marco valenti scrive

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9 aprile 2020

Mons. Ricci, la Pasqua, gli auguri






Mons. Ricci, la Pasqua, gli auguri

Ultimi anni ’60.
Composti nei nostri grembiuli neri, con il fiocco bianco ben fatto, noi bambini eravamo raccolti nella chiesa interna alla nostra scuola, cattolica e parificata, per l’ultimo incontro quaresimale prima delle vacanze pasquali.

3 gennaio 2019

Buon anno nuovo






Scrivo sempre meno qui nel Blog, per diversi motivi.

Ma un nuovo anno merita ogni buon augurio.

Amici sinceri, affetto e salute.

Pace, giustizia, lavoro.

Star meglio tutti.

Serenità e

impegno.

Gioia.


Marco



30 dicembre 2017

Potrebbe essere un buon anno





Quest’anno avrei voluto riservare i miei auguri alle poche persone che mi sono vicine nella realtà, fuori dai social. Me ne convincevo scorrendo le belle parole che avevo condiviso socialmente, inutilmente, gli altri anni. Non solo in prossimità di capodanno.

Mi sentivo sconfortato rispetto a fare un augurio "social" e avevo scartato diversi tentativi.




Sconfortato dallo stato delle cose, l’approssimazione del pensiero, il perpetuarsi di lotte individualiste tra poveri e più poveri, tra ultimi e penultimi.

Le meschinità del pensiero dei più a certificare l’inutilità della rete piena di mediocri cattivi maestri che hanno facile presa in un popolo che ha abdicato alla elaborazione di un pensiero lento, congruente, complesso e studiato, andando appresso a slogan da due spicci.

Sempliciotti astiosi e creduloni.

Dal canto mio nessuna pretesa di autorevolezza o di volere o potere far ragionare in un luogo dove nessuno fa un po’ di analisi delle notizie precotte ma sceglie il suo canale radio acriticamente.


Siamo alle macerie del pensiero, al trionfo del luogo comune e della ignoranza. Trovo che l'ultimo anno sia stato devastante.

Qualche augurio, tuttavia, mi è rimasto; forse un disperato auspicio.


“Mettetevi nei panni degli altri e pensate con la vostra testa: non fate il contrario lasciando che altri pensino per voi.

Informatevi consapevolmente verificando ogni informazione prima di assumerla come verità.
Leggete e studiate.

Siate laici rispettosi di chi crede o credenti rispettosi di chi non crede: comunque rispettosi.

Date ragione ad un pensiero che vi convince, convincendovene; non ad un personaggio che vi piace, lasciandovi convincere acriticamente.

Potrebbe essere un buon anno: ce lo auguro.”

30 dicembre 2016

Ctrl+Alt+Canc è un augurio



Ctrl+Alt+Canc


Se avete un computer non serve spiegare che il titolo alluda ad un ricominciare.

Anno nuovo, vita nuova: è questo il mio augurio e il mio auspicio. Togliersi le tossine recenti o meno e ripartire. Resettate la macchina.

Farsi tornare la voglia. Magari farsi venire voglie nuove. In ogni caso non avere pre-giudizi verso nessuno (inclusi noi stessi) per ricominciare a parlare e a vivere.

Cosa serve e come si fa?

Non è complesso ma non è banale. Serve una idea di cosa si vuole essere, di quali siano le cose per le quali vale la pena impuntarsi e, magari, lottare. Fare il punto, la quadra. Mettere dei paletti sul terreno della nostra vita personale e sociale e ripartire da lì.

Essere meno intransigenti nell’avvolgere il nastro del passato, sia proprio che altrui, e più proiettati e magari (lì sì: perbacco!) rigidi sul bersaglio che si vuole cogliere.

Intransigenti sul “from now on”, da ora in poi, da qui in avanti.

Comporta – inevitabilmente – sfumare tutte quelle rigidità con le quali abbiamo avuto a che fare con le nostre travi e con le pagliuzze altrui, o viceversa, con generosità e spirito costruttivo.

Vuol dire stendere un contratto con noi stessi e poi con chiunque lo voglia sottoscrivere. Discuterlo e mettersi in discussione con chi ha voglia di fare lo stesso.

Progettare un proprio mondo nuovo dove i motivi di esclusione siano, anche essi, nuovi e – quindi – non recriminare ulteriormente su quanto è stato oggetto delle nostre più o meno noiose e puntigliose recriminazioni.

“What if”. “What if not”. Domande legittime che ci riportano, inutilmente, a blocchi di partenza di un periodo che auspico vogliamo assolutamente lasciare nel passato.

Personale. Sociale. Politico. E’ lo stesso: non mettete una unica etichetta a quel che penso perché vorrebbe dire limitare a un pezzetto quello che vuole essere intero. Cosa stai togliendo? Coscia o petto? Io non mi auguro e non auguro a nessuno di limitare il proprio pensare.

Come chiunque altro ho una sfera intima, una personale. In queste voglio avere un progetto e accompagnarmi a chi lo facilita o lo condivide: possibilmente rifuggire e combattere chi lo ostacola o non lo condivide.
Lo stesso nella mia sfera pubblica, sociale, politica. 
E’ la stessa cosa e sono pronto a discuterne per costruirla con altri.

Auguro a ciascuno di poter rendicontare ogni scelta fatta mantenendo la testa alta e lo sguardo diritto, ovviamente, ma non ho intenzione di essere un inquisitore. Non con te, non con me. Perché non è importante. Non conta.

Non importa.

Non soddisfa l’urgenza delle domande importanti.
Come voglio essere; cosa voglio fare; come voglio vivere; dove voglio vivere; chi condivide i miei percorsi e le mie mete.

Da oggi in poi
è quello che importa.
Per andare dove
è quello che importa.
Per fare cosa e per essere che cosa
è quello che importa.

Punto.

Averlo chiaro è quello che conta: se qualcuno verrà con me non gli chiederò da dove viene ma sarò felice di un pezzo di strada non solitario.


Comunque vada io andrò.


Così spero di te.

24 dicembre 2016

Una storia di Natale






Una storia di Natale

La stanza era piccola, illuminata da una plafoniera al neon al centro del soffitto, senza finestre.
Per un momento si sentì soltanto il ronzio del termoconvettore, mentre le tre persone presenti si studiavano con gli sguardi dopo che la prima parte della discussione era finita.
La signora era seduta al centro della stanza, le mani in grembo e le punte delle dita che si accarezzavano con movimenti nervosi; l’uomo con i capelli brizzolati dietro la spoglia scrivania di fronte alla donna aspettava che questa parlasse; il ragazzo in divisa in piedi dietro la donna.
Il ragazzo guardava l’uomo con aria rassegnata; l’uomo incrociò il suo sguardo, giocherellò con una penna bic, poi fissò la donna che aveva il capo chinato e infine l’oggetto.

23 dicembre 2016

Frammenti di discorso da fine anno




Frammenti di discorso di fine anno a reti unificate

 
Stavo prendendo appunti per un discorso di fine anno e di auspicio di un 2017 migliore, ero pieno di foglietti, di pizzini mandati a me medesimo, di ritagli di articoli di giornale, di frammenti di sms, commenti su facebook. Cercavo di mantenermi concentrato bevendo caffè. Alla fine mi sono detto che non avrei fatto audience neanche a reti unificate e ho rinunciato. Restano frammenti. Sfusi. Auguri sparsi dove solo chi ha volontà può provare a dare un nesso. Trascrivo qualcosa.


Auguri a voi e a me.
Auguri di essere nomadi nei pensieri e radicati nei buoni sentimenti.

Saper cambiare idee restando fedeli agli ideali.

Plurali e accurati nell’informarsi. Attenti e rispettosi nell’ascolto.
Ascoltare, chi argomenta meglio e non chi grida più sguaiatamente, a prescindere da quale sia il suo punto di vista.

“Chi sa ascoltare non solo è simpatico a tutti ma a volte finisce per imparare qualcosa”(cit.)

Maniacali nell’approfondimento e nello studio dei fatti: attenti alle fonti di ogni informazione.

Infastiditi dalle volgarità e dagli insulti (a prescindere sia da chi li pronuncia sia da a chi sono rivolti) ma pronti sia alle critiche che alle canzonature.

Un po’ più arguti e molto meno furbetti.
Senza paure di parlare ma prudenti, attenti, nel linguaggio che si adopera e alle conseguenze di ciò che si afferma.


Auguri di uscire fuori, di trovare aria buona da respirare, di scegliere di staccarsi di più da media e social media, di renderci – ogni tanto – vacanti. Magari con un buon libro da leggere.
Lasciare la segreteria telefonica, essere irreperibili (possibilmente irreprensibili), uscire dal coro, dal gruppo, dalla conversazione di gruppo whatsapp.

Auguri di mettere le cose in ordine secondo priorità per dare più valore al tempo.

 
Duri, mai violenti, senza perdere la tenerezza. Un po’ meno bruschi, magari: meno trancianti.

Auguri di assolvere al dovere di perseguire la propria felicità senza rendere infelice nessun altro.

Più leggeri però. Quella leggerezza di Italo Calvino.

 


Leggere libri, ascoltare musica, guardare mostre. Crescere dentro.

Coltivare vere amicizie.
Essere innamorati.

Ecco.
Cose così.
Però dal profondo del cuore.

Auguri!
Marco Valenti

30 dicembre 2014

Di nuovo tanti auguri


Un anno fa avevo fatto questo augurio 
per il 2014: lo faccio di nuovo in vista del 2015 perché, 
secondo me, 
funziona.



Un

buon anno.

Amici sinceri.

Buona salute.

Onorare impegni.

Costruire qualcosa.

Mantenere promesse.

Conservare sempre il decoro.

Mai smettere di riflettere sulle cose.

Ritrovarsi tra un anno migliori di oggi.

Stile.


Amare.

Io dico che c'è da metterci la firma: o no?
Auguri!
marco

18 aprile 2014

una fila di auguri



Auguri in fila!

Buona Pasqua il 20 Aprile e che sia di Resurrezione comunque la pensiate.

Buona pasquetta il 21 Aprile e auguri a Roma mia bella perché è il compleanno della Capitale comunque la pensiate.

Buon 25 Aprile che è l’Anniversario della liberazione del Paese dal nazifascismo ed è pure San Marco comunque la pensiate.

Buon Primo Maggio che è la festa dei lavoratori e dei loro diritti comunque la pensiate.

Buona vacanza 
a chi prende un ponte 
e riesce a staccare la spina.


Comunque la pensiate 
auguri 
sinceri 
a tutti.

2 aprile 2014

Sir Alec Guinness


Sir Alec Guinness








Sir Alec Guinness è nato il 2 aprile 1914 a Paddington (Londra) e se ne è andato nel 2000  dopo averci lasciato una grandissima quantità di film memorabili nei quali ci ha fatto stare bene e ci ha dato emozioni.
Misurato, composto, efficace sempre: da Grandi speranze fino a Star Wars, da La signora omicidi al ruolo di Smiley ne La talpa,  è passato in Lawrence d’Arabia e per il ruolo del colonnello Nicholson ne Il ponte sul fiume Kwai. Straordinario.

http://it.wikipedia.org/wiki/Alec_Guinness


Cento anni fa.


Best wishes Sir! Auguri. Buon compleanno.


Sir Alec Guinness

Sir Alec Guinness

Sir Alec Guinness


30 dicembre 2013

L'augurio

Dopo anni che faccio auguri in internet e in questo blog avevo pensato seriamente di saltare il giro. Ci ho pensato a lungo e poi ho scritto, riscritto, cancellato, riscritto e cancellato più volte. Quello che segue potrà sembrare banale - mi rendo conto - ma è pesato, meditato, sentito. Sofferto. Personale e universale.

Un

buon anno.

Amici sinceri.

Buona salute.

Onorare impegni.

Costruire qualcosa.

Mantenere promesse.

Conservare sempre il decoro.

Mai smettere di riflettere sulle cose.

Ritrovarsi tra un anno migliori di oggi.

Stile.


Amare.

31 dicembre 2011

il mio augurio di buon anno




Una premessa. L’anno scorso i miei buoni propositi di fine anno erano di dire basta al buonismo, levarmi i sassolini dalle scarpe e di dire tutto quello che penso nel modo più chiaro possibile. Lo ho fatto, purtroppo, solo in parte ma posso migliorare. In chiarezza e in spietatezza.

Un grazie sincero a chi mi legge e doppio a chi, talvolta, lascia traccia del suo passaggio: da quando c'è il contatore delle visite la frequenza è in continuo aumento e la madia di cinquanta visite al giorno è abbondantemente superata.

Arriviamo agli auguri...





Auguro a tutti, per l’anno nuovo:





di riuscire a sognare in maiuscolo,

ma di saper accettare anche le minuscole;



di leggere con il cuore prima

e col cervello poi,

tutto quello che il mondo scrive;



di amare più di quanto si è amati,

ma di essere comunque amati;



di riuscire a mettere le cose nella giusta prospettiva

e dar loro l’importanza che meritano veramente;



di trovare buoni motivi per sorridere

e di sorridere sempre più spesso;



di avere sempre il bicchiere almeno mezzo pieno;



di trovare qualcosa

che valga la pena,

magari anche in questo blog.

22 dicembre 2011

Auguri e scappo via








Dunque…





Due anni fa da questo Blog avevo fatto un calendario dell’Avvento musicale e ogni giorno c’era un video preso da Youtube.





Ora sul tubo ci si trova tutto.





Ho perfino un mio canale con una raccolta natalizia.





Eccola, se volete:





http://www.youtube.com/user/marcovalentiscrive?feature=mhee#p/c/D8AE62B24A566F30/0/__kQ1PCP6B0









Non è male per un po’ di atmosfera natalizia.





In un'altra occasione avevo postato “Il racconto di Natale” di Buzzati e debbo dire, con moltissimo piacere, che le statistiche del blog dicono che è uno dei post più letti in assoluto.





Bellissimo!





Eccolo:





http://lecosesonocomesono-mv.blogspot.com/2009/12/racconto-di-natale-di-dino-buzzati.html





Ora…che dire?





Mi sto preparando, come da foto, perché ho la renna Rudolph che mi aspetta per fare il giro.





Ecco.





Una cosa la posso dire.





Un mucchio di auguri di Buon Natale (e non solo!) a tutti quelli che hanno la bontà di esser contenti nel passare da questo blog.





Auguri di cuore!




Ho-Ho-Ho!!! Buon Natale!!!

20 dicembre 2010

Il mio augurio



L'anno scorso da questo blog era partito un calendario dell'Avvento di video da youtube in tema natalizio.
Uno al giorno.
Quest'anno prendo due versioni che amo di una canzone che amo per dire a tutti quelli che passano di qui...


Have yourself a merry little Christmas.
Let your heart be light.
Next year all our troubles
Will be out of sight.
Have yourself a merry little Christmas.
Make the Yule-tide gay.
From now on our troubles
Will be miles away.

Ringraziandovi per ogni passaggio qui e per ogni traccia che avete lasciato auguro di cuore a tutti buone festività natalizie,
marco