marco valenti scrive

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3 febbraio 2012

La neve, la vespa, il ritorno a casa e il signor Sindaco.




Le foto mostrano lo stato della mia amata Vespa, venerdì 3 febbraio alle 14,30, quando in ufficio ci hanno concesso di andare via anzitempo per l’abbondante nevicata che si stava abbattendo su Roma.
Qualcuno potrebbe chiedermi perché mai fossi andato in Vespa al lavoro. Lo so, in fondo rimango un ottimista.

Avendo capito prima di uscire dal lavoro che non sarei potuto tornare a casa con le due ruote mi ero collegato con il sito dell’Atac (l’azienda comunale del trasporto pubblico) per sapere come avessero potenziato le corse: con mio stupore avevo appreso che le corse non erano state potenziate e che, anzi, parecchie linee erano state soppresse.

Sotto la tormenta, in compagnia di due colleghe, sono andato alla fermata di Via Nizza, vicino Piazza Fiume (per chi conosce Roma).
Gli autobus designati come marcianti erano fermi, con le quattro frecce accese, e non sarebbero partiti.
Abbiamo deciso di provare a trovarne uno (non previsto in elenco) all’inizio di Via Nomentana.
Il piazzale prospiciente Porta Pia era letteralmente spazzato da una nevicata fitta e obliqua.
Dopo un quarto d’ora, dal groviglio di auto all’incrocio con Corso Italia, è sbucato un eroico autobus – poco importava non fosse in elenco – ma era già gremito di persone oltre ogni possibile sopportazione.
Ha lasciato la fermata che sembrava un treno indiano (con rispetto per l’India) e senza noi tre.

Da notare la totale assenza di polizia municipale nell’ingorgo infernale tra Nomentana, Porta Pia, Piazza Fiume.

Passa un'altra decina di minuti e decidiamo di incamminarci a piedi per Via Nomentana per muoverci un po’ ed evitare di rimanere congelati. E’ vero che eravamo in numerosa compagnia in quella fermata, ma la fine del filetto di platessa non era davvero una soluzione.
Così siamo partiti.

Annoto poche cose del tragitto.
Un primo vigile ad un incrocio assolutamente inutile da presidiare, dopo qualche centinaio di metri non governati; personale della protezione civile a spalare ghiaccio alcuni incroci dopo; un paio di autobus stracolmi che non si fermano neppure alle fermate canoniche perché sarebbe inutile; un paio di autobus che sfilano fuori servizio.
Niente altro nell’ora e tre quarti di cammino in una nevicata che non ha avuto sosta; niente altro nei sette chilometri che mi hanno portato a casa a piedi.
Gran camminata, con alcuni profili di bellezza e altri di fatica e disagio.
Ho in Rosa e Marta due attendibili testimoni, oltre che gradevolissime compagne di questa che mi è parsa una storia di “avventure nel mondo”.

Scrivo dopo Te verde, sigaretta, bagno caldo; scrivo dopo aver sfogliato giornali on line che titolano “Roma chiude per neve”, “Traffico in tilt”, “Neve: stato di allarme”, “Bus: viaggiano solo 76 linee di emergenza” e mi fermo qui ma potrei continuare a lungo.
Ora io dico che se fossi il signor Sindaco di Roccapizzopapero di Sotto, guardando il meteo dei giorni precedenti, mi sarei preoccupato di aumentare le corse dei mezzi pubblici, di spargere sale per le strade, di aumentare i presidi di polizia municipale.
È del tutto evidente che con il signor Sindaco di Roma non è successo.

Non mi dite che l’evento è eccezionale o che è imprevedibile; non mi dite che “la città ha retto”; non mi raccontate che la cosa è stata affrontata.
A Roma non nevicherà spesso – è vero – ma comunque nevica: mi pare ovvio che serva organizzarsi.

La neve può sorprendere il mio ottimismo e la mia Vespa, ma non deve trovare impreparata la macchina organizzativa della Capitale d’Italia.

Ricordo l’ultima volta che a Roma aveva nevicato: era il 12 febbraio del 2010 ed ecco il link al mio post di allora.

http://lecosesonocomesono-mv.blogspot.com/2010/02/roma-e-la-neve.html

2 commenti:

  1. Caro Marco,
    qui a Roma non cambierà mai niete, questa è l'unica certezza, al massimo le cose possono peggiorare, questo parlando su una scala di tempi "umana", forse in una scala di tempi geologica ci potranno essere più possibilità di cambiamento, ma sempre più spostate verso il peggioramento.
    saluti
    Lucio/Okness

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    Risposte
    1. "Resti sempre un inguaribile ottimista!", :-)

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Costretto al test di verifica dal proliferare di spam. Mi spiace. Spero molto in tanti commenti e spero che, a prescindere dal fatto che non vengano moderati da me, siano di buon gusto e vengano firmati. Buona lettura e buon commento a tutti.