marco valenti scrive

marco valenti scrive

4 febbraio 2018

Terrorismo etnico e mandanti morali



Comincerei con il definire come terrorista un uomo che semina il terrore.

 Da questo assunto condiviso definiamo in questo modo un uomo di colore che a bordo di un furgone semina il panico tra la folla di una qualsiasi città uccidendo persone. Terrorizzando.
Che sia folle è per quasi tutti noi ovvio, così come è evidente che la sua follia è alimentata del disagio personale ma anche da condizionamenti esterni che lo incitano e lo inducono a compiere l’atto che comunemente definiamo “atto terroristico”.

Perciò stigmatizziamo, giustamente, una cattiva propaganda di Imam imbonitori di odio e, con un nesso logico, li definiamo mandanti.

In più deprechiamo l’odio razziale che ci rende esposti a teli folli atti.

Il 3 febbraio 2018 a Macerata un pazzo ventottenne ha sparato per due ore dalla propria automobile a tutte le persone di colore che incontrava, prima di venire arrestato. 
La città ha chiuso per tre ore per terrore.
Possiamo perciò definirlo un terrorista secondo i ragionamenti fatti.
Ciascuno ha il diritto di cercare “gli Imam” che, cattivi maestri, hanno armato la sua folle azione terroristica senza che alcuno abbia da eccepire.

Responsabili morali; mandanti.

Qualcuno di questi mandanti potrà essere votato dal popolo italiano alle prossime elezioni politiche.

Buon voto a tutti.


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