marco valenti scrive

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11 maggio 2019

Promemoria Europa




 «Sullo sfondo blu del cielo, una corona di dodici stelle dorate rappresenta l'unione dei popoli europei. Il numero delle stelle, invariabile, è simbolo di perfezione e unità. ... Le stelle sono disposte come le ore sul quadrante di un orologio e il loro numero è invariabile.»

Le prossime elezioni del Parlamento europeo si terranno in tutti gli Stati membri dell'Unione europea fra il 23 e il 26 maggio 2019, con calendario variabile a seconda dei Paesi. In Italia si voterà domenica 26 maggio. 
L'Italia è divisa in cinque collegi e si vota con un sistema proporzionale - niente a che vedere con l'orrenda legge elettorale nazionale - per cambiare chi rappresenta i valori delle famiglie politiche attualmente esistenti.
Eccone una istantanea.



Nel decidere per chi votare consiglio vivamente tutti, per prima cosa, di ragionare quale "famiglia politica europea" rappresenti maggiormente il vostro modo di immaginare il futuro dell'Unione europea e come si siano comportate in questi anni le forze nello stesso Parlamento.
Ricordatevi (o andate ad informarvi in tempo) cosa hanno fatto i Socialisti e cosa i Conservatori, o i Verdi o l'Europa delle Nazioni.

Fatevi la vostra idea.

Poi, lasciando perdere chi sia il meno brutto nel nostro Paese, leggete i programmi che si propongono di portare avanti in Europa le diverse "sigle" che avremo sulla scheda elettorale.

Mi rendo conto che si è fatto molto poco per informarci: il dibattito italiano si è perduto parecchio a misurare il gradimento dei partiti italiani come se non si trattasse dell'Europa ma di elezioni nazionali (una sorta di Grande Sondaggio Italico) ma vi esorto a farlo.

A qualsiasi livello di approfondimento vorrete arrivare sarà comunque tempo ben speso.

L'ultima cosa importante (a mio avviso bellissima) è che potete indicare fino a tre preferenze e che in Europa conta veramente.
Non come nell'orrida legge elettorale nazionale dove barravi un nome nel listino a destra ma di fatto sostenevi il nome (unico) a sinistra.
Vi rinfresco la memoria con un'altra immagine.


Ultimissima.
Ci hanno sfinito di sondaggi ed è un bene che nelle ultime settimane debbano smetterla per legge. Sono sondaggi ma ricordo che c'è tanta gente che ancora non sa se voterà e altri che hanno deciso che voteranno ma non sono certi per chi.
Sono solo sondaggi e tutto è nella nostre mani.

Personalmente quando esercito il mio diritto di voto quel che mi importa è stare a posto con la mia coscienza.
Votate. E' importante.

p.s.: come estrema ratio, al limite, usate il cervello. 
Scrive l'attore Bill Murray "Trovo che il cervello umano sia veramente affascinante; credo che tutti dovrebbero averne uno".




14 gennaio 2018

La buona comunità, il condominio, la democrazia




LA COMUNITA’

Il regolamento di condominio.
 (breve storia politica triste).


Tizio, Caio e Sempronio sono proprietari di porzioni immobiliari.

Tizio ha il 60% della proprietà – parliamo di millesimi – Caio il 25% e Sempronio il 15%.

Si deve prendere una decisione.
Tizio è favorevole; Caio e Sempronio contrari.
Se si va per millesimi Tizio non è un condomino ma un Padrone; altrimenti un democratico.

Questo accade nel mondo. Questo accade nelle multinazionali. 
Questo accade in politica.

Se si va per millesimi Caio e Sempronio non possono stare con Tizio.
Tizio non fa parte dello stesso condominio.
Punto.

Se Tizio ne vuol far parte come proprietario della maggioranza millesimale e Caio e Sempronio abboccano avrà vinto, ma nel conteggio delle teste sarà sempre un Padrone e non un riferimento condiviso.
Se Tizio ha voglia di condominio non potrà fermarsi al conto millesimale.
Se Tizio è per il conto millesimale e non "per capoccia" invece mi chiedo: Caio e Sempronio che hanno fatto a fare un condominio con lui?

La politica è semplice.

Ma solo per chi la vuole capire; per gli altri è una guerra e non sanno che è inutile.


Mi spiace tanto per loro.



12 giugno 2017

Sinistra moderna subito




Tanti esempi di persone che nel mondo hanno dato voce ai cittadini senza essere populisti.
Tanti.
Tanti leader di sinistra nel mondo che raggiungono consenso.
Ciascuno pensi ai propri riferimenti.

Intanto la gente, il popolo, l'elettore che rimane a casa.
Tanti cittadini senza voce.
Troppi.
Disillusi, silenti, non rappresentati.

Se fossi io, se fossi Dio, se potessi avere la voce che non ho...
...Cosa direi?
ORA, SUBITO, con chiarezza.
Qualcosa così.


Tassare di meno il lavoro e di più le rendite per livellare il punto di partenza di ogni cittadino. Tassare il guadagno di più e il lavoro di meno. Chiederlo ai fratelli europei per andare uniti nella stessa direzione.
Tassazioni modulate e feroce lotta alla evasione e alla elusione. Tutela del lavoro e dei lavoratori: rivedere la progressività delle aliquote.

Controllo della spesa pubblica. Serio. Senza pregiudizi o pregiudiziali ma serio. Un esempio facile? Prezzo dei farmaci. Un altro? Meno incarichi, divieto di cumulo di incarichi, meno consulenze esterne e meno commissari ad acta.
Tutela dei più deboli, bambini, anziani e malati: debbo essere tutelato se mi ammalo. Devo potermi curare.

Investire nella istruzione pubblica e nella ricerca prima di favorire la scuola privata.

Regolare il mercato anche attraverso liberalizzazioni e semplificazioni ma mantenendo rigorosamente pubbliche l’aria, l’acqua, i servizi essenziali per i cittadini.
Energia pulita e trasporti pubblici efficienti. Quello che inquina deve costare e quello che risparmia energia deve essere conveniente.

Diritti civili a prescindere dal credo politico o dalle identità sessuali. Integrazione e inclusione dei migranti.
Chi nasce in Italia è italiano.
 Mediazione nei contrasti internazionali subito e non quando è tardi. 
Visione ideale di uno stato sociale europeo e degli Stati Uniti d’Europa con obbligo di moneta unica e politiche fiscali, monetarie ed estere comuni.
Libertà della circolazione delle idee, delle persone, delle merci. 
Sentirsi parte di una collettività per cui non è pensabile abbandonare nessuno a vantaggio magari di una minoranza fortunata. Sentirsi rappresentati non da “un uomo al comando” ma da “una squadra di governo” in un sistema democratico in grado di rappresentare democraticamente il volere sovrano dei cittadini.
"far finta di essere sani": andatevela a riascoltare quando discettate di chi debba guidare chi per fare cosa!

“Dare a ognuno secondo il suo bisogno e prendere da ognuno secondo le sue possibilità”.

Chi lo DEVE fare lo faccia. Adesso! Lo dica e vada a raccattare voti sulle cose vere e non sui nomi o su leader più o meno credibili!

24 febbraio 2013

lettera dal piroscafo




Lettera dal piroscafo per un giornale con scarsa tiratura.

Il direttore d’orchestra  ha messo insieme un bel concerto in cui ciascuno ha trovato qualcosa di apprezzabile. Ha creato una sinfonia senza nulla di nuovo nella quale riecheggiassero motivi di facile presa. Un’orchestra ottima per il Titanic.
Tutti sembrano ammaliati al suono del proprio strumento preferito, talmente rapiti dall’essere completamente sordi a qualsiasi altro suono proveniente dall’esecuzione del concerto e così presi dalla musica dal ritenere ininfluente l’avvicinarsi dell’iceberg.
La sinfonia appaga il gusto di ogni appassionato ad uno strumento, che sia il violino piuttosto che l’oboe, al punto dal riuscire a fare in modo che ciascuno senta quel che vuole sentire.
Ogni ascoltatore, felice, segue il proprio ritmo ed è impermeabile a qualsiasi critica.
Se gli fai notare, durante le prove aperte al pubblico, che il clarino stona ti risponde “Ma quale clarino! Non senti che archi fantastici? Questa si che è musica nuova!”. 
I suoi ascoltatori, rapiti, non sono influenzabili dal giudizio di nessuno. Qualcuno avrebbe voluto intervistare il Maestro ma il compositore e direttore d’orchestra non ha mai rilasciato interviste, si fa beffa di qualsiasi critica (da qualsiasi parte provenga) ed è un vero personaggio egli stesso: va ossessivamente ripetendo che una musica come la sua non è mai stata ascoltata e in questo modo predispone, ulteriormente, gli ascoltatori ad apprezzarla.
Come un Messia insinua che la musica si divida in prima di Lui e dopo di Lui. 
Mi trovo in difficoltà.
Chiunque sappia di musica, e chiunque sappia di iceberg, sa bene che non è così ma ad informarsi di musica, ad ascoltare orchestre diverse prima di formarsi un gusto musicale consapevole, sono sempre di meno.
Strano bastimento il nostro.
Quanto agli iceberg, al coglierne la vicinanza e la pericolosità se ne è parlato, per un po’, con allarmismo ma ormai quasi tutti sono sul ponte ad aspettare l’orchestra desiderando una musica che faccia ballare, promesse di flirt con fascinose dame, bisogno di sogno da liberazione senza essere stati affatto ancora liberati.
Passa il tempo, l’orchestra suona indiavolata, il direttore ieratico agita la bacchetta. 
Qualcosa, comunque, succederà.

Spero darvi buone notizie.



4 febbraio 2013

A nightmare before the E-day




Poi un giorno lontano diremo che quello vinse.

Racconteremo ai figli in vacanza qui da noi, dall’estero dove si saranno trasferiti per cercare lavoro, di come mai vinse e governò.
Diremo che il competitore era in vantaggio nei sondaggi ma era troppo di sinistra per alcuni, troppo poco per altri. Cercheremo di spiegare argomenti non facili da spiegare a distanza di anni: per qualcuno, per esempio, era troppo vecchio non ostante fosse più giovane di quello che vinse, comunque più anziano di un altro che avrebbe voluto competere al posto suo.

Dovremo spiegare che il disgusto per la classe politica era così forte che la cosiddetta società civile aveva candidato uno più a sinistra e che quello, più a sinistra, gli levò legittimamente quella manciata di voti che avrebbe scritto la storia in modo diverso. Quello più a sinistra stava con quelli più a sinistra da sempre, che c’erano prima che lui si presentasse con la società civile e che la società civile si era comunque sfilata dall’impresa perché era in disaccordo con quelli dei partiti più a sinistra che si erano spartiti le candidature.
 
Altri erano profondamente contro quello che vinse e governò ma non lo erano abbastanza per votare: dicevano che non si può votare contro qualcuno ma solo per qualcun altro che ci convinca.
Non li convinse nessuno.

Racconteremo ai nipoti delle favole che raccontò quello che vinse. I nipotini sgraneranno gli occhi e chiederanno come fece a dare tutti quei soldi ai cittadini. Noi gli carezzeremo il capo, sorrideremo bonari, e spiegheremo loro che non accadde ma che per tanti fu bello crederci o, forse, che in effetti ce li diede con la mano destra ma ce li sfilò con la sinistra.

Parleremo con i pochi amici rimasti e converremo che, in realtà e contrariamente a quello che sostenevano illuminati un professore e gran parte delle industrie del paese, sinistra e destra esistevano ancora all’epoca e con qualche ragione di esistere. Anche senza i comunisti.

Regaleremo ai nipotini qualche lira per un gelato e loro usciranno, dopo averci ringraziato con quel loro bell’accento inglese, per andare a comprare un cono da centomila lire.

28 settembre 2012

estemporaneamente primarie


A me votare piace: mi garba parecchio.

Mi piace andare e pensare di scegliere, Sono democratico fin troppo, intriso di democrazia partecipativa, di libertà e di tifo per una parte o, se preferite, contro un’altra parte.

Ogni volta che accenno a qualcosa di vagamente politico premetto anche che questo blog non è un blog politico e quindi lo possono leggere tutti a prescindere da come la pensino.

Tutto ciò premesso ho qualche piccola perplessità (piccolissime…).

Si parla di primarie in una parte politica italiana e in nessuna altra parte: altrove le decisioni vengono prese senza consultare i cittadini.
Uso il termine cittadini perché tali votazioni sono aperte a chiunque: tutti possono essere eletti e tutti possono eleggere.
Tra i candidati ci può essere Uno, più a sinistra, che non ci pensa proprio a governare un domani con un Altro, più a destra e viceversa.

Siccome non si dice prima con chi si vorrebbe governare domani teoricamente a queste primarie si potrebbe presentare anche Assunta Almirante (con rispetto parlando e giusto per fare un esempio).
Dato che per votare alla primarie non serve essere parte dell’area politica che vi fa ricorso, la signora Almirante può anche andare a votare: dico questo per dire che è possibile scegliere anche in campo avverso.
Forse mi piacerebbe scegliermi l'avversario: inspiegabilmente non me lo fanno fare.
Dato, inoltre, che non si dice neppure con chiarezza cosa si vuole fare di specifico, non si capisce perché ci siano già tre o quattro candidati provenienti dallo stesso partito (più Uno di sinistra e Altro di centro).

Se le primarie sono di coalizione, per scegliere un candidato primo ministro, servirebbe sapere prima che è parte della coalizione; sarebbe bene che ciascun partito facente parte di tale coalizione avesse idee chiare, univoche, democraticamente condivise.

Ma c’è già chi gira in camper e chi si scalda.

Non è neanche sicuro con quale sistema elettorale si voterà alle primarie ma, soprattutto, alle elezioni vere.
Se si dovesse votare alle primarie, perché ci garba, su quali basi si dovrebbe dare una preferenza?
Tratti somatici? Età? Sesso? Tifo calcistico?

Ovviamente avrei anche altro da dire: preferisco limitarmi a questo.
Se ci spiegano qualcosa per benino è meglio.