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Tempo
fa avevo scritto un post dal titolo “Lesson nr.1” che parlava di finestre e
diritto alla riservatezza tra dirimpettai. Se vuoi rileggerlo clicca QUI
Oggi
vorrei raccontarvi un breve discorso che avevo preparato e che non mi capiterà
più di fare.
Anche
nelle case che ho abitato precedentemente a quella che abito adesso mi sono
sempre occupato delle piante. C’è chi dice che abbia il cosiddetto pollice
verde: in realtà, più semplicemente, con scarse conoscenze di giardinaggio e
scegliendo specie a bassa difficoltà di mantenimento, metto cura, tempo e un po’
di amore nelle piante che possiedo.
Tra le
piante facili da curare c’è il nespolo.
I primi
due nespoli che ho avuto sono partiti da semi di nespola mangiata e piantata in
terra: cura, anni, acqua e potature ne hanno fatto alberi che hanno dato
copiosamente frutti. Da queste due piante avevo fatto altri tre nespoli (uno è
ancora con me nel giardino della casa che abito adesso).
I tre
nespoli erano in vaso, giovani, alti non più di un metro, in un grande
terrazzo. Uno si spezzò per un banale incidente ma riuscii a farlo riprendere
facendo un po’ quel che si fa quando devi aggiustare un osso rotto con mezzi di
fortuna. Crebbe con un nodo nel giovane tronco, come un callo osseo, indietro
rispetto ai due fratelli gemelli.