marco valenti scrive

marco valenti scrive

31 dicembre 2010

29 dicembre 2010

elenchi di fine anno: ricette e vini




Elenco (parziale) delle ricette e dei vini di cotesto blog.


Ricette.

Piada, piadina, pasta alla milanese, tortelli allo speck, caponata, caponata di melanzane, Cuccìa. Calamari e carciofi, Amatriciana, Raclette, Bilbolbul, Tagliolini al nero di seppia e aringa affumicata, Insalata riciclata cotta, riso pollo e curry, tagliatelle pollo e funghi, spaghetti nero di seppia.


Vini.

Calanchi di vaiano Chardonnay, Montefalco bianco, Merlot, Inzolia, Muscardet coteaux de la Loire, Chateau de Grezèls, Passito di Pantelleria Donnafugata, Bianchello del Metauro, Cirò rosato, Lagrein, Falanghina del beneventano, Grappa di Teroldego, Sagrantino di Montefalco, Orvieto classico, Barolo docg conte marcenasco, Muller thurgau, Primitivo di Manduria, Cervaro della sala, Teroldego, Grecanico, Pecorino de’ fauri.

Va da se che nel modo altalenante e avvinazzato che mi contraddistingue, pressappochistico e non obiettivo, io conto di proseguire.

28 dicembre 2010

elenchi da fine anno: musica con un senso

Elenco, parziale, delle canzoni di cui questo blog ha parlato.

Have I told you lately that I love you – Van Morrison.

La mer – Charles Trenet

Il mare – Serglio Cammeriere.

Scuola – Eugenio Finardi.

Gigo gigolò – Dalla e De Gregori.

Dimmi che non vuoi morire – Patty Pravo – Vasco Rossi.

Keaton – Francesco Guccini.

Tu vuò fa’ l’americano – Renato Carosone.

Non abbiam bisogno di parole – Ron.

Walking in Menphis – Cher.

L’angelo e la pazienza – Ivano Fossati.

Confessioni di un malandrino – Angelo Branduardi.

La nevicata del ’56 – Mia Martini.

The Koln Concert – Keith Jarrett.

Buonasera signorina – Fred Buscaglione.

Atlantide – Francesco De Gregori.

Try a little tenderness – The Commitments.

Leggero – Ligabue.

Perfect day – Lou Reed.

Mi manchi – Roberto Vecchioni.

My favourite things.

Eppure sentire – Elisa.

Time after time.

Love me or leave me.

Un senso – Vasco Rossi.

Vorrei comprare una strada – New Trolls.

Over the rainbow.

Architetture lontane – Paolo Conte.

Le mie parole – Samuele Bersani.

Foreign affairs – Tom Waits.

In fondo a rileggerle ci si trova una mia prima playlist che offro, nei modi che mi appartengono, a chi si affaccia qui.

Questo trovo che dia un senso alla tag “Musica con un senso”.

26 dicembre 2010

elenchi: giusto per cominciare


Si chiude l’anno.

Dire che sia tempo di bilanci potrebbe avere dei profili di pericolosità ma, tuttavia, siamo per molti versi ad un giro di boa. Il Blog ha viaggiato per tutto il 2010 con una media di clic che rasenta i cinquanta al giorno.

Ringrazio tutti.

Ringrazio Paolo con cui iniziammo a bloggare e che ora ha un blog suo (che consiglio a chi ama chi scrive bene) e che è, ovviamente nell’elenco qui a fianco dei luoghi frequentati: sintagmatica.

A proposito di elenchi…

Mi viene in mente una trasmissione recente che ho molto amato dove si facevano elenchi che reputo intelligenti. Adesso che il duemiladieci se ne va mi va di fare elenchi riferiti a questo blog; possono essere di qualche utilità per chi si è affacciato da poco e, magari, ancora non si orienta.

Sul lato destro ci sono le “tag”, gli argomenti che sono stati trattati e che consiglio di scorrere.

Però mi va di fare un elenco, non esaustivo, di alcune cose che ho toccato.

Ricordo pure che se si clicca su un argomento vengono giù, dall’ultimo verso il primo, i post relativi: intendo che se cliccate sulla tag “musica con un senso” (per esempio), vi vengono giù tutte le canzoni che sono state citate.


Mi piace dirvi anche che la funzionalità ricerca, sempre sul lato destro, prevede che chi ne abbia voglia può fare una ricerca nel blog per parole e vedere cosa ne esca fuori.

Ok: comincio con gli elenchi con il primo.


ELENCO DEI LIBRI DI CUI SI E’ PARLATO.


Il vino a Roma (Slawka G. Scarso)

Cometa e bugie. (Marco Valenti)

Cinque canti di separazione. (Marco Valenti)

Un senso alle cose. (Paolo Scatarzi e Marco Valenti).

Dannati danni. (Vittoria A. Danni).

Asparagi e immortalità dell’anima. (Achille Campanile).

L’arte di tacere. (Abate Dinouart).

Teorema del devastatore. (Lorenzo Moneta).

Codice della vita italiana. (Giuseppe Prezzolini).

Le cose non sono le cose. (Paolo Neri).

Sfiga all’ok corral. (Golem).


Tutto questo per ora. Da un lato seguiteranno post con indirizzo librario recensorio e dell’altro posterò altri elenchi. Note di musica e canzoni, di ricette, di vini… e non solo.

Quindi, intanto, se volete percorrere i libri di cui, finora, ho parlato cliccate sulla tag “libri” e andate indietro oppure, se preferite, cercate uno dei libri citati in questo primo elenco.

23 dicembre 2010

auguri bis

Gli auguri non si fanno con la testa ma con la pancia.

Gli auguri si fanno di istinto e non di ragione

perché quelli di ragione non sono autentici,

non abbastanza sentiti,

quanto quelli che vengono dalle viscere del nostro sentire.

Quindi...


Auguro a chi è acido di diventare dolce;

a chi è timido di diventare più sicuro

e non erigere più muri di antipatia

per mascherare le proprie insicurezze.


Chi è felice continui ma

divida la sua gioia senza chiedere compiacenza in cambio

e chi è triste ripensi alle sue cose e trovi un motivo,

purchessia, per pensare positivo.

C’è, certamente,

da qualche parte, e magari nascosto, ma c’è.


Non serve essere primadonna per essere donna;

non serve il divismo ma essere migliori.

Chi pensa di essere depresso ci ripensi

e intenda che, magari, non lo è davvero.

Chi la vuole risolvere lo faccia

e chi non vuole risolvere non si arrovelli più:

chi scaglia pietre si lavi, almeno, prima dei propri peccati,

chi non ha peccato si sbrighi a peccare

e chi ha peccato espii.


Si giunga a riconciliare, si voglia bene,

perché ce ne è bisogno.

Si guardi l’avversario come tale

e non come qualcuno da abbattere.

Auguri per tornare, tutti, a ragionare

e non ritenersi depositari dell’esattezza delle cose.

Auguri alle cose,

perché riescano a tornare al loro posto

o, almeno, a prenderne la giusta direzione.

Alle persone auguri, perché possano fare in modo

che le cose si imbrinino nella direzione che devono.


Per trovare l’acredine in pensione,

con la presupponenza, e la tracotanza, e la perfezione del sé, i

o mi auguro uno sforzo comune.

Auguri di pace e di tolleranza.

Auguri che la tolleranza diventi ecumenica

e non a senso unico.


Che il cane abbandonato

non resti più importante dell’uomo abbandonato,

che la vivisezione

non sia più importante della morte di bambini, umani intendo,

ad opera di aids, guerre, fame.

Robe di mettere le cose in prospettiva.


A tutti gli occhi auguro di saper vedere.

Saranno vani.

Ma li devo.

Li auguro, me li auguro e ve li auguro.

Già.


È un mondo adulto, baby, e sbagliamo da professionisti.

22 dicembre 2010

Not official video

Roberto ha montato un video carinissimo della presentazione spettacolo di Cometa e bugie dell'11 dicembre con la compagnia "Signori, chi è di scena!".
Eccolo.
Grazie a Roberto e a tutti.


20 dicembre 2010

Il mio augurio



L'anno scorso da questo blog era partito un calendario dell'Avvento di video da youtube in tema natalizio.
Uno al giorno.
Quest'anno prendo due versioni che amo di una canzone che amo per dire a tutti quelli che passano di qui...


Have yourself a merry little Christmas.
Let your heart be light.
Next year all our troubles
Will be out of sight.
Have yourself a merry little Christmas.
Make the Yule-tide gay.
From now on our troubles
Will be miles away.

Ringraziandovi per ogni passaggio qui e per ogni traccia che avete lasciato auguro di cuore a tutti buone festività natalizie,
marco

17 dicembre 2010

il vino a Roma




















Il vino a Roma



Guida alle migliori aziende vinicole del Lazio e ai locali in cui bere bene nella capitale



Di Slawka G. Scarso



Castelvecchi (Narraguide)



224 pagine



Euro 14,90








Premesse.






In questo blog, tra le altre cose, parlo liberamente di ricette e di vini ma anche di libri che mi sono piaciuti. Tutto ciò in piena, assoluta libertà ed autonomia. Si aggiunga che sono di Roma.



Ho comprato questa guida con molte curiosità: quella di amante del buon vino, quella di lettore, quella di romano e, ultima ma non meno importante, leggere una persona deliziosa che ho avuto il piacere di incontrare.






Sul libro.






Anche se, come tutte le guide, è un libro da consultazione “il vino a Roma” si legge come una raccolta di racconti, di impressioni, di piccole avventure, di umori. È scritto con una prosa agile, delicata e scorrevolissima. Il linguaggio è chiaro, gioioso, competente senza essere complesso e dotto, e lascia vedere una enologa moderna, esperta e competente, ma anche profondamente innamorata del proprio lavoro, di Roma, della bella scrittura. Consigliato a chi è di Roma o ci passa, a chi ama il vino, le enoteche, i bei libri.






Descrizione presa dal libro (sulla quale concordo totalmente).






Affascinante e misterioso, il mondo del vino accoglie chi è interessato a scoprirlo con un infinito numero di etichette e tantissime enoteche. A Roma, in modo particolare, i locali dove bere un bicchiere di vino neppure si contano, ed è facile perdersi mentre si cerca la propria strada verso il nettare di Bacco. A salvare dalla confusione chi, nella Capitale, si accosta all’arte del bere bene, ecco il libro della sommelier Slawka G. Scarso: più che una semplice guida, un vero e proprio «diario di bordo», una bussola in grado di trasferire al lettore, insieme agli indirizzi utili e alle dritte indispensabili, anche l’esperienza di chi ha fatto dei calici di vino uno stile di vita e una professione. Dedicato alle migliori aziende vinicole del Lazio e ai locali in cui bere bene nella Capitale, “Il vino a Roma” si suddivide in tre sezioni. La prima, dedicata alle enoteche dove il vino è servito alla mescita. La seconda, in cui sono raccolti i negozi dove è possibile acquistare una bottiglia di vino particolare da bere a casa o portare agli amici. La terza, dove si dà spazio alle aziende vitivinicole laziali, racconta la storia dei migliori vini locali e suggerisce imprescindibili abbinamenti con il cibo, attraverso esempi concreti ed evitando piatti troppo complicati da preparare. Il risultato è un libro completo, scorrevole e divertente. Da regalare al neofita e da suggerire a chiunque non abbia ancora avuto l’occasione di scoprire il grande universo delle enoteche di Roma.






La scrittrice.








Slawka G. Scarso, Nata a Roma nel 1977, è consulente di comunicazione enogastronomica e docente di marketing del vino presso la LUISS Business School. Diplomata sommelier AIS, ha collaborato a numerose testate specializzate, tra cui «Bibenda», «Duemilavini», «Bargiornale» e «Tigulliovino». Dal 2005 cura il blog Marketingdelvino.it.



13 dicembre 2010

appunti sulla vespa rossa


Ci fu, ovviamente, un prima della Vespa così come un dopo. Il mio prima fu di disatteso desiderio di ciclomotore, mi irretirono di promesse di automobile a diciotto anni per sedare il mio bisogno di indipendenza. Quando mollarono verso i diciassette con un Piaggio Boxer, rosso, capii dopo il primo momento di gioia che mi avevano fregato. L’automobile non l’avrei vista mai.

Avevo ragione.

Il ciclomotore rosso si azionava a pedali. All’epoca c’era davvero una continuità con la bicicletta. Pedalavi per accenderlo. Roba di liceo e di anni settanta.

Però indipendente o se dicente tale.


Il mio vespone rosso lo lasciai impietosamente alla mercé delle intemperie. Fece il suo dovere, anno dopo anno, ma inevitabilmente il colore andò sbiadendosi e quel bel rosso Ferrari lasciò inesorabilmente il posto ad un pallido e sbiadito rosa.

Antico.

Con la dignità un po’ blasé come certi alberghi. Col sussiego non chiesto a certi anziani si teneva senza lamenti ma ogni inverno, e ogni grandine, e ogni pioggia, lasciava un conto da pagare.

Sempre sorridendo, a volte sputacchiando, la mia Vespa faceva il suo.


Mio figlio, piccolo, in piedi sulla pedana della Vespa. Felice si teneva con i pugni serrati sui sostegni del parabrezza. Era felice di una avventura continuamente nuova ed io con lui.

Comandante. Pilota. Capitano. Padre.

Era meglio delle giostrine. Chi ha avuto sia un figlio che una vespa capisce meglio di chi ne ha avuto solo uno. Intendo un figlio; o una Vespa.