marco valenti scrive

marco valenti scrive

10 settembre 2010

"E' tempo di agire insieme!"

È un mondo veloce, molto più svelto rispetto ai miei tempi di reazione e di azione. Non mi chiede di abituarmi. Forse non mi chiede affatto. Macina spedito chilometri di bites, aggiunge informazioni ad informazioni, si svolge sull’attimo, non lascia il tempo di riflettere. Occorre riflettere. Scegliere il tema, quando non sia il tema a scegliere te, ed è impossibile pensarci su con calma. Meditare. Digerire. Metabolizzare per elaborare e proporre qualcosa.

Se Gutenberg e la stampa (ben più che la scoperta dell’America) ha segnato il passaggio dal Medio Evo al Moderno, internet segna il passaggio alla nuova era globale: questo Tempo ha velocità non considerate, rapidissime, e diventa un susseguirsi di istantanee che non lasciano lo spazio adeguato ai ragionamenti.

Continuamente ci troviamo catapultati in un oltre, in un nuovo, in uno spazio diverso e a seguire nuovi scenari e nuove suggestioni.

Dico questo perché poche ore fa ho lasciato traccia, su Facebook, di una notizia e la stessa è stata inghiottita da altre notizie e altre ancora. Sul sito di Repubblica si richiamava il fatto che il 21 settembre è giornata mondiale contro il Morbo di Alzheimer ed io, coinvolto, lasciavo link sul social forum.

Stasera volevo tornarci sopra qui, con calma, e ragionare di assistenza non adeguata, di disagi crescenti, di incapacità ad affrontare qualcosa che ti cambia sotto il naso e si muove più veloce di quanto tu tema ed immagini.

Povero Paese il nostro perché non serve adeguatamente bimbi e anziani, fasce deboli della società anche in salute, affannato a rincorrere il quotidiano che, sempre più, si fa emergenza; povera Italia senza capacità di visione ottenebrata da particolarismi, personalismi, in cui ognuno bada solo al proprio orticello sovente sempre più ridotto.

Povera Patria accecata in ogni sua capacità di condivisione, di orizzonte, di comunione.

Ciascuno portato a ripiegarsi sul proprio particolare, insegnanti contro tassisti, operai contro dipendenti ex alitalia, ministeriali contro professionisti, medici contro avvocati e chi più ne ha più ne metta.

Oguno a rincorrere i suoi guai (Cit.).

La notizia sull’Alzheimer e la sua giornata mondiale è sepolta da altre. Chi ha a che fare con altri guai guarderà i propri. Molti si concentreranno filantropicamente sul sacrosanto problema dei cani che non vanno abbandonati e qualcuno, sul social forum, dirà “se non condividi sei un mostro!”.

Il 21 settembre è la giornata mondiale della lotta contro il morbo di Alzheimer.

Colpisce molte più persone di quanto pensiate e stravolge l’esistenza di chi ha familiari che ne sono colpiti. Accade perché ci si deve abituare ad una progressiva assenza e perché l’aiuto che si può avere è insufficiente e inadeguato.

Accade. È violentissimo.

Ecco: vorrei un paio di cose.

Un minuto per pensare che questa malattia fetente dilania l’anima di chi ha a che farci e un altro per riflettere su un mondo che con la sua velocità di informazioni ci divide e ci lascia inevitabilmente soli.

In fondo sono solamente due minuti.

Grazie.



XVII giornata mondiale Alzheimer; 21 settembre 2010; slogan "Alzheimer: è tempo di agire insieme!"; www.alzheimer.it



8 settembre 2010

Bevete più latte


Il costo degli acquisti alimentari, in termini ecologici oltre che economici, dipende anche da quanto le merci camminino.

Un chilo di pesche spagnole, qui a Roma, “inquina” più di un chilo proveniente da Latina in termini di distanze percorse. Anche per questo mi permetto un po’ di sciovinismo e di amore di campanile e guardo le zone di produzione del cibo che compro.
Invito tutti a farlo sempre, ma a farlo con attenzione.
Fino a pochi giorni fa io, per esempio, acquistavo il latte fresco della Centrale del latte di Roma nella convinzione che non potesse provenire altrimenti che dallo stabilimento appena fuori in Grande Raccordo Anulare, tra le vie Tiburtina e Nomentana.
Osservando bene il cartone ho visto stampigliati tre diversi centri di produzione ed ho appreso che il latte che stavo bevendo veniva da un’altra Regione italiana. L’azienda Centrale del latte di Roma è di proprietà del gruppo Parmalat e, evidentemente, ci sono logiche produttive ed occupazionali che hanno portato alla scelta, in apparenza illogica, di far produrre “il latte di Roma” altrove.
Resta che mi spiace, mi stupisce un po’, e che devo portare gli occhiali da lettura anche al supermercato dove ho comunque deciso di cambiare lattaio.

"Bevete più latte!".

http://www.youtube.com/watch?v=WYb7lmI1tPE

Voi come vi regolate?



2 settembre 2010

cinquanta


Giusto oggi
finisce
il mio primo mezzo secolo.

Succede:
le cose sono come sono.
Ottimo!
Un buon cinquantennio;
una buona giornata.
Buon blog a tutti.
marco

Olimpiadi


Aveva i biglietti di prima fila per la sera tra il primo ed il due settembre ’60. Boxe alle Olimpiadi di Roma: roba da Cassius Clay e Nino Benvenuti. Ortensia ebbe le doglie e Piero non poté andare. Quello che ora è il Palalottomatica era il Palazzo dello Sport, nuovo di pacca. Il due settembre da un’ora sola nacqui: cinquanta anni or sono.
Precisi.
Piero architetto, mamma studiava per diventarlo.
Cinquanta.