le cose ci sono, sono lì a rispondere ai nostri sguardi più o meno sicuri, alle domande che non facciamo e nemmeno sappiamo, a salvarci e a condannarci: sempre e pur tuttavia solo cose. Sarebbero chiare se noi non fossimo così confusi. Non sono le cose a comandare ma l'atteggiamento che abbiamo noi di fronte ad esse. Come ci poniamo, come scegliamo se parlare o meno e cosa dire e cosa tenere per noi e non condividere. Cosa lasciare andare.
marco valenti scrive
16 dicembre 2020
Orwell. Frasi
Tutti, o quasi, i comunisti da salotto che prima
della guerra si agitavano furiosamente contro le atrocità naziste, non appena
la guerra ha cominciato a diventare una seccatura hanno dimenticato le atrocità
naziste e hanno palesemente perso ogni simpatia per gli ebrei.
All'età di cinquant'anni ogni uomo ha la faccia che
si merita.
Fra tutti i tipi dell'essere umano, soltanto
l'artista si assume la responsabilità di dire che non può lavorare.
La vita sulla terra è dura perché il pianeta è
povero di tutto ciò che è necessario all'esistenza.
ma alcuni sono più
uguali degli altri.
16 novembre 2020
Vademecum per quando ti vogliono far cambiare operatore
Piccolo utile e insieme
dilettevole (per me) vademecum da usarsi laddove arrivino telefonate non
aspettate di persone che vi invitano a cambiare gestore di telefonia fissa e
internet nella vostra abitazione.
In alternativa piccolo
vademecum per sopravvivere a che vi rompe le scatole perché deve pur sbarcare
il lunario e la vita è dura per tutti, anche per lui che vi sta telefonando.
In alternativa piccolo
promemoria perché le cose, che – purtroppo – sono come sono, cambino.
Siete oggetto di
telefonate di sconosciuti, sovente dall’accento non autoctono, diversi dai
vostri prossimi, pur troppo prossimi per altre considerazioni, che vi invitano
a cambiare la contrattualistica che regola il vostro accesso al mondo della
comunicazione telefonica?
Risposte possibili:
- · si;
- · no;
- · va’
a cag(bip) : son capitato qui per caso.
Se la risposta è no:
1.
avete un gran fortuna (complimenti);
2.
questo post è assolutamente inutile ma
potete leggerlo per puro diletto.
Se la risposta è sì:
1.
andate avanti con la lettura perché:
a.
potrebbe essere utile
b.
potrebbe essere inutile ma ci vuole poco
a portarla a termine.
c.
Anche no.
Se la risposta è la
terza:
1.
il mio transito intestinale è ottimo e
di piena soddisfazione senza bisogno di modifiche ma grazie del suggerimento.
Le fattispecie dalla molestia nella propaganda telefonica possono essere raggruppate secondo modalità estremamente diverse e un sistema con i propri sottosistemi non ne esclude altri. In questa (breve) trattazione ci soffermeremo su alcune differenziazioni ben sapendo di semplificare in tal modo un problema complesso e di non tener conto di numerosi fattori.
Tra le questioni a noi pur note che
non prenderemo in considerazione citiamo:
a.
siamo nel libero mercato;
b.
il mondo è bello perché vario;
c.
anche loro devono pur campare e se
campare significa rompere le balle è un lavoro sporco ma qualcuno dovrà pur
farlo;
d.
vorrei vedere te in india a imparare la
lingua e poi lavorare con il telefono con gli indiani;
e.
ho ventuno anni, non ho un lavoro serio e
non c’è altro da fare: mi hanno fatto ‘sta proposta e mi sono detto che, in
fondo, era meglio di altre cose; oppure ho passato i cinquanta, sono stato
espulso dal mondo del lavoro e non c’è altro da fare ecc. ecc.
f.
è assolutamente legale, anche se mi
pagano un tanto a contratto stipulato: comunque non pago la telefonata;
g.
Numerose altre che mi sfuggono. Il fatto
che sfuggano a me è ininfluente perciò numerose altre.
Ecco le fondamentali
casistiche in cui raggruppiamo la molestia operata ai vostri danni da quello
che, operatore commerciale per conto terzi, vuole convincervi a cambiare
operatore di telefonia.
1.
stavate proprio appennicati dopo pranzo:
2.
comunque è dopo pranzo;
3.
stavate facendo qualcosa o, comunque,
pensavate di voler fare qualcosa o, per lo meno, qualcosa da fare c’era;
4.
in tv c’era una cosa imperdibilissima;
5.
non avevate un cavolo da fare (ma non è
un buon motivo per avere le balle rotte).
La fattispecie uno è
gravissima. In questo caso le risposte alla telefonata sono irriportabili, per
la maggior parte, e tuttavia facilmente immaginabili. Il consiglio, utile, è
quello di estirpare il telefono dalla presa prima di dormicchiare sereni magari
perfino sognando.
La situazione numero due è comune. Ci sono stati casi in cui l’utente, normalmente, non sarebbe stato a casa nel post prandiale e la telefonata lo ha sorpreso. Ha avuto un moto interiore, una domanda inconscia che suonava più o meno così: “chi ca*** glielo ha detto che sarei stato in casa oggi pomeriggio alle due e mezza?”. Rilassati: sono seriali e non dimenticano. Ovvero vanno per grandi numeri ma non se ne scordano manco uno, di numero: richiamano.
Argomento con più
chiarezza? Se non ti trovano riprovano perché, prima o poi, a casa ci devi
tornare una caspita di volta, magari per sbaglio, magari per sfizio, magari per
peccare, di pomeriggio presto.
Orbene i casi uno, due
e tre, differentemente gravi, hanno risposte suggerite abbastanza simili.
La differenza si
sostanzia totalmente nel tipo di reazione.
Reazioni e loro
efficacia:
1.
Riattaccate mentre parlano: rapido ma
parzialmente efficace perché potrebbero richiamarvi convinti sia stato un
problema di linea;
2.
Dite di non essere chi si occupa di
telefonia nella casa o dite di essere il maggiordomo; non efficace perché
richiameranno;
3.
Insultate (più o meno pesantemente):
efficace ma un po’ cafone;
4.
Minacciate dicendo frasi da film del
tipo “Bastardo: so chi sei e dove abiti. Attento a te!”: di sicuro effetto ma
poco credibile e un po’ gangster.
Nel caso in cui la
telefonata molesta arrivi in un momento in cui non eravate occupati in nulla di
impegnativo alle reazioni appena esposte se ne aggiungono altre.
5. state a sentire e accettate il cambio di gestore alla fine della conversazione: corretto. Amate il rischio e ci tenete al risparmio.
Non lamentatevi se nel cambio di operatore resterete diversi giorni senza linea telefonica o diverse settimane a rincorrere telefonicamente tecnici del gestore che vi dovranno aiutare a ricalibrare parametri tecnici di connessione a internet di cui voi non capite assolutamente un acca.
Postilla di non secondaria importanza: se sei tu che vuoi parlare con un operatore (e non con un nastro registrato) mentre aspetti puoi invecchiare.
6. state a sentire ma non accettate il
cambio di gestore: corretto. Non amate il rischio e non vi importa di
risparmiare pochi euro al mese. Sarà dura spiegare perché non accettate e
all’altro capo della cornetta sentirete una sequela di lamentele e obiezioni
che vi metteranno a dura prova e, forse, vi indurranno a chiudere la conversazione.
Rileggete i punti da 1 a 4 e chiedetevi perché non li avete usati subito.
Chiudiamo questa breve
e non esaustiva trattazione con le reazione più azzeccata ed efficace. Tale è
se non siete interessati ad abboccare alla nuova proposta commerciale ma avete
tempo da impiegare.
Ascoltate il vostro interlocutore ponendo anche qualche domanda su quale sia la società da cui dipende direttamente e su da quale ufficio chiami, sui termini del contratto e sui tempi. Fatelo parlare un po’.
Poi attaccate una articolatissima filippica sulle differenze sostanziali tra un contratto in visione, magari anche a mezzo internet o posta elettronica e una proposta ascoltata da un utente telefonico anonimo.
Parlate lentamente e con calma e ogni tanto verificate che il vostro interlocutore vi stia seguendo: è una cosa che di solito fanno loro quando voi rimanete in silenzio per essere certi della vostra attenzione.
A seguire raccontate una disavventura qualsiasi occorsa a voi o a qualche vostro conoscente nell’accettare un contratto proposto telefonicamente: se non la avete inventatela come se foste in tribunale alla arringa finale.
Il risultato, sperimentato e garantito al 100% è
che non arriverete ai saluti perché, disperato per il tempo che sta perdendo
con voi, il molestatore vi attaccherà il telefono in faccia e non richiamerà
mai più.
Caso, tra l’altro estremamente raro, e da sottolineare è che sarete soddisfatti che vi abbiano
attaccato il telefono in faccia.
Guardate, infine, sul
display del telefono la durata della telefonata e gioite di quanto tempo gli
avete fatto perdere.
Il mio record personale
è di 9 minuti e 46 secondi.
Posso migliorare.
Marco Valenti
15 novembre 2020
Torta di pane e mele
Una ricetta,
come la dava la nonna
In altro post quando il nostro limone (ahinoi andato) ci regalava preziosi enormi frutti ricchi di profumo e spessore,
avevo scritto la ricetta della torta dipane con vino e ciliegie.
Il pane
avanza, abbastanza spesso, vuoi per errori di valutazione, vuoi per cambio di
programma.
Il pane non
si butta.
Più
frequentemente lo lascio seccare per farne una buona grana per le mie “ricette
con la mollica”.
Oggi invece
ho rispolverato una ricetta di riuso di casa.
Perché una
ricetta, come la dava la nonna, perché non ho dosi da indicare, il q.b. detta
il risultato.
A volte il cibo va osservato, bisogna guardare come reagisce.
Metto a bagno il pane.
Quanto latte serve?
Quanto basta ad ammorbidirlo e renderlo lavorabile con la
forchetta o le mani…ma l’impasto non
deve essere troppo liquido.
Aggiungo
cannella, tanta, a piacere, a gusto.
Mescolo fino
a fare impasto.
Intanto ho
preso delle mele rimaste lì un po’, in questo caso tre, le ho sbucciate,
affettate, irrorate con qualche goccia di limone per non farle scurire, e
condite con due o tre cucchiai di zucchero.
All’impasto
aggiungo uvette (q.b, sempre a gusto, nel mio gusto tante) e aggiusto, assaggiando, lo zucchero.
Metto la
metà delle mele nell’impasto.
Una volta reso più omogeneo possibile, lo metto in una teglia da forno con il bordo abbastanza alto.
Scegliete la forma che contenga l’impasto ma lasci uno
spessore di almeno 4 cm.
Ho aggiunto
all’impasto anche un goccio di latte in cui ho sciolto mezza busta di lievito.
Dispongo in
superficie le mele, spingendole leggermente nell’impasto perché abbiamo
l’umidità sufficiente a cuocersi, spolverizzo ancora con cannella e zucchero, inforno.
180° circa
un’ora di cottura.
Lo stecco
deve uscire umido, ma non asciutto.
Il tempo di
cottura è in relazione a tutti i quanto basta.
Aspetto i
vostri risultati.
6 novembre 2020
Cometa e bugie dopo venti anni
Il 3 novembre 2020 è uscito il mio ultimo romanzo. Ritengo possa chiudere un cerchio che avevo aperto ancor prima che passasse la cometa del '97 ed essere l'ultimo libro che verrà pubblicato a mio nome.
Continuerò a scrivere, meraviglioso privilegio, senza metterci il nome.
Comunque non è detto che tutti gli altri miei titoli usciti prima di questo, tolti dal mercato per mia decisione, non ritrovino una degna e diversa via editoriale.
Se si trova il complice adatto succederà.
Cometa e bugie dopo venti anni è uscito nella collana Intrecci di Edizioni Dialoghi e può, per il momento, essere acquistato da tutti sul loro sito. Presto sarà disponibile su altre piattaforme di vendita e presso alcune librerie indipendenti.
Vi lascio il link diretto al libro.
A seguire una quarta di copertina e un cenno su quanto uscito prima di Cometa e bugie dopo venti anni.
Resto pronto, come sempre con piacere, a parlare dei libri che ho scritto nelle forme che vorrete, di persona o in collegamento, convinto che un libro sia di chi lo legge (fatemelo sapere).
"La parola è dell'orecchio che la ascolta".
Grazie e tutti,
Marco Valenti
QUARTA DI COPERTINA "ESTESA"
Quando nel 1997 la
cometa Hale-Bopp è visibile nel cielo, la vita di alcune persone cambia per
questioni d’amore, di passione, e dei loro opposti. Queste vite si
intrecceranno con sviluppi imprevisti a causa dell'incapacità di vedere le cose
e i sentimenti come sono veramente. Tutto esplode per consuetudini, eccessi,
bugie che si immaginano verità.
“Ci fu chi mentì
sapendo di mentire e chi sperò di non mentire, chi lo volle e chi ci si trovò.”
Questo romanzo racconta
cosa è stato di queste vite nei venti anni successivi al passaggio della
cometa. Evoluzioni, crescite, nuove consapevolezze e cambiamenti non senza
qualche inaspettato epilogo.
Non
è un sequel di Cometa e bugie, ma una sua nuova scrittura e insieme qualcosa di
più largo che, inevitabilmente, la contiene.
Un’altra storia.
“Vada
come vada il cuore è un grido, è pazienza infinita, è di costanza e di dolore,
è di gioia e di costruzione, è un tessuto prezioso.
Per
fortuna o purtroppo, per fortuna e purtroppo, tutto il resto è banalità del
caso: più o meno attrezzati, ci si fanno i conti. O prima o poi.”
Bibliografia di Marco Valenti: La prima pubblicazione, nel 2007, Un senso alle cose (TheBoopenLed Editore) era un romanzo epistolare (in epoca contemporanea) scritto a quattro mani con Paolo Scatarzi. Successivamente ha autoprodotto il romanzo breve con tre racconti in appendice Cometa e bugie e la raccolta di racconti Quel colore delle foglie in autunno (quando stanno per cadere) e pubblicato il suo terzo romanzo, RIP (2014 – Antonio Tombolini Editore). Ha scritto per la rivista di letteratura Il Colophon. Le opere finora pubblicate, per sua scelta, sono fuori commercio: Cometa e bugie dopo venti anni (2020 - Edizioni Dialoghi) è l’unico libro in commercio.



