le cose ci sono, sono lì a rispondere ai nostri sguardi più o meno sicuri, alle domande che non facciamo e nemmeno sappiamo, a salvarci e a condannarci: sempre e pur tuttavia solo cose. Sarebbero chiare se noi non fossimo così confusi. Non sono le cose a comandare ma l'atteggiamento che abbiamo noi di fronte ad esse. Come ci poniamo, come scegliamo se parlare o meno e cosa dire e cosa tenere per noi e non condividere. Cosa lasciare andare.
marco valenti scrive
13 luglio 2013
alla fine della storia
Gioielli assoluti.
Imprevisti.
Improvvisi.
Ineludibile condividerli.
Con urgenza e amicizia.
10 luglio 2013
cinquecento
Mi sono detto che questo sarebbe stato il cinquecentesimo.
Cose ne ho fatte; altre sono successe; altre mi sono
capitate.
Oltre novanta “sassolini dalle scarpe”, più di settanta
pezzi di musica (con un senso), trentasei ricette e cinquanta post sul bere con
un senso.
Libri (non solo quelli scritti da me) e recensioni, disegni di quel grande artista che è stato mio padre, pensieri e frasi ed aforismi,
persone da ricordare.
Qualcosa su Al: “Al come Alzheimer”,
e poi taccuini di viaggio, la Vespa, Roma che abito e amo.
Cose.
Tag che trovate sul lato destro del blog.
Cose che mi è andato di condividere con chi ha avuto la
bontà di leggere qui e che sono tutte sempre qui ad aspettare la vostra
curiosità e la vostra condivisione.
Cinquecento cose in sei anni.
Nessun bilancio: si va avanti.
Devi rischiare la notte, il vino e la malinconia,
la solitudine e le valigie di un amore che vola via.
E cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo
e non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo.
Chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia,
quando la notte scende e ti si gelano le braccia.
7 luglio 2013
Diavolo di vino
Penso
di aver fatto capire, nei post sul “bere con un senso”, che avendone i mezzi
investirei di più sul vino che metto in tavola. La realtà mi vede barcamenarmi
alla ricerca di ottimali combinazioni tra qualità e prezzo pagato.
Nell’accostarsi
al bere un ruolo lo hanno le bottiglie, le loro etichette, le informazioni che
contengono e l’efficacia della grafica proposta.
Siamo in un tempo di
marketing, di brand, di packaging in una società di mercato che prova a
piazzare prodotti come fossero poesie, sogni, bisogno di appartenenza.
Da
un po’ mi capita di servire a tavola lo stesso vino bianco fermo, sfuso, in caraffa.
Nessun
commensale, nessun amico si è lamentato ma neppure ha chiesto informazioni su
cosa stesse bevendo. Tra i miei amici ce ne è di quasi astemi ma anche qualcuno
che di bere ne mastica anche più del cialtrone che sono io.
Forse
da un lato era l’assenza della bottiglia e dall’altro una pudicizia a
domandare, magari temendomi in disgrazia? Scherzo (come troppo spesso faccio).
1 luglio 2013
due ragazze che giocano
due fanciulle (cm 21 x 29,7)
dai Musei Capitolini
due fanciulle che giocano (cm 17 x 24)
Pietro Valenti
1924 - 2012
Spesso non si accontentava di un risultato ma tornava al Museo per prendere nuovi appunti sullo stesso soggetto. Capitavano quindi tavole diverse sullo stesso soggetto.
Potete trovare altri disegni di Piero pubblicati in questo blog
sotto l'argomento "Il disegno di piero".
Altri seguiranno.
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