marco valenti scrive

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26 gennaio 2015

Non insegnate ai bambini




Non insegnate ai bambini 
non insegnate la vostra morale 
è così stanca e malata 
potrebbe far male 
forse una grave imprudenza 
è lasciarli in balia di una falsa coscienza. 

Non elogiate il pensiero  che è sempre più raro 

non indicate per loro una via conosciuta 
ma se proprio volete 
insegnate soltanto la magia della vita. 


Giro giro tondo cambia il mondo. 

Non insegnate ai bambini 
non divulgate illusioni sociali 
non gli riempite il futuro di vecchi ideali 
l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura. 



Non esaltate il talento che è sempre più spento 
non li avviate al bel canto, al teatro 
alla danza 
ma se proprio volete raccontategli il sogno di un'antica speranza. 

Non insegnate ai bambini 
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente 
stategli sempre vicini date fiducia all'amore il resto è niente. 

Giro giro tondo cambia il mondo.

18 novembre 2014

la mia generazione ha perso








Non mi piace la finta allegria non sopporto,
neanche le cene in compagnia e coi giovani sono intransigente di certe mode, canzoni e trasgressioni non me ne frega niente.

E sono anche un po' annoiato da chi ci fa la morale ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni ma io non riesco a tollerare le loro esibizioni.


Non mi piace chi è troppo solidale
e fa il professionista del sociale
ma chi specula su chi è malato
su disabili, tossici e anziani
è un vero criminale. 

Ma non vedo più nessuno che s'incazza fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone.


Ma forse sono io che faccio parte
di una razza in estinzione.


La mia generazione ha visto le strade, le piazze gremite di gente appassionata, 
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.


Non mi piace la troppa informazione
odio anche i giornali e la televisione
la cultura per le masse è un'idiozia
la fila coi panini davanti ai musei
mi fa malinconia.

E la tecnologia ci porterà lontano
ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano
c'è di buono che la scuola
si aggiorna con urgenza
e con tutti i nuovi quiz
ci garantisce l'ignoranza.


Non mi piace nessuna ideologia
non faccio neanche il tifo per la democrazia
di gente che ha da dire ce n'è tanta
la qualità non è richiesta
è il numero che conta.

 E anche il mio paese mi piace sempre
meno
non credo più all'ingegno del popolo italiano
dove ogni intellettuale fa opinione
ma se lo guardi bene è il solito coglione.


Ma forse sono io che faccio parte 
di una razza in estinzione.

3 maggio 2011

libertà

Vorremmo tutti far parte di qualcosa.

Quelle cose di cui vale la pena far parte e che ti fanno da casa, da luogo da difendere, da ideale per cui spendersi e, magari (o anche no) morire.

Vorrei far parte di un intero, o di un club, o di una massoneria di fratelli.

Della mafia no perché un po’ mi schifo e un po’ ho paura.

Una cosa in cui credere, forse una Patria che c’era e che ci hanno tolto.

(Rendetecela).

Oppure una identità.

Ragionando sul termine identità si arriva a uguaglianza.

Magari una parola troppo grossa.

Meglio dire pari opportunità.

Più moderno e adeguato.

Vorrei un luogo, non fisico necessariamente, in cui esercitare la mia libertà.

Appartenendovi.

Lo dico perché ad ella, la libertà intesa come libertà, mi ostino ad appartenere.

Questo è.


24 gennaio 2011

Il Signor G



Difficile, oggi, avere modelli, miti, passioni. Il mondo risulta un po’ arido, ai miei occhi, o almeno un po’ più di come mi pareva fosse fino a qualche tempo fa.
Tra gli artisti che hanno saputo dirmi qualcosa uno che reputo importante, che per me è stato maestro nel farmi ragionare, è nato a Milano il 25 gennaio del 1939 e se ne è andato troppo presto: Giorgio Gaber.

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Gaber


Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,

se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione.

In Virginia il signor Brown era l'uomo più antirazzista, un giorno sua figlia sposò un uomo di colore, lui disse: "Bene!"...ma non era di buonumore.

Ad una conferenza di donne femministe si parlava di prender coscienza e di liberazione; tutte cose giuste per un'altra generazione.

Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione.

Su un libro di psicologia ho imparato a educare mio figlio, Se cresce libero il bimbo è molto più contento! L'ho lasciato fare m'è venuto l'esaurimento!

Il mio amico voleva impostare la famiglia in un modo nuovo e disse alla moglie:"Se vuoi mi puoi anche tradire!" Lei lo tradì, lui non riusciva più a dormire

Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione.

Aveva tante idee,era un uomo d'avanguardia, si vestiva di nuova cultura, cambiava ogni momento, ma quand'era nudo era un uomo dell'ottocento!

Ho voluto andare ad una manifestazione: i compagni, la lotta di classe, tante cose belle che ho nella testa ma non ancora nella pelle!

Un'idea, un concetto, un'idea, finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione,

la mia rivoluzione,

la mia rivoluzione...