marco valenti scrive

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31 maggio 2012

la passione ha un'altra grammatica!


...ma la passione 
ha 
un’altra 
grammatica!!!


(sapevatelo!) 






unica 
talmente nuova da sembrare unica
mi lavero' 

mi vestiro'
per sembrare almeno decente
di fronte a te che sembri unica

mistica
talmente buona da sembrare mistica
santo saro' io preghero'
per sembrare devoto credente
di fronte a te che sembri mistica
ma la passione

 e' un'altra 
grammatica

etica
talmente dritta da sembrare etica
laico saro' e studiero'
la maniera di fare politica
senza toccare la poetica
bella mia
talmente bella 
da fare un'estetica

l'arte faro' e studiero'
la maniera di fare l'
erotico
senza guastare la tua estetica

10 maggio 2012

ma che freddo fa


Ma che freddo fa, una canzone del 1969 cantata a Sanremo da Nada e dal gruppo The Rokes. All’epoca le canzoni del festival venivano cantate da una coppia di artisti. Ero bambino e la canzone, fatalmente, mi è entrata in testa per riaffiorare di tanto in tanto.
La Piccola orchestra Avion Travel, nel disco “Storie d’amore”, ne ha reso una bella versione, con quell’andare malinconico e quella bella orchestrazione che apprezzo molto. In quel disco gli Avion Travel hanno fatto un percorso di ricerca e di valorizzazione (a modo loro, ovviamente) delle radici delle nostre melodie moderne. Credo che esista un parco di canzoni tra il ’58 e il ’70 che potrebbe ancora essere più che valido se reinterpretato con la giusta passione e sapienza. Oddio: in particolare su questa canzone sono poi uscite altre interpretazioni che personalmente trovo molto meno condivisibili: comunque ripesco nel web una asciutta biografia degli Avion Travel,
e poi, siccome è da un po’ di giorni che proprio questa canzone mi frulla in testa, la condivido.
Sperando di condividerne il piacere dell’ascolto.



D'inverno il sole stanco a letto presto se ne va
non ce la fa più
non ce la fa più
la notte adesso scende con le sue mani fredde su di me
ma che freddo fa
ma che freddo fa
basterebbe una carezza per un cuore di ragazza
forse allora sì - che t'amerei.
Mi sento una farfalla che sui fiori non vola più
che non vola più
che non vola più
mi son bruciata al fuoco del tuo grande amore 
che s'è spento già
ma che freddo fa
ma che freddo fa
tu ragazzo m'hai delusa hai rubato dal mio viso 
quel sorriso che non tornerà.
Cos'è la vita
senza l'amore
è solo un albero
che foglie non ha più
e s'alza il vento
un vento freddo
come le foglie
le speranze butta giù
ma questa vita cos'è
se manchi tu.

8 settembre 2010

Bevete più latte


Il costo degli acquisti alimentari, in termini ecologici oltre che economici, dipende anche da quanto le merci camminino.

Un chilo di pesche spagnole, qui a Roma, “inquina” più di un chilo proveniente da Latina in termini di distanze percorse. Anche per questo mi permetto un po’ di sciovinismo e di amore di campanile e guardo le zone di produzione del cibo che compro.
Invito tutti a farlo sempre, ma a farlo con attenzione.
Fino a pochi giorni fa io, per esempio, acquistavo il latte fresco della Centrale del latte di Roma nella convinzione che non potesse provenire altrimenti che dallo stabilimento appena fuori in Grande Raccordo Anulare, tra le vie Tiburtina e Nomentana.
Osservando bene il cartone ho visto stampigliati tre diversi centri di produzione ed ho appreso che il latte che stavo bevendo veniva da un’altra Regione italiana. L’azienda Centrale del latte di Roma è di proprietà del gruppo Parmalat e, evidentemente, ci sono logiche produttive ed occupazionali che hanno portato alla scelta, in apparenza illogica, di far produrre “il latte di Roma” altrove.
Resta che mi spiace, mi stupisce un po’, e che devo portare gli occhiali da lettura anche al supermercato dove ho comunque deciso di cambiare lattaio.

"Bevete più latte!".

http://www.youtube.com/watch?v=WYb7lmI1tPE

Voi come vi regolate?