marco valenti scrive

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28 aprile 2017

pasta alla milanese e orvieto




Non so perché si chiami così e, probabilmente, è un nome con poco senso logico: ma se nonna Enza la chiamava in questa maniera non c’è nome diverso per chiamarla.
Non vi pare?

Ripropongo la ricetta perché spesso mi viene chiesta. Il vino ci sta tutto.

Spaghetti alla milanese.

Sugo rosso semplice, pochi odori, niente soffritto.
Acciughe invece del sale.
A parte, in una padella di ferro, mollica di pane secco (pan grattato per chi non ha tempo di grattare) ed abbrustolirsi in un po’ d’olio in cui due acciughe si sono “sfragranate”. In Sicilia la mollica così si usa molto: l’adoro.
Origano se volete.
Una punta di pecorino grattugiato se credete.
A pasta scolata si condisce e si aggiunge la mollica come si farebbe col parmigiano.
Consolante da morire.


Vino Orvieto classico
Botti del vino di Orvieto, città papale, venivano inviate regolarmente alle mense dei prelati e dei nobiluomini di Roma; e poichè i donativi erano allora mezzi comuni per garantirsi la benevolenza di potenti protettori, la città si preoccupava che la produzione fosse notevole e la qualità del prodotto eccellente.
Uve: (in percentuale decrescente) Trebbiano toscano, (Procanico Biancone) Verdicchio (Verdello) Canaiolo (Trupeccio) Grechetto.
Colore: Giallo dorato chiaro
Sapore: delicato caratteristico di uve infavate, spesso abboccato e talvolta anche amabile (o secco) fresco leggermente amarognolo pieno vellutato.
Alcolicità: 12°
Acidità: 7%
http://it.wikipedia.org/wiki/Orvieto_(vino)


Mi ci sono, alla Montalbano maniera, consolato… “arri creato” (pure questo termine è siculo); mi ci sono ancorato di fronte a pensieri fumosamente tristi per entropia nei confronti dei dolori altrui.


(08.02.2009)