marco valenti scrive

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27 aprile 2021

Vista di Roma di Pietro Valenti

 



Il più bel disegno che mio padre ha eseguito a Roma è questo del 2006. 

Ci ha messo un bel po'. Per riuscirci si è recato spesso sulla splendida terrazza dei Musei Capitolini per iniziare diverse tavole preparatorie dal vivo, usando sempre fogli di formato A4 (21 x29,7) e lavorando a matita.

Successivamente a casa le ha inchiostrate con pennarelli neri a punta fine o extrafine e ha iniziato a montare i diversi cartoni in una unica opera. Mentre lo terminava è tornato più volte al Campidoglio per convincersi di diverse fasi di avanzamento.

Quindi la ha rifinita e terminata secondo il suo estro.

Pietro Valenti, Piero per tutti, era del 1924 e perciò aveva 82 anni. 

In questo Blog potete trovare molti suoi disegni.

 L'unico modo per mostrarvi quello che - a mio giudizio - è il più bello, sicuramente il più complesso, ho deciso di mostrarlo per parti. Da sinistra a destra; dal Teatro di Marcello al Milite ignoto; passando per tutta la grande bellezza di Roma attraverso il suo occhio e la sua infinita e poetica fantasia.


Le quattro immagini, come vedete, si sovrappongono un po' per darvi meglio l'idea di cosa state vedendo.



I segni verticali indicano il cambio di foglio A4.



Non potendo vederlo dal vero solo dopo aver osservato con calma le quattro immagini parziali potrete assaporare il risultato finale.

Eccolo.




Sarò grato di qualsiasi commento e condivisione di questo post.

Marco Valenti


28 febbraio 2021

FRAGILI E ANTIFRAGILI

 


FRAGILI E ANTIFRAGILI

Territori, Economie e Istituzioni al tempo del coronavirus

Giampiero Lupatelli


Mentre spero di tener fede al mio proponimento di non leggere libri di narrativa di storie ambientate nel tempo del Covid19 ho letto un bel saggio che ragiona su come i territori del nostro paese si siano comportati in questo tempo orribile. 

Quali sono state le fragilità e i mutamenti; quali i punti di resistenza e i possibili attori territoriali di un futuro che sarà inevitabilmente diverso dal “prima”.


Indice di Fragili e Antifragili


Prologo: ritorno al Territorio

1. Geografie della Fragilità

2. Infrastrutture Sociali

3. Le Istituzioni in cammino

4. Le lezioni dell’Emergenza

5. Decidere e governare

Epilogo: 

una Modesta Proposta 

per l’Agenda della Ricostruzione

 

Ogni parte del saggio è articolata in diversi paragrafi e ciascuno di essi è scandito in ragionamenti compiuti numerati, brevi e logicamente correlati; questa partizione agevola molto la lettura perché consente in qualsiasi momento di fermarsi a ragionare e a valutare quanto letto.

Poiché è un saggio di analisi territoriale, di impatto del covid19, di reazione dei territori alla pandemia e da lì, passo dopo passo, di proposta verso una nuova centralità per i territori cosiddetti marginali (montani, interni, in spopolamento) e un marcato protagonismo per le associazioni territoriali, il mondo del volontariato e quello cooperativo, prendersi delle pause per ragionare è utile.

Che io mi trovi d’accordo con le tesi di Giampiero Lupatelli (con pochissimi distinguo) è ininfluente. Potrebbe derivare dal fatto che mi occupi di Coesione territoriale da parecchi anni e negli ultimi, in particolare, della Strategia Nazionale per le Aree Interne: sono propenso a credere che possa interessare a molti anche in virtù del fatto che - narrativamente parlando - è un libro scritto davvero bene.

E' un saggio magnificamente scritto che consiglio a tutti, in particolare a chi ama i territori montani (o comunque interni) e a chi è interessato al tema del riequilibrio territoriale per il futuro del nostro paese.

A mio modesto avviso il riequilibrio delle economie territoriali riduce disuguaglianze intollerabili e rappresenta una opportunità di crescita per ciascuno. Nessuno escluso.

Buona lettura!


Vi lascio con le informazioni del libro.


FRAGILI E ANTIFRAGILI

Territori, Economie e Istituzioni al tempo del coronavirus

Giampiero Lupatelli

Rubbettino Editore

Collana: Varia

2021, pp 162

ISBN: 9788849865325


Quarta di copertina


Fragili e Antifragili si interroga sulle trasformazioni economiche sociali e istituzionali che la pandemia Covid 19 determina nell’organizzazione del territorio nazionale. In questa esplorazione il suo punto di vista è quello della Montagna e delle Aree Interne.

Le infrastrutture sociali, nel campo della salute, della educazione e della comunicazione, sono state sottoposte dalla pandemia a uno stress test che ha messo in evidenza come una esasperata ricerca di efficienza dei sistemi – attraverso la imposizione di condizioni uniformi, indifferenti alle specificità dei luoghi – può indebolire seriamente l’efficacia della loro risposta.

Efficacia che ha invece necessità di disporre di riserve di capacità e di circuiti di ridondanza per sostenere eventi critici inaspettati ma non improbabili.

Potremo trovare queste risorse nei territori non metropolitani del Paese, rimessi in gioco dal nuovo interesse con cui si sono esercitate le politiche per una nuova centralità della Montagna e si è rivolto lo stesso sguardo dei cittadini, in questa stralunata stagione della Pandemia?


1 febbraio 2021

B come bugie

E, dopo tutto, che cos’è un bugia? / Solo la verità in maschera.

George Gordon Byron, Don Giovanni.

Le bugie sono per natura così feconde, che una ne suole partorir cento.

Carlo Goldoni, Il bugiardo.

Più dici la verità, e più potrai dir bugie.

Mino Maccari, L’antipatico.

Una piccola inesattezza qualche volta risparmia tonnellate di spiegazioni.

Saki, Bestie e superbestie.

La cosa che non era.

Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver.

Ci fu chi mentì sapendo di mentire e chi sperò di non mentire, chi lo volle e chi ci si trovò. Tre bugie.

Marco Valenti, Cometa e bugie.

A giurar presti i mentitor son sempre.

Vittorio Alfieri, Virginia, Atto II, scena III.

A lungo andare i bugiardi non solamente non sono creduti; ma essi non sono ascoltati; sì come quelli, le parole de’ quali nuina sostanza hanno in sé né più né meno come s’eglino non favellassimo, ma soffiassimo.

Giovanni Della Casa, Il Galateo

18 gennaio 2021

La ribollita

 



Premessa solita. Ogni ricetta su questo Blog (alla voce “Ricette”) è stata cotta e mangiate e perciò potete fidarvi e buttarvi anche se non siete chef.

Cosa ribolle in pentola?

Tema: abbiamo finalmente uno spacciatore a chilometro zero di verdure bio.

 Questa settimana abbiamo fatto qualche scelta del…cavolo

Il pack-choi e il cavolo nero

Belli croccanti freschi!

 Il pack choi che è venuto a trovarci per la prima volta, all’inizio è stato scambiato con un cespo di bieta. Una figuraccia indimenticabile. Poi abbiamo scoperto che era chiamato cavolo cinese ed è finito in una cena etnica.

Il cavolo nero così bello invece mancava dalla dispensa da parecchio tempo.

Cavolo nero = ribollita! (E' decisamente il periodo migliore)

 Complice un vecchio libro di cucina da bancarella, che si è rivelato più volte affidabile, abbiamo realizzato passo passo la ricetta, già sperimentata qualche anno fa.

Ingredienti.

  • Una cipolla bella grossa;
  • Una bella costa di sedano;
  • 4 patate;
  • 4 zucchine;
  • 300 grammi di fagioli cannellini secchi;
  • mezzo cavolo verza;
  • un mazzo di cavolo nero;
  • passata di pomodoro;
  • 6 – 8 fette di pane raffermo;
  • olio, sale…