marco valenti scrive

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6 agosto 2018

In coda all’imbarco






In coda all’imbarco.
(Storiella accadutami veramente: 
categoria apparentemente semplice).

Sono in coda per imbarcarmi su un volo di linea nazionale.
Arriva una giovane donna africana, jeans, scarpe da ginnastica e una grossa borsa di tela. Capelli cortissimi. Minuta, magra.
Salta la fila e si mette tra me e un signore alto che mi precede.

L’uomo si gira e rivolgendosi alla giovane le dice “C’è una fila da fare: mettiti in coda” ma lei guarda lui, poi me, e quindi abbassa la testa.
“Magari non capisce” dico io incrociando l’uomo e lui mi fa “Non capisce ma la fila lunga la ha saltata quasi tutta”.
Alzo le sopracciglia e non parlo più.
L’uomo alto si gira borbottando qualcosa.
Cominciano le operazioni di imbarco.

Ora direte perché la racconti? Perchè di mio le avrei parlato magari in inglese ma, in caso di incomprensione, poi l’avrei tenuta per una spalla con la mano sinistra indicandole con la destra la coda della fila che non stava facendo ma non lo ho fatto. Ed è stato per quell’ipocrita bon ton di non voler passare agli occhi di nessuno una persona che discrimina o che è anche vagamente venata di razzismo. 
Poiché odio profondamente le file, quasi quanto i soprusi, ho sbagliato per timore di sbagliare. 
Un po' come non fare una carezza in testa a un bambino in un parco perchè hai visto mai ti guardano male con tutti i molestatori che ci sono in giro.

“Ciao a tutti: mi chiamo Marco e ho un problema”.

11 luglio 2015

UNITI NELLA DIVERSITA'





Si è parlato parecchio del debito della Grecia; si è parlato dei problemi legati ai drammatici flussi migratori che stanno inondando le nostre coste; si è parlato di misure economiche e di come hanno ristretto le nostre capacità personali di spesa.

Argomenti apparentemente molto diversi e sui quali le opinioni, 
con opinionisti professionali più o meno titolati e legittimati, 
si sono divise con grande asprezza di toni. 

Ognuno potrà avere il proprio legittimo pensiero (purché pensi): 
quel  che penso io ha rappresentazioni frammentate in spezzoni di dichiarazioni di vari e molto differenti esponenti politici.

Vorrei provare a volare alto.

Vorrei prendere tutto questo da un altro punto di vista e condividere quel che penso.

Sapete tutti qual è il motto della Unione Europea: “uniti nella diversità”, usato dal 2000.
In varietate concordia, latino. 
Suona bene.