marco valenti scrive

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8 aprile 2019

Un progetto contro le diseguaglianze



Il nostro Paese è certamente segnato da crescenti disuguaglianze e queste vengono percepite da tutti come una ingiustizia sociale che mina le opportunità di sviluppo del progetto di vita di molti.

Marc Augé afferma che «La crisi provocata dalla finanza ci ha rubato il futuro. Lo ha letteralmente seppellito sotto le paure del presente. Tocca a noi riprendercelo».

Ma prescindendo dalla percezione che ciascuno può avere, oggettiva o indotta, di ingiustizie e difficoltà è indispensabile ragionare e studiare i fenomeni che portano alla disuguaglianza sociale e trovare da lì progetti e proposte per contrastarle.

Modificare le politiche del nostro Paese e del nostro continente, dell'Unione Europea, non è una utopia ma una opportunità che necessita di una visione e di proposte per realizzarla.

Su questo in Italia ha lavorato il Forum DD.  (se ci cliccate sopra si apre la loro pagina: fatelo)

Il Forum Disuguaglianze Diversità intende disegnare politiche pubbliche e azioni collettive che riducano le disuguaglianze, aumentino la giustizia sociale e favoriscano il pieno sviluppo di ogni persona (diversità). E vuole costruire consenso e impegno su di esse.

Nel mese di marzo 2019 il Forum DD ha presentato un lavoro (che li ha impegnati per ben due anni), che reputo straordinariamente importante e innovativo, dal titolo decisamente chiaro: "15 PROPOSTE PER LA GIUSTIZIA SOCIALE".



Il mio intento è segnalarlo e invitare a collegarvi sul sito del Forum per approfondire e leggere ragionando.



  Vi lascio una "sintesi della sintesi" estrapolata dal sito ma, condividendo il lavoro nel merito e nel metodo, auspico vogliate molto di più che limitarvi a questo mio post.

Sono  convinto sia un lavoro importante del quale essere profondamente grati.

Qualcosa da conoscere e su cui aprire discussioni e ragionamenti ad ogni livello possibile.

Grazie infinite.

5 febbraio 2019

Riabitare l'Italia





RIABITARE L'ITALIA
Le aree interne tra abbandoni e riconquiste

Progetto di: Filippo Barbera, Fabrizio Barca, Giovanni Carrosio, Domenico Cersosimo, Antonio De Rossi, Carmine Donzelli, Arturo Lanzani, Laura Mascino, Pier Luigi Sacco

A cura di Antonio De Rossi

Progetti Donzelli
2018, pp. VIII-594, rilegato
ISBN: 9788868438494

«Invertire lo sguardo. 
Guardare all’Italia intera muovendo dai margini, dalle periferie. Considerare le dinamiche demografiche, i processi di modernizzazione, gli equilibri ambientali, le mobilità sociali e territoriali, le contraddizioni e le opportunità, per una volta all’incontrario. 
Partendo dalla considerazione che l’Italia del margine non è una parte residuale; che si tratta anzi del terreno forse decisivo per vincere le sfide dei prossimi decenni.»

Innanzi tutto che cosa si intende per “aree interne”? 
Cerco di spiegarlo in breve. 

Per ogni Comune italiano è stata misurata la distanza dai principali centri di offerta di servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità collettiva), la perdita demografica negli anni, la perdita di superficie agricola utilizzata per arrivare ad una classificazione di perifericità piuttosto scientifica.

Ne è derivato che risultano aree interne, periferiche, il 53% dei comuni (sono in tutto 4.261), che ospitano il 23% della popolazione (oltre 13 milioni di abitanti), ed occupano una porzione del territorio che supera il 60% della superficie nazionale.

Questo saggio è interessantissimo e fortemente attuale, utile a pensare al nostro Paese – ai suoi pieni e ai suoi vuoti – con occhi un po’ più consapevoli e sguardo più educato. 
Non è un manuale ma raccoglie e analizza storie e dati difficilmente controvertibili fino a consentire ad un lettore attento di maturare opinioni o anelare traiettorie di sviluppo territoriale sensate.

Per capirci: non per luoghi comuni o per sentito dire.
Leggere, informarsi e formarsi è l’unica ancora di salvezza ad un mare mainstream di pronta beva.



Chi legge il mio blog sa che non parlo spesso di libri e che ne parlo a modo mio, senza pretese elevate: questo saggio mi ha tenuto per parecchi giorni lontano da un bel giallo italiano che non vedo l’ora di leggere.
Ma è un testo utile, utilissimo, a pianificatori, paesaggisti e paesologi, urbanisti e ambientalisti, sociologi e statistici, pensatori e sognatori.

Perché vi piaccia non serve che abitiate la periferia del mondo ma che vogliate guardare il mondo che abitate anche (almeno anche) dal suo bordo oltre che dal centro.


Riporto di seguito utili informazioni dal sito dell’Editore Donzelli.

A dispetto dell'immagine che la vuole strettamente legata a una dimensione urbana, l'Italia è disseminata di «territori del margine»: dal complesso sistema delle valli e delle montagne alpine ai variegati territori della dorsale appenninica, e via via scendendo per la penisola, fino a incontrare tutte quelle zone che il meridionalismo classico aveva indicato come «l'osso» da contrapporre alla «polpa», e a giungere alle aree arroccate delle due grandi isole mediterranee.

Sono gli spazi in cui l'insediamento umano ha conosciuto vecchie e nuove contrazioni; dove il patrimonio abitativo è affetto da crescenti fenomeni di abbandono; dove l'esercizio della cittadinanza si mostra più difficile; dove più si concentrano le diseguaglianze, i disagi. 
Sommandole tutte, queste aree - «interne», «fragili», «in contrazione», «del margine» -, ammontano a quasi un quarto della popolazione totale, e a più dei due terzi del l'intero territorio italiano.