marco valenti scrive

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9 maggio 2011

Imperdibile conversazione davanti ad un giradischi



Potremmo chiamarla “A reported speech on new and ancient technologies” oppure “Sul vil vinile”, o anche “Generazioni a confronto: la rivincita dei cinquantenni”.
Tutto rigorosamente vero.


Due maschi sono in casa: di fronte uno stereo, compatto, con il quale è possibile convertire in una chiave USB musica proveniente da CD, ma anche da musicassette e da dischi.


Per dischi si intendono vinili a 78, 45 o 33 giri al minuto.


Un maschio ha cinquanta anni; l’altro diciassette. Per comodità nella conversazione riportata li chiameremo, rispettivamente, 17 e 50.


Questione di privacy.


17: Quindi con questo puoi convertire in mp3 tutta la musica che hai?


50: Si. Basta mettere una chiavetta e ci registri sopra da qualsiasi fonte sonora, selezionandola prima.


17: Pure i dischi? Ma tu ne hai?


50: Parecchi. Una volta c’erano solo quelli.


17: Me ne fai vedere uno?


Il cinquantenne torna con un 33 giri della Polygram, Making movies dei Dire Straits, 1980 e lo porge al diciassettenne.


17: Lo conosco. Come si apre?


50: Sfilalo.


17: Ah: ecco. Ma ci sono i testi!


50: Si. Così mentre ascoltavi potevi seguire il testo.


Il coperchio del piatto è già alzato e lo stereo è stato selezionato sul giradischi. Il diciassettenne studia il disco maneggiandolo con estrema cura.


50: Mettilo.


17: Da che parte è la musica?


50: Tutte e due. Scegli quale parte ascoltare prima.


17: Tutte e due?


50: Dai: mettilo.


Appoggia il disco infilandolo nel perno centrale e il disco comincia a girare.


17: Gira! …Che devo spingere?