati
i dimenticati
Se il pasticcino ha un senino in se
del maraschino effetto è
Uno nel rinfresco
pensa "E' peggio se esco"
Un altro un altro deglutisce
volentieri gradisce
Non si capisce chi mangi chi
Non gli rincresce
grazie si, grazie si

27 febbraio 2011

Una vista su Roma


Il 4 giugno del 2009 mio padre, Pietro Valenti (Piero per tutti gli amici) ha compiuto ottantacinque anni ed io gli ho regalato un abbozzo di catalogo delle tavole, non tutte, da lui eseguite a Roma tra il 2005 e il 2009.

Non è stato semplice prepararlo ma ne è uscito fuori un buon lavoro.
Nel Blog parlo di Piero sia sotto la tag "Alzheimer" che "il disegno di Piero": sono post che vengono visti ed apprezzati e di questo ringrazio.

Per un periodo di tempo limitato e per un numero di copie limitato ho pensato di rendere disponibile "Una vista su Roma" a chi fosse interessato.
Il libro è in formato A4 e riproduce un centinaio di tavole.
Chi fosse interessato per averlo spedito deve contattarmi via email e concordare con me termini di pagamento (su una mia postpay) e di spedizione a mia cura.

Il mio indirizzo di posta elettronica è marcovalentiscrive@libero.it
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