(Non serve "rottamare". Questa cosa, logica, basterebbe. Sovente chi vuole innovare alla fine dei conti nomina persone che saranno pure esperte - forse - ma che sono decisamente in là con gli anni)
le cose ci sono, sono lì a rispondere ai nostri sguardi più o meno sicuri, alle domande che non facciamo e nemmeno sappiamo, a salvarci e a condannarci: sempre e pur tuttavia solo cose. Sarebbero chiare se noi non fossimo così confusi. Non sono le cose a comandare ma l'atteggiamento che abbiamo noi di fronte ad esse. Come ci poniamo, come scegliamo se parlare o meno e cosa dire e cosa tenere per noi e non condividere. Cosa lasciare andare.
marco valenti scrive
4 agosto 2011
Le quattro idee di cui ho parlato
(Non serve "rottamare". Questa cosa, logica, basterebbe. Sovente chi vuole innovare alla fine dei conti nomina persone che saranno pure esperte - forse - ma che sono decisamente in là con gli anni)
25 luglio 2011
scendere in campo - QUATTRO - la compedenza nella politica, la competenza della politica, la competenza dei politici...
Due.
La sanità costa troppo.
Tre.
Pulizia nella politica.
Eccoci al tema numero quattro, ricordando che sono in ordine sparso e che vogliono essere sollecitazioni, messaggi in bottiglia nel mare...
21 luglio 2011
scendere in campo - TRE - questione morale
18 luglio 2011
scendere in campo - i costi della sanità
11 luglio 2011
"sto per scender in campo" - UNO - anagrafe dei politici
4 luglio 2011
"sto per scendere in campo" - prosegue indefesso
Presto cose più fresche (non legate alla attualità) e propositive.
Sto per scendere in campo.
In più mi sono rotto le scatole delle barzellette (non di lui ma su di lui) perché sono barzellette che feriscono il mio essere comunque italiano.
Io non mi sento italiano ma, per fortuna o purtroppo lo sono.
Vorrei essere italiano senza vergognarmene.
La maggioranza degli italiani non la pensa come me; una parte condivide le mie idee e il mio schifo, un’altra invece non partecipa alla politica.
Alcuni, meno di quelli che la pensano come me, credono che abbia ragione quello che ci sta mal governando.
Serve scendere in campo?
Non lo so.
So che tacere e far finta di essere sani non giova proprio a nessuno.
Sto per scendere in campo (meglio: dovremmo tutti essere a bordo campo e poi invadere) per difendere tutti quelli che sono stati presi in giro e che oggi stanno peggio di prima. Perché si levino il prosciutto dagli occhi.
Prima la crisi era solo percepita ma non c’era, ci hanno detto.
Poi ci hanno detto che c’era, dopo che altre nazioni la fronteggiavano da diversi mesi. Il nostro Paese cresce meno degli altri Paesi euro, salvo Grecia e Portogallo.
Stiamo sbagliando politiche economiche e sociali e siamo incantati da un gruppo di manipolatori.
Mai stato ipnotizzato, io, da quelli.
Altri si.
Altri hanno condiviso i suoi disegni fino a ieri; altri ancora hanno contribuito al suo ritorno al potere.
Grazie signor Fini fino a ieri l’altro; grazie signor Turigliatto.
Stanno spaccando tutto.
Potrebbe anche non essere il mio ideale di società quella che stanno spaccando, sia chiaro.
Spaccano il sindacato, per esempio: non è detto che io sia un fan sfegatato dei sindacati come erano… ma li stanno (li hanno) spaccati.
Hanno spaccato la solidarietà, il consociativismo sociale, il cattolicesimo solidale.
Hanno fatto a pezzi le istituzioni.
Perché ed in cambio di che cosa?
Cosa è meglio di prima?
Chi ha tratto beneficio da tutto questo?
emmevù
p.s.: durante il mese di luglio arriveranno quattro mie proposte, minime, che mi piacerebbe molto fossero commentate e rilanciate ovunque nel web.
27 giugno 2011
"sto per scendere in campo??"
(Continuo a postare quanto iniziato lunedì scorso: non mi aspetto nulla e lo faccio per me, raccogliendo cose scritte mesi fa e lasciate nel cassetto. Lunedì prossimo forse seguito)
Sto per scendere in campo: forse scherzo.
Siamo a febbraio 2011.
Credo sia necessario.
Credo che se succederà A invece che B non sarà lo stesso e che, malgrado nessuno sia santo, tra malviventi e non santi ci siano delle differenze e che sia ora di smetterla di ritenere “tutti sono uguali; tutti rubano alla stessa maniera”.
Ne sono sinceramente e profondamente convinto.
Manca un orizzonte politico ed economico.
No. Mi correggo. Manca l’orizzonte.
Del tutto.
L’asticella della sopportazione è spinta sempre più in là ma la velocità con cui la si spinge è crescente, dannatamente crescente.
Se non ora quando?
Sto per scendere in campo.
Sono di Roma. Nella mia città, quando ero piccolo, a uno che voleva fare il gradasso e si credeva “chi sa chi” gli si diceva, apostrofandolo: “a impunito???”
Io vorrei dire a chi ci governa, male e da troppo, e facendo danni, e impoverendoci facendo finta di fare i nostri interessi: “A IMPUNITO? Falla finita!”.
Basta.
Quando è troppo è troppo.
Non me ne frega niente se raccogli qualche parlamentare a garantire le tue porcate.
Non mi hai mai rappresentato ma non è importante. Quello che è importante è che, oggi, non rappresenti più né la maggioranza degli italiani (cosa che non è mai successa, conti alla mano) ma che non rappresenti più neppure la maggioranza di chi vota.
20 giugno 2011
Sto per scendere in campo? (prologo)
Qualche mese fa avevo scritto, di impulso, una serie di pensieri maggiormente politici rispetto a quanto questo blog, e chi lo cura (ovvero io) sia. Roba scritta a febbraio e siamo a giugno. Ho deciso di pubblicarla a puntate ogni lunedì. Perché? Perché parto da quanto scritto allora, a puntate, e poi si vedrà. Per onestà verso me stesso. Per un senso, magari vago di responsabilità. Quello che ho scritto e che comincio a riportare oggi non è modificabile. Con ciò intendo dire che quello ce leggerete, se vorrete, oggi e nei prossimi due lunedì è chiuso e non modificabile. Magari succederanno cose in questa settimana, magari nelle prossime due, Non mi importa perché questa è solo la mia, piccolissima, testimonianza di appunti che buttavo giù a febbraio, a marzo. Che ci siano state le amministrative e i referendum, o che magari succedano altre cose non cambia quello che scrivevo - per me - qualche mese fa.
“Sto per scendere in campo”.
Mi salvino le virgolette.
Aver votato sempre non è stato come aver sempre pagato il canone Rai (cosa che rivendico) e neppure quella punta di sollievo quando pagavo le tasse e mi dicevo “e vai, vecchio mio! Anche stavolta ce l’hai fatta: bravo!”.
No.
Non basta. Non basta più essere onesti e neppure credere nel senso dello Stato e nel dovere.
Serve altro.
Serve scendere in campo nell’interesse del Paese che vivo e, malgrado tutto, rispetto ed amo.
Il termine “scendere in campo” suona un po’ come presa in giro e perciò lo abbandono.
Nessuno, tra l’altro, richiede il mio impegno: sono troppo vecchio.
Preferisco dire “impegnarsi” oppure “schierarsi” o ancora “non essere neutrale spettatore” rispetto quanto accade.
Perché?
Perché credo che quanto sia accaduto negli ultimi tempi come quanto accadrà nei prossimi tempi non sia a noi indifferente.
(a lunedì prossimo, se vorrete)