marco valenti scrive

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1 giugno 2014

Sotto le stelle del jazz

Paolo Conte.

Capita di ascoltare le sue canzoni spesso e, a volte, sentire la voglia di condividerle.

Di getto.

Sotto le stelle del jazz.

Felice estate a tutti.




Certi capivano il jazz l’argenteria spariva.
Ladri di stelle e di jazz così eravamo noi, così eravamo noi

Pochi capivano il jazz 

troppe cravatte sbagliate…

ragazzi-scimmia del jazz 

così eravamo noi, così eravamo noi

Sotto le stelle del jazz, 

ma quanta notte è passata…

Marisa, svegliami, abbracciami: è stato un sogno fortissimo.

Le donne odiavano il jazz 

“non si capisce il motivo”

du-dad-du-dad 

Sotto le stelle del jazz 

un uomo-scimmia cammina,

 o forse balla, chissà du-dad-du-dà


Duemila enigmi nel jazz ah, 

non si capisce il motivo…

nel tempo fatto di attimi e settimane enigmistiche…


24 aprile 2014

il treno va




Vagoni del treno - Van Gogh


Amo il treno, viaggiare in treno, le stazioni. Ne ho scritto anche qui, più volte.
Il lato ottimista del treno, le attese sospese lunghe e spesso faticose, i contrattempi, qualche appunto minimo e così via.

Etichetta "Viaggi (taccuini con un senso)"

Adoro Paolo Conte.
E' un grande artista, un ponte tra molte cose, tra la lirica e il jazz, tra l'Italia e la Francia, tra ieri e domani.

Etichetta "Musica con un senso"
Qui il treno va.




Dir che ti penso è un controsenso perché sei sempre qui: sì, tra le mie dita, come la vita che in un sorriso vivi.

Il treno va:
scomparirà sulle sue ruote rotonde
dietro alle nuvole bionde.

Io sono qua, rimango qua
in questa ruggine densa come qualcuno che pensa
a un treno

Tu dove vai? Con quei begli occhi che hai…
Ritornerai? Me l'hai promesso, lo sai


Il treno va, scomparirà dietro alle nuvole bionde.

22 marzo 2012

Gli impermeabili

Mocambo
serrande abbassate

pioggia sulle insegne delle notti andate
devo pensarci su pensarci su
ma dipender dipender
quale storia tu vuoi che io racconti?
ah! non so dir di no, no, no no no

…e ricomincerà…
come da un rendez-vous…
parlando piano tra noi due…


Scendo giù
a prendermi un caffè…
…scusami un attimo…

passa una mano qui, così,
sopra i miei lividi…
…ma come piove bene sugl’impermeabili…


ma come piove bene sugli impermeabili e non sull'anima.



(Le parole, a volte, non possono aggiungere commento a quel che un Maestro ha scritto. Mocambo: serrande abbassate.)

5 gennaio 2011

nonsense

nonsènso, s.m. franc. Cosa senza senso; mancanza di senso; assurdità.




Tag principale di questo (e altri post): musica con un senso.



Segni particolari: bella canzone di Paolo Conte tratta dall’album “Aguaplano” del 1987.





Che soddisfazione
Questo minestrone,
Tutto il circondario saprà saprà
Come vivo io? Non lo so neanchio
Ma se me lo dicono lo so

Che non sarà mai troppo asburgico
farsi mandare apposta dall’esercito
Una minestra perfida come un’abitudine,
Roba di libidine e di solitudine

Ma scusa, dimmi, parlo arabo?
Se non mi vuoi capire dillo subito,
Che in un sonno torpido
Mi vorrei nascondere,
Roba di fuligine e di carta-pecora,,,

Non sense, pensaci tu

L’alta moda amabile,
Qualche volta affabile,
Siamo andati in cimbali lo so
tu pensa a sorridere
che io penso a vendere,
Roba da cannibali, però

Ancheggiamo mannequins fanatiche,
Ancheggiamo, si sporgono e poi sbandano,
Come consuetudine e beatitudine,
Forse fuori margine,
fiancheggiando un argine

Non posso più, non posso più bearmici,
Posate le posate, adesso allungami
Una domanda singola come una voragine,
Roba da filippine e forse da dialettiche

Non sense, pensaci tu