marco valenti scrive

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17 dicembre 2020

Piero e la verdura

 



Pietro Valenti (Piero per tutti) ha disegnato sempre. Per tutta la vita.




Piero, tra le cose che amava disegnare aveva gli alberi. In tutte le forme e - come sempre - secondo il suo estro e la sua interpretazione.

Quando esercitava la professione di Architetto mentre eseguiva prospettive meravigliose dei suoi progetti a volte diceva "mettiamoci un po' di verdura": allora gli interni di una abitazione si riempivano di piante,

Lui diceva "così c'è più sapore".



13 dicembre 2013

Piero Valenti



E’ morto un anno fa, mio padre, Piero Valenti,
(Palermo, 4 giugno 1924 – Roma, 13 dicembre 2012).

ma ha disegnato tutta la vita e dei suoi disegni ho parlato, qui nel blog, in quaranta diversi post riportando tavole da lui eseguite in questo millennio a Roma.



Nel duemila aveva già settantasei anni.

Disegnare dal vero, osservare e riprodurre architetture, monumenti, dettagli e caratteri stilistici è stato formazione prima e mestiere poi, ma sempre e comunque una passione.
 Una volta ritiratosi dall’attività professionale non ha smesso mai di disegnare. Matite per tracciare le prime impressioni e pennarelli a punta fine per chiudere le tavole.

Ogni mattina prendeva  l’autobus e andava  a Piazza Venezia; decideva  volta per volta se passeggiare per i Fori, andare ai Mercati Traianei o girare per le sale dei Musei Capitolini. Quando qualcosa richiamava la sua attenzione iniziava a lavoraci su con bozzetti rapidi; a volte tornava nel medesimo punto per continuare a disegnare sul luogo; altre completava il disegno a casa.













Fino all’ultimo, finché ha potuto.
Poi, dal duemiladieci, ha disegnato dentro casa, copiando immagini o inventando e infine ha perduto prima il tratto, poi la voglia: alla fine l'Alzheimer lo ha portato via.





(Può trattarsi di un monumento così come di una statua o, perfino, il desiderio di riprodurre un disegno in una esposizione temporanea perché magari testimonia una Roma che non esiste più.

Spesso non si ferma all’immagine ma la interpreta e la arricchisce offrendo una chiave di lettura nel fantastico e nel sognatore; lo si scopre in alcune espressioni delle statue piuttosto che in un uso volutamente artistico e amplificato di elementi naturalistici).

La tag nel blog è "il disegno di piero".
Non credo posterò ancora altri suoi disegni,
anche se ce ne sarebbero moltissimi.
Mi restano bauli di ricordi.
Anche loro.
marco valenti

4 giugno 2013

Arco di Settimio Severo


Arco di Settimio Severo
matita e inchiostro su carta
(cm 31 x 42)



Arco di Settimio Severo
matita e inchiostro su carta
(cm 31 x 42)

Questo manufatto straordinario è stato oggetto di diverse tavole di Piero Valenti; queste sono del 2006 e hanno un dimensione abbastanza

13 gennaio 2013

visioni viste

Pietro Valenti

Palermo 04.06.1924 - Roma 13.12.2012



Qualcuna delle visioni già viste su questo blog e raccolte sotto la tag "il disegno di piero"
Scelte senza didascalie e senza alcun commento sono qui a far vedere il modo e l'occhio. 
Volendo di ciascuna si trova traccia girando il blog. 
Altre seguiranno.

















8 maggio 2012

Enza e la vespa


Portoferraio.
Una estate non meglio precisabile tra il 1955 e il 1958.

I miei genitori in vacanza.
Io ancora un’idea: di là da venire.
Enza, che non ho fatto in tempo a conoscere, e Piero, di cui posto disegni e malattia.
Architetto lui, studentessa di architettura lei: sposi, giovani, felici, in vacanza.
Lui ha una signora macchina fotografica 
e un bell’occhio a dirigerla.

È una Leika dell’epoca.
Lei non ha che poco più di venti anni. 
Mora, piccina, capricciosa e vispa.





L’albergo ristorante Taddei non c’è più.
La mamma non ha fatto proprio in tempo a esserci, nella mia vita, se non per pochi mesi.

Rovistando e provando invano a fare ordine, però, esce fuori una foto mai vista con Enza a far la diva.
In Vespa.
(Mai vista in Vespa).

Perché la posto?
Per Enzina, l’Elba, la foto, la vespa.
Amori.

2 aprile 2011

L'emiciclo







Torno ancora una volta a mostrare disegni che Piero ha fatto ai Mercati Traianei per mostrare una ultima zona e alcune opere particolari.
Dopo la Torre delle Milizie e gli interni del complesso, stavolta mostro l'emiciclo che si apre verso il Campidoglio.

I disegni qui sono stati eseguiti sul posto, senza che sia avvenuto un loro completamento successivo in casa: pertanto se ne coglie l'anima bozzettistica ed un freschezza tutta particolare.