marco valenti scrive

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14 gennaio 2018

La buona comunità, il condominio, la democrazia




LA COMUNITA’

Il regolamento di condominio.
 (breve storia politica triste).


Tizio, Caio e Sempronio sono proprietari di porzioni immobiliari.

Tizio ha il 60% della proprietà – parliamo di millesimi – Caio il 25% e Sempronio il 15%.

Si deve prendere una decisione.
Tizio è favorevole; Caio e Sempronio contrari.
Se si va per millesimi Tizio non è un condomino ma un Padrone; altrimenti un democratico.

Questo accade nel mondo. Questo accade nelle multinazionali. 
Questo accade in politica.

Se si va per millesimi Caio e Sempronio non possono stare con Tizio.
Tizio non fa parte dello stesso condominio.
Punto.

Se Tizio ne vuol far parte come proprietario della maggioranza millesimale e Caio e Sempronio abboccano avrà vinto, ma nel conteggio delle teste sarà sempre un Padrone e non un riferimento condiviso.
Se Tizio ha voglia di condominio non potrà fermarsi al conto millesimale.
Se Tizio è per il conto millesimale e non "per capoccia" invece mi chiedo: Caio e Sempronio che hanno fatto a fare un condominio con lui?

La politica è semplice.

Ma solo per chi la vuole capire; per gli altri è una guerra e non sanno che è inutile.


Mi spiace tanto per loro.



12 giugno 2017

Sinistra moderna subito




Tanti esempi di persone che nel mondo hanno dato voce ai cittadini senza essere populisti.
Tanti.
Tanti leader di sinistra nel mondo che raggiungono consenso.
Ciascuno pensi ai propri riferimenti.

Intanto la gente, il popolo, l'elettore che rimane a casa.
Tanti cittadini senza voce.
Troppi.
Disillusi, silenti, non rappresentati.

Se fossi io, se fossi Dio, se potessi avere la voce che non ho...
...Cosa direi?
ORA, SUBITO, con chiarezza.
Qualcosa così.


Tassare di meno il lavoro e di più le rendite per livellare il punto di partenza di ogni cittadino. Tassare il guadagno di più e il lavoro di meno. Chiederlo ai fratelli europei per andare uniti nella stessa direzione.
Tassazioni modulate e feroce lotta alla evasione e alla elusione. Tutela del lavoro e dei lavoratori: rivedere la progressività delle aliquote.

Controllo della spesa pubblica. Serio. Senza pregiudizi o pregiudiziali ma serio. Un esempio facile? Prezzo dei farmaci. Un altro? Meno incarichi, divieto di cumulo di incarichi, meno consulenze esterne e meno commissari ad acta.
Tutela dei più deboli, bambini, anziani e malati: debbo essere tutelato se mi ammalo. Devo potermi curare.

Investire nella istruzione pubblica e nella ricerca prima di favorire la scuola privata.

Regolare il mercato anche attraverso liberalizzazioni e semplificazioni ma mantenendo rigorosamente pubbliche l’aria, l’acqua, i servizi essenziali per i cittadini.
Energia pulita e trasporti pubblici efficienti. Quello che inquina deve costare e quello che risparmia energia deve essere conveniente.

Diritti civili a prescindere dal credo politico o dalle identità sessuali. Integrazione e inclusione dei migranti.
Chi nasce in Italia è italiano.
 Mediazione nei contrasti internazionali subito e non quando è tardi. 
Visione ideale di uno stato sociale europeo e degli Stati Uniti d’Europa con obbligo di moneta unica e politiche fiscali, monetarie ed estere comuni.
Libertà della circolazione delle idee, delle persone, delle merci. 
Sentirsi parte di una collettività per cui non è pensabile abbandonare nessuno a vantaggio magari di una minoranza fortunata. Sentirsi rappresentati non da “un uomo al comando” ma da “una squadra di governo” in un sistema democratico in grado di rappresentare democraticamente il volere sovrano dei cittadini.
"far finta di essere sani": andatevela a riascoltare quando discettate di chi debba guidare chi per fare cosa!

“Dare a ognuno secondo il suo bisogno e prendere da ognuno secondo le sue possibilità”.

Chi lo DEVE fare lo faccia. Adesso! Lo dica e vada a raccattare voti sulle cose vere e non sui nomi o su leader più o meno credibili!

13 gennaio 2017

grazie!



duecentomila?!


Il primo post ad agosto duemilaotto.
Blogger ha cominciato a contare le visite da metà duemiladieci.

Con l'inizio del duemiladiciassette il contatore mi dice che sono state superate le 200.000 (leggasi duecentomila) visite.


Grazie!

2 settembre 2012

anniversaire - compleanno


Oggi, 2 settembre, è il mio compleanno. Pochi giorni fa è stato il compleanno di questo blog (quattro anni). Con l’aiuto di Delia, che conosce il francese, nasce proprio oggi un blog fratello di questo.
Lì si ritroveranno chiacchiere vecchie già apparse qui insieme a post più recenti.
Invito voi a dare uno sguardo.
Se avete amici francesi invitateli voi.
Vi lascio il link.
Auguri
Marco

Aujourd’hui, 2 septembre, c’est mon anniversaire. Il y a quelque jours à étè l’anniversaire de ce blog. (4 ans).
À l’aide de Delia, qui connâit le français naît, exactement aujourd’hui un blog frère de celui-ci.
Vous y retrouverez vieux bavardages déjà apparus ici, ensemble à des billets plus récents.
Si vous avez des amis français invitez-le.
Je vous invite à jeter  un coup d’œil .
Voici le lien.
Meilleurs vœux
Marco.




18 maggio 2012

numbers

Ci sono un sacco di regole non scritte, di consigli e di trucchi di cui si serve il "Bravo Blogger".
Girando per la rete, il www, se ne leggono un sacco.
C'è perfino gente che ha guadagnato scrivendo "manuali" su come si fanno le cose, e su come non si fanno.
C'è chi sui social forum posta all'ora giusta per avere la maggiore visibilità e chi aumenta in modo artificioso e artificiale il tiraggio del proprio sito, o Blog, o vita. C'è chi si organizza in squadra per scalare classifiche e chi chiede, più o meno apertamente, aiuto, o voto, o click, o "mi piace".
Chi passa di qui e ci torna sa che non è così in questo blog.
Nessun trucco e nessun inganno ma, semplicemente, il desiderio di condividere impressioni ed emozioni e - quando chi legge fa da sponda - avere un po' di ritorno.
Quelli bravi direbbero feedback.
Ci sono dei momenti che amo condividere, che sia una ricetta o una piccola indignazione poco importa, e trovo stupefacente che i miei piccoli messaggi in bottiglia trovino qualcuno che abbia voglia di raccoglierli.
Resto perfino vagamente dispiaciuto quando un tale "post" viene "cliccato" parecchio soltanto perché c'è una "tag" che tira e mi riprometto di togliere qualsiasi cosa possa essere uno specchietto per le allodole.
Parole che uso con virgolette e ironia perché non mi appartengono.
Ovvio invece che mi sia propria la voglia di raccontare e raccontarmi e raccontarvi.
Incredibile che, addirittura, io scriva cose che possono essere stampate e acquistate con un codice isbn.
(Chi le legge, spesso, ne è contento e questo mi ripaga del tempo adoperato a scrivere).
Ora, aldilà della "fuffa" quel che mi porta a scrivere questo messaggio a voi tutti dedicato è che pochi giorni fa il contatore delle visite a questo blog, una roba che trovate in fondo a destra (un po' come il bagno) ha superato le cinquantamila visite dal primo di gennaio duemiladieci.
Il blog c'era pure prima.
Ha la sua storia.
Solo a un certo punto ho pensato di mettere una cosa automatica a contare.
Però, quando ho visto superare quel numero, ho fatto un po' di conti.
Ci sono state, festività, agosto, domeniche e isole comprese, una madia giornaliera di oltre cinquanta click al giorno su questo blog.
A proposito di "isole comprese" c'è qualcuno che è inciampato in questo blog (certamente per caso e per sbaglio) da posti a me sconosciuti per luogo e per idioma: vorrei poter dire grazie in molte lingua, cirillico incluso, per includere anche quelle pecorelle certamente smarrite.
Ci sono state, statisticamente, migliaia di click al mese.
Migliaia.
Gente che ha fatto click facendo una ricerca, o consigliata da qualcuno, o girando su social forum più o meno noti ha fatto capolino qui e mi ha letto un post, o un paio di riflessioni, o una recensione piuttosto che una ricetta di cucina.
Guardate che è un bel vedere e un bell'avere di che fare considerazioni.
Voglio dire che quando ho visto cinquantamila mi ha fatto un bell'effetto.
Un bell'affetto.
Tanti amici ogni giorno, meno interlocuzione - sempre - di quanto vorrei, ma tente persone che vengono e leggono.
Mi piace immaginare un po' di affetto, di affezione.
Mi piace dirla così mentre, in contrasto con il manuale del bravo blogger, vi ringrazio.
Tutti e ciascuno.
Vi auguro di trovare nell'universo del web almeno la metà delle risposte che state cercando e sono qui a dare le mie.
Più che altro domande.
Sinceramente,
Emmevù, alias Marcovalentiscrive, alias MV, alias...grazie e proseguiamo.
Un sorriso.

21 ottobre 2011

poche cose per gli amici di qua



Poche cose come se fossimo al bar.



(nella foto sono in un quadro di Hopper; mi si riconosce perché sono quello senza cappello).



Leggo, con tanto piacere, tutti i commenti ai post: è rarissimo che intervenga ma è un piacere di cui vi ringrazio.



Chi non mi segue da tanto può, se ne ha voglia, fare un giro nel blog a ritroso scegliendo una delle Tag a destra tra le voci ARGOMENTI. Si può essere maggiormente interessati alle ricette, piuttosto che ai viaggi, alla musica, ai sassolini dalle scarpe.



Cliccando su ogni immagine la potete vedere più grande: in certi casi vale la pena.



I LUOGHI FREQUENTATI sulla destra sono posti belli nel web, blog che amo, in cui mi piace andare e sono lì soprattutto per mia memoria. Non sono per niente male e non c'è niente di male se ci fate un giro pure voi. Io li frequento molto spesso (anche se il più delle volte non lascio traccia).



Scordo certamente qualcosa ma, concludendo la chiacchiera da bar, volevo segnalarvi che - prima di uscire da qui - potreste cliccare il bottone sulla destra con sopra scritto Vota questo sito!



Sta a destra, subito sotto POST PIU' POPOLARI.



Grazie e un abbraccio.



emmevù

13 settembre 2011

Semifinale: "Cometa e bugie" c'è!


Qualcuno mi ha suggerito di raccontare la cosa anche qui perché, correttamente, non è detto che chi passa di qui abbia avuto la notizia da altre fonti.

Cometa e bugie sta partecipando al Concorso "il mio esordio" insieme a circa altri 2.600 romanzi autopubblicati sul sito di Repubblica/L'Espresso; il romanzo è tra i 200 titoli in semifinale; tra questi il mese prossimo ne saranno scelti 30 ed infine il vincitore verrà pubblicato da Feltrinelli.


Essere tra i primi duecento è già uno splendido riconoscimento.


Riporto un paio di link per conoscenza e ringrazio tutti quelli che lo hanno letto.

http://temi.repubblica.it/ilmiolibro-holden/romanzi-in-gara-ecco-i-semifinalisti-al-via-il-secondo-round/

http://temi.repubblica.it/ilmiolibro-holden/lelenco-dei-semifinalisti/

4 agosto 2011

Le quattro idee di cui ho parlato

Ecco le quattro idee, parziali, non esaustive di quanto penso, non risolutive da sole, che ho espresso nel blog (a tratti e in post sporadici) e che hanno smosso gli animi assai meno di quanto avevo immaginato.


Resto convinto che dovrebbero essere ribadite e condivise e le riporto.


Il blog, tranquilli tutti, si occuperà – come ha sempre fatto – di altro.





NESSUN INCARICO POLITICO E DIRIGENZIALE PUBBLICO OLTRE IL SETTANTESIMO ANNO DI ETA’.

(Non serve "rottamare". Questa cosa, logica, basterebbe. Sovente chi vuole innovare alla fine dei conti nomina persone che saranno pure esperte - forse - ma che sono decisamente in là con gli anni)





I FARMACI PAGATI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, QUINDI DA TUTTI NOI CITTADINI, HANNO PREZZI TROPPO CARI E INGIUSTIFICATI: COMPITO DEL GOVERNO PORRE RIMEDIO E FARLI CALARE.

(Sembra una inezia ma, in tutta franchezza, non credo che lo sia)




NESSUN PREGIUDICATO, NESSUN CONDANNATO (ANCHE IN PRIMO GRADO) PUO’ ESSERE CANDIDATO A RUOLI POLITICI ELETTIVI: CHI HA CONDANNE NON PUO’ PRESENTARSI IN QUANTO INELEGGIBILE.

(Sarebbe anche opportuno non candidare chi ha procedimenti in corso ma non vorrei esagerare)





IN CAMPAGNA ELETTORALE AD OGNI LIVELLO, OLTRE AL CANDIDATO PRESIDENTE, SI ESPRIMA IN ANTICIPO LA COMPAGINE DI GOVERNO CHE VERRA’ DESIGNATA, LE COMPETENZE SPECIFICHE PERSONALI DI CIASCUN CANDIDATO A RICOPRIRE CARICHE DI GOVERNO, LE LINEE DI AZIONE CHE VERRANNO PERSEGUITE.

27 luglio 2011

T-Day

Oggi è il T-Day. 27 luglio 2011: mentre questo post viene pubblicato nel blog qui brulica di operosi traslocatori, portatori sani di scatoloni e mobili. C’è odore di cartone e di polvere che esce da mobili mai spostati in anni e anni.
Si cambia.
Tutto sa di buono. Lascio una bella canzone sul tema.
Auguratemi buona giornata.
Ne ho bisogno.




E di nuovo cambio casa di nuovo cambiano le cose
e di nuovo cambio luna e quartiere

come cambia l'orizzonte, il tempo, il modo di vedere
cambio posto e chiedo scusa ma qui non c'e' nessuno come me

e stasera do a lavare il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore stasera

e stasera voglio uscire che mi facciano parlare
voglio ridere voglio bere, io stasera cambio amore, tutto qui

ma sapere dove andare e' come sapere cosa dire,
come sapere dove mettere le mani

io non so nemmeno se ho capito quando t'ho perduta
qui fioriscono le rose ma dentro casa e' inverno e fuori no

e vendo casa per un motore la soluzione e' la migliore,
un motore certamente puo' tirare

la mia fantasia un po' danneggiata da troppo tempo parcheggiata
e poi cambiare casa come cambiano le cose cosi'

e gira gira gira gira si torna ancora in primavera
e mi trova che non ho concluso niente,

io l'amore l'avevo in mente ma ho conosciuto solo gente
e posso poco andare avanti fintanto che nessuno e' con me

e gira gira gira gira si torna ancora a primavera
e scopro che non ho capito niente

e allora io stasera do a lavare il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore cambio numero e quartiere

fintanto che nessuno e' con me

13 luglio 2011

il più bel disegno tra tutti


Tra le Tag di questo blog, "il disegno di piero" raccoglie una serie di tavole eseguite da mio padre, Pietro Valenti, tra il 2000 e il 2010 a Roma.
Alcune sono in una bozza di catalogo, non in commercio se non per pochi amici. In catalogo questo disegno non lo ho messo perché è grande ed avrebbe sofferto molto nell'essere ridotto ad un A4. Lungo quasi 140 cm, eseguito nel 2006 a parti separate in una successione di fogli Fabriano e montato, assemblato, finito in studio è una vista di Roma dalla terrazza dei Musei Capitolini: si vedono a destra l'Ara Coeli ed il Milite Ignoto visto da dietro, a sinistra il Tempio ebraico ed il teatro di Marcello.

Uno dei più bei panorami del mondo. Senza alcun dubbio il più bel disegno di Roma di Piero.

Lo ho in casa e spesso mi emoziono a guardarlo.

Non riesco a parlarne diffusamente e preferisco regalarlo a chi legge questo blog, ricordando che cliccando sulla immagine questa si apre a dimensioni molto maggiori ma anche che qualsiasi riproduzione delle opere di Piero deve essere precedentemente autorizzata.
da me.

Buona visione!

1 luglio 2011

27000

entro nel mio blog, stasera, e scopro di aver superato una certa quota di visite...
ventisettemila visitatori, 27.000 click in questo blog dal primo gennaio duemiladieci significa aver superato, numericamente parlando, 50 ingressi al giorno, agosto compreso, domeniche comprese, isole comprese.
grazie.
di cuore.

continuiamo?

16 giugno 2011

Luoghi frequentati

Tra le cose che compaiono in questo blog c'è un elenco che si trova sotto la voce "luoghi frequentati".
Un elenco di posti che frequento con convinzione, estremamente varii.
Li riporto qui più che altro per mia utilità di navigazione ma per ciascuno posso dire che farci un giro è un piacere che condividerei con voi con gioia.
Per la cronaca.
Cose di internet, luoghi virtuali, siti, blog...
Magari un'altra volte parliamo del contatore di accessi (che mi lusinga di 50 visite di media al giorno) o dei miei libri di cui si parla, o della scelta delle tag da rendere pubbliche.
Forse.
Però mi premeva dire che sono contento dei posti che frequento.
Di questi tempi non dovrebbe essere scontato.

13 giugno 2011

Il Museo del Risorgimento di Torino




Tre considerazioni a premessa.
La prima è che ti aspetti che sia il massimo della retorica sabauda, piemonte-centrica, e che sia la celebrazione di una città che un tempo aveva il primato in tutto.
Il cinema, la moda, l’industria dell’auto, la televisione e che poi ha perduto, passo dopo passo, i suoi privilegi.
La città che aveva creato lo spazio per il nuovo parlamento, a Palazzo Carignano, per poi vedersi scippata da Firenze l’essere capitale del Regno che tanto faticosamente aveva tessuto a diventare veste.
La seconda è che te li aspetti sordi, proprio perché fieri oltre misura della loro piemontesità, ad ogni apertura verso una visione italiana ed europea.
Banalizzando si potrebbe dire un po’ leghisti.
Sia chiaro: banalizzando.
La terza è che da tempo vai professando che la storia di ogni singolo Paese debba essere rivista e riscritta, quindi diversamente raccontata, giacché è impresentabile l’ignoranza diffusa nei confronti degli altri Paesi dell’unione.
Con queste, blande, prevenzioni – roba da Roma contro Juve – ho vissuto una visita guidata del Museo Nazionale del Risorgimento italiano.
Palazzo Carignano. Sede del primo parlamento Italiano. Il museo è stato chiuso dal 2006 al 18 marzo 2011 per restauri; ha riaperto giusto per i 150 dall’unità d’Italia.
A guida di eccezione il Direttore del Museo. Temevo un piemontese – falso e cortese – che magari ci malsopportava e doveva sciorinare il repertorio destinato agli ospiti inattesi e inevitabili. Errore. Un vero gran signore e un appassionato mentore.
Una visita brevissima, durata solo un’ora.
Un sommario magistralmente porto, un riassunto necessariamente lacunoso.
Una corsa con i pattini per il Louvre della mia Patria.
Un anfitrione perfetto, un viaggio fantastico.
Il Museo perfetto.
Ho intravisto una cosa straordinaria.
Lo ripeto: straordinaria.
Fuori dalla ordinarietà e favolosamente aperta, multiculturale, completa e complessa senza essere noiosa.
Grazie Torino per essere avanti, culturalmente, e per mostrarlo a chi vuole comprendere attraverso questa perla che meriterebbe una settimana obbligatoria di formazione per ogni cittadino.
Grazie per la ricchezza di questo imperdibile esempio di racconto, di narrazione di una storia che è la nostra Storia, che dovremmo amare, rispettare, venerare.
Non mi permetto di riassumere il riassunto. Non sono degno. Invito tutti a studio sommario e visita approfondita e qui mi fermo.
Una ultima, orgogliosa, felice considerazione.
Da tempo vado ripetendo che se vogliamo creare una Europa di popolo occorrerebbe riscrivere la storia e uscire da una visione nazionalistica della storia per aprirci a ogni Paese nostro fratello e partner.
Lo ritengo imprescindibile per una Europa che unisce portoghesi a bulgari, greci a lettoni, svedesi a spagnoli. Un popolo europeo, una storia condivisa.
Uniti nelle diversità ma consci di quello che riguarda il passato di ogni regione europea.
Ecco: tutto questo, incredibilmente, lì c’è.
Stampe austriache sopra stampe italiane con oggetto la stessa battaglia che ci ha visti nemici.
Più ancora deliziosi filmati in molte stanze a raccontarci quel che succedeva per altre popolazioni ed in altre aree geografiche europee mentre noi si faceva Curtatone o la prima Grande Guerra.
Cosa in Tracia, in Lettonia, in Spagna.
Invito ognuno ad un consapevole, necessario, lungo, insistito pellegrinaggio laico verso questo luogo fantastico, ricchissimo eppure umile, completo Museo: vero viaggio nella nostra storia.
Pardon: Storia.
Se il Museo Egizio vi sa di formaldeide, e quello del cinema vi fa un filo troppo glamour, questo è la perfezione.
Grazie, gran Torino.
p.s.: si scherza, ovviamente. Il museo egizio ed il museo del cinema alla mole Antonelliana rimangono imperdibili. Imperdibili, ma così come è il museo a Palazzo Carignano del Risorgimento italiano.

17 maggio 2011

Chiamerà Livia


Capiterà.

Ovvio che capiterà: ora vi spiego.


Chiamerà Livia.


È sua sorella, nella realtà, ed ha cinque anni meno di lui: è il nome che gli è rimasto appiccicato addosso. È diventato il nome che da alle cose.


Perciò chiamerà Livia quando si sveglierà, quando avrà bisogno di aiuto per andare a fare pipì; pronuncerà il suo nome per indicare un piatto di verdura cotta, o piuttosto un fazzoletto.


Dirà Livia, con voce tonante, se avrà mal di pancia e lo dirà appellando ciascuno e, a volte, anche il nulla. Parlerà con nessuno, a volte, rivolgendosi a lui come Livia.


Succederà anche di notte, se si sveglierà e non saprà dove si trova. Accadrà quando vorrà andare a casa, in una casa che ricorda, forse immagina, oppure vagheggia: vorrà andare da Livia.

Assecondatelo finché potete perché non è cattivo, quasi mai.


È confuso come chi ha l’Alzheimer dentro ormai da troppo.


Livia i suoi bisogni primari, i suoi ricordi, un nome comune di cosa, un appello.

Scorderà anche lei. Questione di tempo. Sostituirà Livia con parole ancora più confuse e sempre meno pertinenti.


Prendetevene cura voi che sapete come farlo.

Mi fido di voi.


Io non ne ho più.


emmevù (per chiuderla qui)

9 maggio 2011

Imperdibile conversazione davanti ad un giradischi



Potremmo chiamarla “A reported speech on new and ancient technologies” oppure “Sul vil vinile”, o anche “Generazioni a confronto: la rivincita dei cinquantenni”.
Tutto rigorosamente vero.


Due maschi sono in casa: di fronte uno stereo, compatto, con il quale è possibile convertire in una chiave USB musica proveniente da CD, ma anche da musicassette e da dischi.


Per dischi si intendono vinili a 78, 45 o 33 giri al minuto.


Un maschio ha cinquanta anni; l’altro diciassette. Per comodità nella conversazione riportata li chiameremo, rispettivamente, 17 e 50.


Questione di privacy.


17: Quindi con questo puoi convertire in mp3 tutta la musica che hai?


50: Si. Basta mettere una chiavetta e ci registri sopra da qualsiasi fonte sonora, selezionandola prima.


17: Pure i dischi? Ma tu ne hai?


50: Parecchi. Una volta c’erano solo quelli.


17: Me ne fai vedere uno?


Il cinquantenne torna con un 33 giri della Polygram, Making movies dei Dire Straits, 1980 e lo porge al diciassettenne.


17: Lo conosco. Come si apre?


50: Sfilalo.


17: Ah: ecco. Ma ci sono i testi!


50: Si. Così mentre ascoltavi potevi seguire il testo.


Il coperchio del piatto è già alzato e lo stereo è stato selezionato sul giradischi. Il diciassettenne studia il disco maneggiandolo con estrema cura.


50: Mettilo.


17: Da che parte è la musica?


50: Tutte e due. Scegli quale parte ascoltare prima.


17: Tutte e due?


50: Dai: mettilo.


Appoggia il disco infilandolo nel perno centrale e il disco comincia a girare.


17: Gira! …Che devo spingere?

18 aprile 2011

Torniamo a parlare di viaggi dal punto di partenza


Premetto che se non spesso ho postato sotto la tag “viaggi (taccuini con un senso)” è per rispetto al viaggiare.

Altro rispetto a una gita, a un pic nic.

Siamo tutti, chi più e chi (molto) meno, viaggiatori mancati e vacanzieri forzati ad un mordi e fuggi che non rende giustizia a quella sete di conoscenza che anima lo spirito di un viaggiatore.

Parlo con la cognizione di causa di un grande viaggiatore mancato per cui credetemi sulla parola.

Proprio da questa considerazione muove una caduta di idee, una cascata di considerazioni che soltanto abbozzo, un florilegio di conseguenze inevitabili.

Ecco una domanda interessante.

Un trasloco è (o può essere) un viaggio?

Non che io voglia in alcun modo influenzare (anche perché non ho il vaccino) ma io dico che un trasloco è il principe dei viaggi.

Per ideazione, preparazione, significato, conseguenze.

Si salpa per non più tornare.

Si organizza il bagaglio della vita.

Si approda in un vero e proprio altrove rispetto a ciò che si è vissuto.

Foss’anche un isolato, è roba di antipodi.

Pensateci su.

Vi lascio lì sperando ci pensiate ma magari ci torno presto.

Parecchio.

Emmevu.