marco valenti scrive

marco valenti scrive

28 agosto 2020

Ha mai letto dei Chironi, di Nuoro?





Vorrei condividere con voi la fortuna che ho avuto  per aver letto una trilogia letteraria meravigliosa.
Era il 2015 ma ci tengo a parlarne di nuovo
Insieme e nello stesso anno mi sono lasciato trascinare dai tre libri di Marcello Fois, la cosiddetta trilogia dei Chironi, iniziata con l’uscita di “Stirpe” (2009), proseguita con “Nel tempo di mezzo” (2012) e terminata (forse) con “Luce perfetta” (2015).
La stirpe è quella dei Chironi e le vicende partono quando Michele Angelo Chironi, nel 1889, vede per la prima volta (ma riconosce subito) Mercede. Lui è un fabbro e siamo a Nùoro, ma potrebbe essere un pescatore ad Aci Trezza o un abitante di Macondo.


Stirpe.
Einaudi  
Numero di pagine: 249 | Formato: Copertina rigida
Isbn-10: 8806157736 | Isbn-13: 9788806157739 | Data di pubblicazione: 01/09/2009

È il 1889, eppure si direbbe l'inizio del mondo. Michele Angelo e Mercede sono poco più che ragazzini quando s'incontrano per la prima volta, ma si riconoscono subito: "lui fabbro e lei donna". Quel rapido sguardo che si scambiano è una promessa silenziosa che li condurrà dritti al matrimonio, e che negli anni verrà rinnovata a ogni nascita. Dopo Pietro e Paolo, i gemelli, arriveranno Gavino, Luigi Ippolito, Marianna... La stirpe dei Chironi s'irrobustisce e Nuoro la segue di pari passo. Le strade cambiano nome e si allargano, accanto alla pesa per il bestiame spuntano negozi e locali alla moda, e se circolano più soldi nascono anche bisogni che prima non c'erano. Come i balconi da ingentilire lungo via Majore, a esempio, e Michele Angelo che sa del ferro come nessun altro, ed è capace di toccare la materia con lo sguardo prima di plasmarla - si spezza la schiena in officina per garantire prosperità alla sua famiglia. Ma "la felicità non piace a nessuno che non ce l'abbia", e infatti quei Chironi venuti su dal nulla, così fortunati, sono sulla bocca di tutti. È l'inizio della stagione terribile: i gemelli vengono trovati morti, mentre la Prima guerra mondiale raggiunge anche Nuoro, e bussa alla porta di casa Chironi proprio quando Gavino e Luigi Ippolito - taciturno e riflessivo il primo, deciso e appassionato il secondo - sono in età per essere arruolati.


Nel tempo di mezzo
Einaudi
Numero di pagine: 263 | Formato: Copertina rigida
Isbn-10: 8806202650 | Isbn-13: 9788806202651 | Data di pubblicazione: 14/03/2012

Vincenzo Chironi mette piede per la prima volta sull'Isola di Sardegna - "una zattera in mezzo al Mediterraneo" - nel 1943, l'anno della fame e della malaria. Con sé ha solo un vecchio documento che certifica la sua data di nascita e il suo nome, ma per scoprire chi è lui veramente dovrà intraprendere un viaggio ancora più faticoso di quello affrontato col piroscafo che l'ha condotto fin li. A Nuoro trova ad attenderlo il nonno, Michele Angelo maestro del ferro, che gli farà da padre e da complice in parti uguali -, e soprattutto sua zia Marianna, che vede nell'inaspettato arrivo del nipote l'opportunità per riscattare un'esistenza puntellata dalla malasorte. Anni dopo, quando ormai a Nuoro la presenza di Vincenzo Chironi sembra scontata, naturale come il mare e le rocce, la forza del sangue torna a far sentire il suo richiamo. Perché quando Vincenzo conosce Cecilia, che ha "gli occhi di un colore che non si può spiegare", innamorarsi di lei gli sembra l'unica cosa possibile. Anche se è promessa sposa di Nicola, con cui lui è mezzo parente... Se è vero che "la disobbedienza chiama il castigo", forse è anche vero che quell'amore è l'ultimo anello di una catena destinata a non aver fine. Dopo l'epopea di "Stirpe", Marcello Fois - con una lingua capace di abbracciare l'alto e il basso, e di potenziare lo scorrere del tempo - dipinge un mondo in cui i paesaggi sono vivi come i personaggi che li abitano.




Luce perfetta
Einaudi

Numero di pagine: 306 | Formato: Copertina rigida
Isbn-10: 8806216503 | Isbn-13: 9788806216504 | Data di pubblicazione: 2015

Cristian è intraprendente e deciso, "uno di quegli uomini che, a certe donne particolarmente intuitive, fanno l'effetto di parlare anche quando tacciono". Maddalena è altrettanto tenace, e ha dalla sua la forza di saper immaginare e insieme difendere - il proprio futuro. Sarebbero perfetti l'uno per l'altra, se il loro destino comune non avesse il nome di Domenico. Il sentimento che lega Domenico a Cristian "da un punto di vista della linea parentale genetica non ha nessun valore, ma da quello della linea parentale affettiva è quanto basta per dare senso a una vita intera". Anche se hanno cognomi diversi, infatti, i due ragazzi crescono come fratelli. E quando - passati i furori dell'adolescenza - Nuoro si organizza per apparecchiare la festa di fidanzamento di Domenico e Maddalena (nel frattempo rimasta incinta), diventa chiaro a tutti che per Cristian non c'è più spazio. Se non fosse che lui è un Chironi, appartiene cioè a una famiglia "sempre caduta in piedi, perché il suo destino è di sembrare lì lì per precipitare, ma poi questo non accade mai". Tanto che quando si mette in mezzo Mimmíu - padre di Domenico, zio adottivo di Cristian - diventa evidente che la stirpe dei Chironi è troppo ingombrante per poter essere tollerata. Del resto "non si conosce veramente qualcuno finché non lo si può paragonare a se stessi".


Marcello Fois ha assorbito un universo letterario e immaginifico altissimo, ha il suo vissuto sardo ma ne sa trarre l’etica oltre la storia e delle storie particolari, tante, intrecciate, ora drammatiche ora intrise di sentimenti, per riuscire così a rilasciare una storia particolare che diventi paradigma della Storia universale. 
In tre libri c’è quello che siamo stati e quello che siamo diventati, l’originale e la sua imitazione, le determinatezze di un’epoca ed il disfarsi delle certezze.
Nei tre libri Fois rimanda a tutto quello che ha ascoltato, quello che ha vissuto, le immagini di film ben impresse nella mente, i libri che lo hanno nutrito. 
Ma forse è quello che ha fatto crescere me e lui riesce solo ad evocarmelo. 
C’è Verga e Deledda, ci sono Bertolucci di Novecento e Scola de La famiglia, Flaiano di Tempo di uccidere, ed è tutto un calibrare senza eccedere, mosso da quella meravigliosa dolenza, che del dolore è consapevole coscienza e moto ad incedere nella vita. 
In tutto questo la potenza della nostra Storia e del linguaggio del narrare, una interpretazione moderna, disincantata dalle emulazioni, dalle glorificazioni, da tutte le retoriche e quindi limpida e unica.

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira” (“Il giovane Holden” J.D. Salinger). 
Se qualcuno conosce Marcello Fois mi ci metta in contatto: entrambi siamo nati nell’anno delle Olimpiadi a Roma, diteglielo, e fategli sapere che sono un buon conversatore, che me la cavo in cucina e con il bere, che sono un uomo rispettoso e mite e che non sarei mai uno stalker.
Grazie

Marco Valenti


Post scriptum. 
Piccolo sassolino dalla scarpa. 
Al prossimo lettore esterofilo incancrenito che magnificherà scrittori nordici, o oltreoceanici, nipponici o altro e parlerà della morte del romanzo nell’Italia contemporanea potrò rispondere: “Ma Fois lo hai letto?


5 luglio 2020

L’arena riapre e una signora ha i tacchi alti




Desidero soffermarmi su alcune cose accadute a Roma, la mia città.
Riporto alcune notizie che ho appreso, dalla stampa e dai social nelle ultime ore, per poi concludere con due brevi considerazioni. 

Non importa che io in questa sede riporti storie pregresse o mie opinioni al riguardo e non lo farò ma ho veramente desiderio di scrivere questo brevissimo post.
La lettura è brevissima: vi esorto ad intraprenderla.

29 maggio 2020

Attenzione: tempo di ragionarci seriamente





n f attenzione
1 concentrazione distrazione applicazione della mente
Vi chiedo un attimo di attenzione.
destare l'attenzione
2 precisione diligenza negligenza cura nel fare qlco
studiare con attenzione3 premure riguardi (Note: spec. pl.) riguardo verso qlcuHa avuto molte attenzioni nei confronti di mia mamma.4 (Note: nelle esclamazioni) detto per segnalare un pericolo o richiamare l'interesse di qlcuAttenzione, si scivola!fare / prestare attenzione stare attento

Ragionavo nel 2012, su questo stesso blog, della poca attenzione che vedevo in giro e ritengo di doverci tornare sopra. Intanto riporto il testo di allora.

Fondamentalmente in questo mondo manca l'attenzione: pensateci.



Ne servirebbe di più, ad ogni livello ed in tutte le accezioni del termine.
Si parli di premura nei riguardi di chi soffre (un Paese, un paese, una persona, un cane), di concentrazione verso le parole di un interlocutore, di diligenza nel verificare notizie (omertose, false, fuorvianti, disattente) sui quotidiani o nei social forum, di fare in modo di evitare pericoli per sé o per la collettività il discorso non cambia: siamo tutti troppo distratti e superficiali.
Credo che tutta questa superficialità sia un pericolo.
Ritengo che i nostri convincimenti e le nostre abitudini si vadano radicando senza avere supporti solidi e che questo conduca, ancor di più, alla difficoltà nel dialogo e nella comprensione delle cose.


Riprendo dopo qualche anno e aggiungo che le cose sono peggiorate in qualsiasi contesto. 
Se fai una domanda in un social forum, per esempio, una buona parte delle risposte non sono pertinenti. 
Se un giornale riporta una notizia esce con dei titoli privi di misura sulla portata e sul senso della notizia stessa. 
La distrazione, la mancanza di ascolto, l'assenza di applicazione su qualsiasi tematica, la mancanza di studio serio e responsabile, il disinteresse all'ascolto: tutte cose che stanno dilagando sempre di più. 
Se indicano la luna i più guardano il dito.



La frase, che cito spesso, è di Wilson Mitzer: un arguto drammaturgo statunitense. La teneva appesa nella reception dell'albergo che gestiva a New York. Un genio.
A prescindere dalla battuta abbiamo un problema gigantesco che ci porta ad una crescente ignoranza e ad un arretramento sociale e culturale.
Alla base (tra altre cose) la mancanza di attenzione.

Esorto ciascuno, ovviamente me compreso, ad avere occhi attenti ed orecchie ben aperte.


Credetemi se vi dico che si sta facendo dannatamente tardi.

25 maggio 2020

prima che il mondo venisse creato





Se faccio le ciglia scure e gli occhi più luminosi e le labbra più rosse,
o chiedo se tutto sia a posto a uno specchio dopo l'altro,
non mostro nessuna vanità: 


sto cercando la faccia che avevo 
prima che il mondo venisse creato.

Che succede se poso lo sguardo 

su un uomo, 
fosse pure il mio amato,
e il mio sangue intanto resta freddo 

ed il mio cuore immoto?

Perché dovrebbe pensare che son crudele oppure che è stato tradito?


Vorrei fargli amare quel che era prima che il mondo venisse creato.

BEFORE THE WORLD WAS MADE.

Una poesia di  Yeats;
una canzone di Van Morrison;
la musica ha senso. Modernità. 
Poesia. Amore. 
Tolleranza. 
Musica.

Ascoltiamo e proviamo a imparare.

Grazie



If I paint the lashes dark


And the eyes more bright

And your lips more scarlet

Ask if it'll all be right
And it's mirror after mirror
No vanities displayed
You're just looking for the face you had
Before the world was made

And if I look upon you now
As though I have my view
With the earth beneath your feet
And heaven up above
Would you think me cruel
After everything's been said
You're only looking for the face you had
Before the world was made
And if I paint the lashes dark
And your eyes more bright
And your lips more scarlet
Ask if it'll all be right
And it's mirror after mirror
No vanities displayed
I'm just looking for the face you had
Before the world was made
Your original face
Before time and space
Your original face
Before time and space
Your original, original face
Before the world was made



If I make the lashes dark 


And the eyes more bright 

And the lips more scarlet, 

Or ask if all be right 

From mirror after mirror, 
No vanity's displayed: 
I'm looking for the face I had 
Before the world was made. 

What if I look upon a man 
As though on my beloved, 
And my blood be cold the while 
And my heart unmoved? 
Why should he think me cruel 
Or that he is betrayed? 
I'd have him love the thing that was 
Before the world was made. 

William Butler Yeats (1865 - 1939)
Sir John Ivan ("Van") Morrison (1945)