marco valenti scrive

marco valenti scrive

10 febbraio 2013

il bacio, ancora




Pubblicando nuovamente questo post dell'agosto 2009 rilancio "il disegno di piero" attraverso una delle sue opere più belle e ispirate. 
Quanto prima pubblicherò qui opere non ancora mostrate ma "il bacio" è commovente.
marco valenti 

Proseguo con il mio desiderio di condividere con chi segue questo blog i disegni di Pietro Valenti. 
Dopo aver mostrato viste di Roma e scorci naturalistici, stavolta vorrei iniziare con la sterminata produzione prodotta nei Musei Capitolini. 
Questo museo è splendido e lo è ancor più dopo la sua ristrutturazione. I disegni dei Capitolini sprigionano tutta la poesia interpretativa di PV con la sua capacità di distaccarsi spesso dal racconto per entrare nella poesia dell’immaginario.
Proprio per questo voglio iniziare con un esempio in cui confrontare l’originale, “amore e psiche”, con l’interpretazione “il bacio”, 21x29,7, schizzata con rapidità e maestria infinite.

C’è tutto il rapimento della passione colto con pochi tratti essenziali e che si distacchi in modo così evidente dall’originale non ha nessuna importanza: non lo credete anche voi?
Pura poesia.
emmevù

7 febbraio 2013

Spuma di peperoni gialli




A dicembre 2012 avevamo preparato una cena adatta a confrontare  i vini Ribolla Gialla friulana e Rebola romagnola.



Dopo averne parlato in un post avevo promesso di dare alcune ricette del menu.
Facendo clic su alcune portate del menu proposto si aprono in una nuova finestra le ricette relative.


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Crostini gialli alla crema di peperoni
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Conchiglie tiepide di mare

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Torta salata di pomodorini gratinati
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Dolciumi natalizi




Ora è il turno dei crostini alla crema di peperoni, per i quali occorre preparare la Spuma di peperoni gialli.



Ingredienti
2 peperoni gialli
una cipolla
prezzemolo
20 grammi di burro
150 grammi di Mascarpone
100 grammi di ricotta
Sale.


Lavare i peperoni privandoli dei semi e dei filamenti bianchi interni, tagliarli a dadini.
Sbucciare e tritare la cipolla
Pulire lavare asciugare il prezzemolo.
Scaldare il burro in un tegame, fare appassire cipolla  e peperoni e farli appassire senza dorare, a fuco lento per qualche minuto
Passate i peperoni al setaccio (io li ho passati con il minipimer), e in una terrina aggiungere la ricotta, il mascarpone, il  prezzemolo.

Servire con fette di pane leggermente tostato.
Al momento sono senza Rebola e senza Ribolla gialla e mentre scrivo questa ricetta e ricordo il piacere della cena penso che devo assolutamente provvedere.

4 febbraio 2013

A nightmare before the E-day




Poi un giorno lontano diremo che quello vinse.

Racconteremo ai figli in vacanza qui da noi, dall’estero dove si saranno trasferiti per cercare lavoro, di come mai vinse e governò.
Diremo che il competitore era in vantaggio nei sondaggi ma era troppo di sinistra per alcuni, troppo poco per altri. Cercheremo di spiegare argomenti non facili da spiegare a distanza di anni: per qualcuno, per esempio, era troppo vecchio non ostante fosse più giovane di quello che vinse, comunque più anziano di un altro che avrebbe voluto competere al posto suo.

Dovremo spiegare che il disgusto per la classe politica era così forte che la cosiddetta società civile aveva candidato uno più a sinistra e che quello, più a sinistra, gli levò legittimamente quella manciata di voti che avrebbe scritto la storia in modo diverso. Quello più a sinistra stava con quelli più a sinistra da sempre, che c’erano prima che lui si presentasse con la società civile e che la società civile si era comunque sfilata dall’impresa perché era in disaccordo con quelli dei partiti più a sinistra che si erano spartiti le candidature.
 
Altri erano profondamente contro quello che vinse e governò ma non lo erano abbastanza per votare: dicevano che non si può votare contro qualcuno ma solo per qualcun altro che ci convinca.
Non li convinse nessuno.

Racconteremo ai nipoti delle favole che raccontò quello che vinse. I nipotini sgraneranno gli occhi e chiederanno come fece a dare tutti quei soldi ai cittadini. Noi gli carezzeremo il capo, sorrideremo bonari, e spiegheremo loro che non accadde ma che per tanti fu bello crederci o, forse, che in effetti ce li diede con la mano destra ma ce li sfilò con la sinistra.

Parleremo con i pochi amici rimasti e converremo che, in realtà e contrariamente a quello che sostenevano illuminati un professore e gran parte delle industrie del paese, sinistra e destra esistevano ancora all’epoca e con qualche ragione di esistere. Anche senza i comunisti.

Regaleremo ai nipotini qualche lira per un gelato e loro usciranno, dopo averci ringraziato con quel loro bell’accento inglese, per andare a comprare un cono da centomila lire.