p.s. : questo post è del 2010 ma certe cose vanno rammentate.
le cose ci sono, sono lì a rispondere ai nostri sguardi più o meno sicuri, alle domande che non facciamo e nemmeno sappiamo, a salvarci e a condannarci: sempre e pur tuttavia solo cose. Sarebbero chiare se noi non fossimo così confusi. Non sono le cose a comandare ma l'atteggiamento che abbiamo noi di fronte ad esse. Come ci poniamo, come scegliamo se parlare o meno e cosa dire e cosa tenere per noi e non condividere. Cosa lasciare andare.
marco valenti scrive
28 aprile 2017
dal basso in sù
p.s. : questo post è del 2010 ma certe cose vanno rammentate.
4 febbraio 2014
Pronto Alzheimer
26 maggio 2011
bottiglie, bottles, bouteilles


Costretto a casa,
voglioso di disegnare, si misurava con preziose bottiglie dello scorso millennio che ho il privilegio di avere.
Impazziva con la luce che si rifrangeva nelle tante sfaccettature del cristallo.
Questo era Piero, quando era, ancora, da qualche parte, Piero.
Chi sa le bottiglie apprezzerà; meno gli altri.
L'aria si fa rarefatta in questa tag e altrove.
Si sta come si può.
enjoy.
17 maggio 2011
Chiamerà Livia
Capiterà.
Ovvio che capiterà: ora vi spiego.
Chiamerà Livia.
È sua sorella, nella realtà, ed ha cinque anni meno di lui: è il nome che gli è rimasto appiccicato addosso. È diventato il nome che da alle cose.
Perciò chiamerà Livia quando si sveglierà, quando avrà bisogno di aiuto per andare a fare pipì; pronuncerà il suo nome per indicare un piatto di verdura cotta, o piuttosto un fazzoletto.
Dirà Livia, con voce tonante, se avrà mal di pancia e lo dirà appellando ciascuno e, a volte, anche il nulla. Parlerà con nessuno, a volte, rivolgendosi a lui come Livia.
Succederà anche di notte, se si sveglierà e non saprà dove si trova. Accadrà quando vorrà andare a casa, in una casa che ricorda, forse immagina, oppure vagheggia: vorrà andare da Livia.
Assecondatelo finché potete perché non è cattivo, quasi mai.
È confuso come chi ha l’Alzheimer dentro ormai da troppo.
Livia i suoi bisogni primari, i suoi ricordi, un nome comune di cosa, un appello.
Scorderà anche lei. Questione di tempo. Sostituirà Livia con parole ancora più confuse e sempre meno pertinenti.
Prendetevene cura voi che sapete come farlo.
Mi fido di voi.
Io non ne ho più.
emmevù (per chiuderla qui)
27 febbraio 2011
Una vista su Roma

Il 4 giugno del 2009 mio padre, Pietro Valenti (Piero per tutti gli amici) ha compiuto ottantacinque anni ed io gli ho regalato un abbozzo di catalogo delle tavole, non tutte, da lui eseguite a Roma tra il 2005 e il 2009.
Non è stato semplice prepararlo ma ne è uscito fuori un buon lavoro.
Nel Blog parlo di Piero sia sotto la tag "Alzheimer" che "il disegno di Piero": sono post che vengono visti ed apprezzati e di questo ringrazio.
Per un periodo di tempo limitato e per un numero di copie limitato ho pensato di rendere disponibile "Una vista su Roma" a chi fosse interessato.
Il libro è in formato A4 e riproduce un centinaio di tavole.
Chi fosse interessato per averlo spedito deve contattarmi via email e concordare con me termini di pagamento (su una mia postpay) e di spedizione a mia cura.
Il mio indirizzo di posta elettronica è marcovalentiscrive@libero.it.
1 febbraio 2011
Pronto Al

19 gennaio 2011
stesso disegno in modi e tempi diversi


Il 5 settembre 2009, per la tag "il disegno di piero" postavo un meraviglioso disegno fatto dalla terrazza dei Musei Capitolini di Roma.
Raffigurava il Teatro di Marcello e la Sinagoga.
Era stato eseguito a più riprese più o meno nel 2005, o 2006.
Si recava da solo al Museo e seguitata a prendere i suoi appunti. Era un altro Piero e Al non lo menomava quanto ora.
Mi piace, tuttavia, riproporre la stessa vista.
Il disegno, del 2010, è stato eseguito in una sola mezzora.
Mi piace non tanto esibire la degenerazione dovuta ad età, Alzheimer e cataratta quanto la capacità ancora evidente di cogliere la stessa vista anche in un bozzetto veloce, di impressione; differenze con quello che non è più in grado di fare, certamente, ma più ancora emozione per quanto ancora sa fare.
Si tenga conto che oggi esegue solo bozzetti di pochi tratti mentre fino a pochi anni fa dedicava ore e ore a curare ogni minimo dettaglio esaltandolo con la sua arte.
Si tenga anche conto che le tavole rappresentate hanno dimensioni diverse e che quella eseguita nel 2010 è molto più piccola della precedente.
Continuerò a mostrare i disegni di questo maestro alternando i vecchi con i più recenti sperando di incontrare il favore di chi frequenta questo blog.
Sto cercando anche di trovare la maniera di far avere il libro che raccoglie alcune tra le sue cose migliori fatte a Roma a chi ne avesse voglia.
Lascio il link al post del 2009.
http://lecosesonocomesono-mv.blogspot.com/2009/09/dalla-terrazza.html
28 settembre 2010
Al e il caffè

Mio padre ha campato senza caffè.
La settimana scorsa curiosissimo ci guardava prendere succo di moka uscito fumante e aveva occhi di libidine sfrenata.
Gli ho offerto una tazzina di caffè molto macchiato, ricordandogli comunque che lui non prende caffè e non l’ha mai preso.
Ha accettato e se la è goduta fino in fondo, malgrado con il dolcificante.
Grande la mia meraviglia su certi effetti collaterali di Al.
10 settembre 2010
"E' tempo di agire insieme!"
È un mondo veloce, molto più svelto rispetto ai miei tempi di reazione e di azione. Non mi chiede di abituarmi. Forse non mi chiede affatto. Macina spedito chilometri di bites, aggiunge informazioni ad informazioni, si svolge sull’attimo, non lascia il tempo di riflettere. Occorre riflettere. Scegliere il tema, quando non sia il tema a scegliere te, ed è impossibile pensarci su con calma. Meditare. Digerire. Metabolizzare per elaborare e proporre qualcosa.
Se Gutenberg e la stampa (ben più che la scoperta dell’America) ha segnato il passaggio dal Medio Evo al Moderno, internet segna il passaggio alla nuova era globale: questo Tempo ha velocità non considerate, rapidissime, e diventa un susseguirsi di istantanee che non lasciano lo spazio adeguato ai ragionamenti.
Continuamente ci troviamo catapultati in un oltre, in un nuovo, in uno spazio diverso e a seguire nuovi scenari e nuove suggestioni.
Dico questo perché poche ore fa ho lasciato traccia, su Facebook, di una notizia e la stessa è stata inghiottita da altre notizie e altre ancora. Sul sito di Repubblica si richiamava il fatto che il 21 settembre è giornata mondiale contro il Morbo di Alzheimer ed io, coinvolto, lasciavo link sul social forum.
Stasera volevo tornarci sopra qui, con calma, e ragionare di assistenza non adeguata, di disagi crescenti, di incapacità ad affrontare qualcosa che ti cambia sotto il naso e si muove più veloce di quanto tu tema ed immagini.
Povero Paese il nostro perché non serve adeguatamente bimbi e anziani, fasce deboli della società anche in salute, affannato a rincorrere il quotidiano che, sempre più, si fa emergenza; povera Italia senza capacità di visione ottenebrata da particolarismi, personalismi, in cui ognuno bada solo al proprio orticello sovente sempre più ridotto.
Povera Patria accecata in ogni sua capacità di condivisione, di orizzonte, di comunione.
Ciascuno portato a ripiegarsi sul proprio particolare, insegnanti contro tassisti, operai contro dipendenti ex alitalia, ministeriali contro professionisti, medici contro avvocati e chi più ne ha più ne metta.
Oguno a rincorrere i suoi guai (Cit.).
La notizia sull’Alzheimer e la sua giornata mondiale è sepolta da altre. Chi ha a che fare con altri guai guarderà i propri. Molti si concentreranno filantropicamente sul sacrosanto problema dei cani che non vanno abbandonati e qualcuno, sul social forum, dirà “se non condividi sei un mostro!”.
Il 21 settembre è la giornata mondiale della lotta contro il morbo di Alzheimer.
Colpisce molte più persone di quanto pensiate e stravolge l’esistenza di chi ha familiari che ne sono colpiti. Accade perché ci si deve abituare ad una progressiva assenza e perché l’aiuto che si può avere è insufficiente e inadeguato.
Accade. È violentissimo.
Ecco: vorrei un paio di cose.
Un minuto per pensare che questa malattia fetente dilania l’anima di chi ha a che farci e un altro per riflettere su un mondo che con la sua velocità di informazioni ci divide e ci lascia inevitabilmente soli.
In fondo sono solamente due minuti.
Grazie.
XVII giornata mondiale Alzheimer; 21 settembre 2010; slogan "Alzheimer: è tempo di agire insieme!"; www.alzheimer.it
11 maggio 2010
mai mangiato una cosa così buona!
Provvedo a P con il giusto amor filiale. Corretto e amorevole. Più corretto che altro. Succede una volta che gli propini hamburger e insalate varie, complice fatiche lavorative, per tre giorni consecutivi. Vi assicuro che se sei single di ritorno e lavori può succedere. Magari cambi il tipo di pane, o di frutto, ma l’hamburger è un approdo sicuro: mi spiego?.
Mangia convinto.
Complice il diabete mangia sempre di gusto e di grande appetito.
Mi dice: “ non ho mai mangiato una cosa così buona! Grazie!!”.
Una volta ha deluso i commensali quando ha mangiato una pietanza francese particolare, e rara, per la prima volta assoluta e non ha pronunciato la frase usuale.
Aveva certamente gradito parecchio e quindi non averla pronunciata ha stupito. Caspita! Per una volta che veramente aveva mangiato una cosa per la prima volta!
Tant’è.
La sua sincerità è, comunque, assoluta e semplice; quando sei stanco e non prepari manicaretti Al ha i suoi lati positivi!
Emmevu.
Post scriptum: i lati “positivi” di Al sono sempre di meno e, al contempo, aumenta l’impegno richiesto. È probabile che la tag “Al come alzhaimer” vada a nanna.

