marco valenti scrive

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22 giugno 2012

Estate che arriva: mezzemaniche fredde di crostacei e zafferano (e vino Rebola)


Pranzo (quasi) improvvisato con amici fidati e voglia di contenere meglio possibile l’estate calda e improvvisa, con un violento aumento di temperatura e nuove zanzare che si dimostrano indifferenti agli ultimi ritrovati tecnologici messi in campo.
Debbo tornarci su ma, intanto, sembrano aver pareggiato i conti: fino al giorno prima stavo vincendo ma poi è arrivato il caldo vero e, evidentemente, si sono montate la testa.

La spesa mi rimanda code di mazzancolle, gamberoni doc, e voglia di pasta fredda o, per dirla meglio, a temperatura ambiente.
Sbollento le mazzancolle per poi sbucciarle e buttarle nella zuppiera insieme ai piselli lessati; stempero lo zafferano con latte e una noce di formaggio spalmabile e aggiungo a mescolare.
I gamberoni li salto in padella con un po’ di vino bianco (di cui dirò più avanti).
Li metto da parte per aggiungerli nei singoli piatti ma l’intingolo va nella zuppiera comune a insaporire e amalgamare.
Un filo d’olio buono e una spruzzata di pepe bianco sulle mezze maniche rigate scolate al dente e raffreddate sotto l’acqua corrente e il piatto era pronto come da foto.


Una  buonissima mozzarella di bufala, pomodori (col sapore) e basilico profumato a seguire.
Poi frutta fresca e gelato artigianale.
Un bel  pranzo domenicale di chiacchiere svariate, ma mai banali o scontate, condite di affetto e prossimità e innaffiate con un vino bianco, fermo, scoperto di recente ma molto amato: la Rebola romagnola.


Tredici gradi e mezzo, sentori (un po' vaghi per un ignorante come me) di frutta e un corpo adeguato ad un vino che si possa dir tale, colore paglierino e sapore armonico e morbido.


Un gran vino di una gran terra.


Del vino vi lascio il collegamento alla casa che lo produce, Torre del Poggio a San Giovanni in Marignano (RN). 



5 settembre 2011

Vino da meditazione e Estate


Quando si parla di vini di un certo tipo viene fuori la definizione di “vino da meditazione” ed a me piace molto. Rimanda, generalmente, ad un buon rosso invecchiato, di gradazione elevata (dai 13 gradi in poi) e pieno di cosiddetti sentori e persistenze: un buon bicchiere, adeguato e capiente, e l’immagine è servita.
Però sa di camino acceso e inverno e invece è ancora estate piena. L’altra sera, che era estate piena, mi sono imbattuto a cena in un vino bianco friulano, un Sauvignon delle Cantina Produttori di Codroipo, di dodici gradi e mezzo.
I vini Friulani sono, spesso, buoni: non solo il Merlot.
Questo bianco è secco, asciutto, profumato di frutti rossi, meraviglioso.
Finire la bottiglia con tardi pensieri estivi è stato splendido: volevo partecipare che le meditazioni estive con vino adeguato sia alla stagione che ai pensieri post cena esiste. Certamente ce ne son parecchi ma questo (dal prezzo decisamente abbordabile) mi sento di consigliarlo.
Non solo finché la stagione si mantiene estiva – preciso – ma anche dopo.