marco valenti scrive

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1 febbraio 2021

B come bugie

E, dopo tutto, che cos’è un bugia? / Solo la verità in maschera.

George Gordon Byron, Don Giovanni.

Le bugie sono per natura così feconde, che una ne suole partorir cento.

Carlo Goldoni, Il bugiardo.

Più dici la verità, e più potrai dir bugie.

Mino Maccari, L’antipatico.

Una piccola inesattezza qualche volta risparmia tonnellate di spiegazioni.

Saki, Bestie e superbestie.

La cosa che non era.

Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver.

Ci fu chi mentì sapendo di mentire e chi sperò di non mentire, chi lo volle e chi ci si trovò. Tre bugie.

Marco Valenti, Cometa e bugie.

A giurar presti i mentitor son sempre.

Vittorio Alfieri, Virginia, Atto II, scena III.

A lungo andare i bugiardi non solamente non sono creduti; ma essi non sono ascoltati; sì come quelli, le parole de’ quali nuina sostanza hanno in sé né più né meno come s’eglino non favellassimo, ma soffiassimo.

Giovanni Della Casa, Il Galateo

9 aprile 2018

"Orgoglio e pregiudizio"




Orgoglio e pregiudizio, il romanzo di Jane Austen uscito nel 1813 è il moloch di generazioni e generazioni. Una cosa universalmente considerata altissima e oggetto di devozione. Solo gli sconsiderati e gli impavidi stolti lo citano. Ci sono, giustamente, vessali che lo celebrano e, per di più (a vanto del Romanzo), soprattutto donne e, per di più, di cultura sopra la media. Meglio di “Via col vento”. Convengo convintamente: meglio. Io lo lessi da giovane e da maschio: handicap grevi. Tutto ciò premesso, dopo una terza rilettura meno impegnata e priva delle categorie dell’incanto e del disincanto ho voluto fermarne delle frasi. Sono solo frasi. Non ambisco a niente che non sia pronunciare delle frasi. Con la gioia di condividerle. Che non si possa ridurre le letterature ad aforismi è chiaro, ovviamente, a tutti e Oscar Wilde saprà perdonare – presumo sia chiaro - parecchi dall’aldilà. Tutto ciò premesso frasi, estrapolate oggi da quello stesso stupido maschio beta (alfa è troppo) che al primo giro giovanile si era annoiato. Mi ripropongo di fare meno premesse ma temo che qualora ci riuscissi diventerei un maschio alfa. Pro e contro.
La  bellezza è l’unica scusa, a dirla tutta, alla licenza.


“Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza.” 




“Chi non cambia mai la propria opinione ha il dovere assoluto di essere sicuro di aver giudicato bene sin da principio.”




“I sentimenti d’impeto devono essere guidati dalla ragione e ogni sforzo deve essere proporzionato all’obiettivo.” 


“La felicità nel matrimonio è solo una questione di fortuna.” 

(le mie scuse ma non ho resistito)



31 gennaio 2017

a proposito del signor Einstein


ALBERT EINSTEIN (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955)

La personalità eccentrica di Einstein lo ha legato a numerosissime curiosità e aneddoti; tuttavia molti degli aneddoti e delle citazioni a lui attribuite sono falsi oppure sono stati romanzati a tal punto da non aver più nessun contatto con i fatti reali. 

Di seguito sono riportate alcune delle curiosità più significative.

Einstein divenne vegetariano e astemio negli ultimi anni della sua vita.
Poiché la sua famiglia visse per alcuni anni in Italia, Einstein parlava un discreto italiano.
Einstein aveva cinque completi tutti uguali ma puliti, così diceva lui, "non sprecava tempo a pensare a cosa indossare".
Era apolide (dopo che fu privato della cittadinanza tedesca).
Einstein era mancino.
Quando Einstein espatriò negli Stati Uniti gli fu chiesto di dichiarare la sua razza d'appartenenza; a questa domanda il fisico rispose "umana”.
Negli anni di Princeton, Einstein adottò stabilmente un look del tutto eccentrico per uno scienziato e cattedratico della sua fama, caratterizzato da abiti e palandrane piuttosto stazzonate e da capelli bianchi lunghi e incolti. Questo aspetto da "Scienziato dedito a cose ben più importanti del vestire" sarebbe stato poi adottato da parecchi imitatori nell'ambiente dei fisici, specialmente in Italia.


...ma quello che mi interessa è l'incredibile patrimonio di frasi ed aforismi di Albert Einstein!
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Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.
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Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.
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Uno stomaco vuoto non è un buon consigliere politico.
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La politica è un pendolo i cui movimenti che oscillano tra l’anarchia e la tirannia sono alimentati da illusioni perennemente rinnovate.
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Non penso mai al futuro: arriva così presto!
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Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.
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(continua. Cerca tra gli argomentidel blog alla voce "Aforismi")

4 maggio 2015

Principi necessari per tacere



Mi ripropongo e propongo a tutti, in questa epoca di (a)social forum dove tutti parlano di tutto con tutti e non sanno con chi parlano e, a volte, non sanno neanche di cosa parlano dei "moderni" principi per l'arte di tacere.
Auspico sia per me un promemoria da non dimenticare mai.
Sono convinto giovi anche ad altri.

-È bene parlare solo quando si deve dire qualcosa 

che valga più del silenzio.

-Esiste un momento per tacere, così come esiste 

un momento per parlare.

-Nell'ordine, il momento di tacere deve venire 

sempre prima:

solo quando si sarà imparato a mantenere il 

silenzio, si potrà imparare a parlare rettamente.
 
-Tacere quando si è obbligati a parlare è segno di

 debolezza e imprudenza, ma parlare quando si 

dovrebbe tacere, è segno di leggerezza e scarsa

 discrezione.
 
-Mai l'uomo è padrone di sé come quando tace:

 quando parla sembra, per così dire, effondersi e 

dissolversi nel discorso, così che sembra 

appartenere meno a se stesso che agli altri.
 
-Quando si deve dire una cosa importante, bisogna stare particolarmente attenti:

è buona precauzione dirla prima a se stessi, e poi 

ancora ripetersela, per non doversi pentire quando

 non si potrà più impedire che si propaghi.
 
-Quando si deve tenere un segreto non si tace mai

 troppo:

in questi casi l'ultima cosa da temere è saper

 conservare il silenzio.
 
-Il riserbo necessario per saper mantenere il 

silenzio nelle situazioni consuete della vita, non è

 virtù minore dell'abilità e della cura richieste per

 parlare bene; e non si acquisisce maggior merito

 spiegando ciò che si fa piuttosto che tacendo ciò che si ignora.


 Talvolta il silenzio del saggio vale più del

 ragionamento del filosofo:
è una lezione per gli impertinenti e una punizione

 per i colpevoli.
-Il silenzio può talvolta far le veci della saggezza

 per il povero di spirito, e della sapienza per l'ignorante.
 
-Si è naturalmente portati a pensare che chi parla

 poco non è un genio, e chi parla troppo, è uno

 stolto o un pazzo:
allora è meglio lasciar credere di non essere genii

 di prim'ordine rimanendo spesso in silenzio, che

 passare per pazzi, travolti dalla voglia di parlare.
 
-È proprio dell'uomo coraggioso parlare poco e

 compiere grandi imprese;
è proprio dell'uomo di buon senso parlare poco e

 dire sempre cose ragionevoli.
 
-Qualunque sia la disposizione che si può avere al

 silenzio, è bene essere sempre molto prudenti;
desiderare fortemente di dire una cosa, è spesso

 motivo sufficiente per decidere di tacerla.
 
-Il silenzio è necessario in molte occasioni; la

 sincerità lo è sempre: si può qualche volta tacere

 un pensiero, mai lo si deve camuffare. Vi è un

 modo di restare in silenzio senza chiudere il

 proprio cuore, di essere discreti senza apparire

 tristi e taciturni, di non rivelare certe verità senza

 mascherarle con la menzogna.
Abate Dinouart
(1771)
"L'arte di tacere"