marco valenti scrive

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4 agosto 2011

Le quattro idee di cui ho parlato

Ecco le quattro idee, parziali, non esaustive di quanto penso, non risolutive da sole, che ho espresso nel blog (a tratti e in post sporadici) e che hanno smosso gli animi assai meno di quanto avevo immaginato.


Resto convinto che dovrebbero essere ribadite e condivise e le riporto.


Il blog, tranquilli tutti, si occuperà – come ha sempre fatto – di altro.





NESSUN INCARICO POLITICO E DIRIGENZIALE PUBBLICO OLTRE IL SETTANTESIMO ANNO DI ETA’.

(Non serve "rottamare". Questa cosa, logica, basterebbe. Sovente chi vuole innovare alla fine dei conti nomina persone che saranno pure esperte - forse - ma che sono decisamente in là con gli anni)





I FARMACI PAGATI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, QUINDI DA TUTTI NOI CITTADINI, HANNO PREZZI TROPPO CARI E INGIUSTIFICATI: COMPITO DEL GOVERNO PORRE RIMEDIO E FARLI CALARE.

(Sembra una inezia ma, in tutta franchezza, non credo che lo sia)




NESSUN PREGIUDICATO, NESSUN CONDANNATO (ANCHE IN PRIMO GRADO) PUO’ ESSERE CANDIDATO A RUOLI POLITICI ELETTIVI: CHI HA CONDANNE NON PUO’ PRESENTARSI IN QUANTO INELEGGIBILE.

(Sarebbe anche opportuno non candidare chi ha procedimenti in corso ma non vorrei esagerare)





IN CAMPAGNA ELETTORALE AD OGNI LIVELLO, OLTRE AL CANDIDATO PRESIDENTE, SI ESPRIMA IN ANTICIPO LA COMPAGINE DI GOVERNO CHE VERRA’ DESIGNATA, LE COMPETENZE SPECIFICHE PERSONALI DI CIASCUN CANDIDATO A RICOPRIRE CARICHE DI GOVERNO, LE LINEE DI AZIONE CHE VERRANNO PERSEGUITE.

25 luglio 2011

scendere in campo - QUATTRO - la compedenza nella politica, la competenza della politica, la competenza dei politici...

Scendere in campo è uno slogan: ne possiamo fare a meno volentieri dei proclami. Non riesco, invece, a evitare di ragionare. Ascolto tutti, mi informo come credo (ma mi informo), vedo un evidente scollamento tra la gente e la politica. Non sono un politico e non credo davvero che lo sarò mai. Provo a dire alcune semplici cose, molto semplici, nella speranza di avere ascolto.

Un messaggio in bottiglia.

Alcune riflessioni in bottiglia.

Non c’è un ordine prioritario ma sono tutti appelli in cui credo e vorrei credessimo in molti.

Questione di chiarezza più appassionanti di nomi e nomenclature, di formule ed alleanze, di legittimità a rappresentarci.

Nei giorni precedenti si è parlato di (andate e controllate e, se vi ci ritrovate, condividete ad ogni livello):

Uno.
Anagrafe dei politici
Due.
La sanità costa troppo.
Tre.
Pulizia nella politica
.

Eccoci al tema numero quattro, ricordando che sono in ordine sparso e che vogliono essere sollecitazioni, messaggi in bottiglia nel mare...


Quattro.

I nomi, in un mondo veloce e mediatico come quello attuale, sembrano appassionare oltremodo il mondo della politica e del governo e ci si scontra su primarie, nomi, capacità di comunicare un messaggio ai cittadini.

Il complesso del Governo, del Paese, di una Regione, di una città non è semplice ed è fatto di scelte programmatiche chiare e di personalità in grado di portarle avanti nel proprio ruolo di Ministri o di Assessori.

Abbiamo avuto, nel ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione, o dell’Istruzione, o dell’Istruzione e della Ricerca Scientifica, persone più o meno appropriate che hanno fatto azioni normative più o meno valide.

Sapevamo in anticipo chi sarebbe stato Ministro in un dicastero piuttosto che in un altro?

Tema numero quattro: la competenza nella politica.

Risposta che vorrei sentire o, se preferite, proposta che vorrei accolta.

IN CAMPAGNA ELETTORALE AD OGNI LIVELLO, OLTRE AL CANDIDATO PRESIDENTE, SI ESPRIMA IN ANTICIPO LA COMPAGINE DI GOVERNO CHE VERRA’ DESIGNATA, LE COMPETENZE SPECIFICHE PERSONALI DI CIASCUN CANDIDATO A RICOPRIRE CARICHE DI GOVERNO, LE LINEE DI AZIONE CHE VERRANNO PERSEGUITE.

Vorrei facesse parte del programma politico vincolante di chi voterò.
Ecco.
Avrei un sacco di altre cose da dire ma, forse, mi fermo qui. Ho detto, nel mese di luglio, cose in cui credo, semplici, che credo debbano essere condivise dal maggior numero di persone possibile per fare qualche piccolo passo avanti nella direzione di diventare un Paese civile.

Magari, mi illudo, lo possiamo essere.
Chiedo condivisione se condividete.
ringrazio - mi taccio - attendo - rimando.
magari è tempo di vacanza, o di vacanze...



21 luglio 2011

scendere in campo - TRE - questione morale

(Scendere in campo è uno slogan: ne possiamo fare a meno volentieri dei proclami. Non riesco, invece, a evitare di ragionare. Ascolto tutti, mi informo come credo (ma mi informo), vedo un evidente scollamento tra la gente e la politica. Non sono un politico e non credo davvero che lo sarò mai. Provo a dire alcune semplici cose, molto semplici, nella speranza di avere ascolto.


Un messaggio in bottiglia.


Alcune riflessioni in bottiglia.


Non c’è un ordine prioritario ma sono tutti appelli in cui credo e vorrei credessimo in molti.


Questione di chiarezza più appassionanti di nomi e nomenclature, di formule ed alleanze, di legittimità a rappresentarci.)





POST PRECEDENTI CHE TROVATE IN QUESTO BLOG



Uno.

NESSUN INCARICO POLITICO E DIRIGENZIALE PUBBLICO OLTRE IL SETTANTESIMO ANNO DI ETA’.





Due.


I FARMACI PAGATI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, QUINDI DA TUTTI NOI CITTADINI, HANNO PREZZI TROPPO CARI E INGIUSTIFICATI: COMPITO DEL GOVERNO PORRE RIMEDIO E FARLI CALARE.
ed eccoci al tema del giorno.


Tre.


Si parla di questione morale nella politica italiana. Qualcuno dice che se eletto legittimamente, ovvero prescelto, è intangibile e legittimato a governare.


Se devi entrare nei carabinieri guardano la tua fedina penale e quella dei tuoi parenti, non ricordo fino a quale grado, e solo se immacolato sei legittimato a diventare un carabiniere.


Nessuno ha mai trovato nulla da ridire al riguardo.


Tema numero tre: la pulizia nella politica.


Risposta che vorrei sentire o, se preferite, proposta che vorrei accolta.


NESSUN PREGIUDICATO, NESSUN CONDANNATO (ANCHE IN PRIMO GRADO) PER REATI PENALI PUO’ ESSERE CANDIDATO A RUOLI POLITICI ELETTIVI: CHI HA CONDANNE NON PUO’ PRESENTARSI IN QUANTO INELEGIBILE.


Vorrei facesse parte del programma politico vincolante di chi voterò.

Condivida, in ogni modo, chi la pensa come me.

Grazie


18 luglio 2011

scendere in campo - i costi della sanità

Scendere in campo è uno slogan: ne possiamo fare a meno volentieri dei proclami. Non riesco, invece, a evitare di ragionare. Ascolto tutti, mi informo come credo (ma mi informo), vedo un evidente scollamento tra la gente e la politica. Non sono un politico e non credo davvero che lo sarò mai. Provo a dire alcune semplici cose, molto semplici, nella speranza di avere ascolto.

Un messaggio in bottiglia.

Alcune riflessioni in bottiglia.

Non c’è un ordine prioritario ma sono tutti appelli in cui credo e vorrei credessimo in molti.

Questione di chiarezza più appassionanti di nomi e nomenclature, di formule ed alleanze, di legittimità a rappresentarci.

Tema numero uno.
Anagrafe dei politici
Due.

La sanità costa troppo. I conti non tornano. Il deficit è insostenibile.

Quanto lo stiamo sentendo e da quanto tempo?

Fermo restando che io credo che la sanità sia un SERVIZIO e non una AZIENDA il tema dei costi è importante.

Tema numero due; i costi della sanità.

Le cause sono molte. Moltissime. Vorrei, personalmente, fossero pagati dieci euro forfettariamente, per ogni “codice bianco” in pronto soccorso… ma questo potrebbe sembrare un artifizio populista (o anti populista?).

Ecco una riflessione, allora, semplice e difficilmente avversabile.

Risposta che vorrei sentire o, se preferite, proposta che vorrei accolta.

Farmaci della stessa Azienda farmaceutica hanno costi infinitamente diversi nei vari Paesi europei; hanno costi diversi anche in diverse Regioni italiane; differenti anche in una stessa Regione tra una A.s.l. e un’altra.


Avviare una riflessione trasparente, dallo STATO, a cura di una Autorità, sul costo dei farmaci per arrivare rapidamente ad un forte riallineamento al ribasso.

I FARMACI PAGATI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, QUINDI DA TUTTI NOI CITTADINI, HANNO PREZZI TROPPO CARI E INGIUSTIFICATI: COMPITO DEL GOVERNO PORRE RIMEDIO E FARLI CALARE.

Vorrei facesse parte del programma politico vincolante di che voterò.
Condivida in ogni modo chi concorda con me.
Grazie.



11 luglio 2011

"sto per scender in campo" - UNO - anagrafe dei politici

Scendere in campo è uno slogan: ne possiamo fare a meno volentieri dei proclami. Non riesco, invece, a evitare di ragionare. Ascolto tutti, mi informo come credo (ma mi informo), vedo un evidente scollamento tra la gente e la politica. Non sono un politico e non credo davvero che lo sarò mai. Provo a dire alcune semplici cose, molto semplici, nella speranza di avere ascolto.

Un messaggio in bottiglia.

Alcune riflessioni in bottiglia.

Non c’è un ordine prioritario ma sono tutti appelli in cui credo e vorrei credessimo in molti.

Questione di chiarezza più appassionanti di nomi e nomenclature, di formule ed alleanze, di legittimità a rappresentarci.

Questo da oggi e per le prossime settimane. Provo a scrivere in modo slegato dalla attualità. Sono convinto che l'attualità non mi smentirà. Ciò che leggete qui ora è stato scritto diversi giorni fa. Lo dico per chiarezza.
Chiedo sia condiviso da tutti quelli che ritengono io dica una cosa condivisibile.
Lo chiedo senza alcuno steccato ideologico; lo chiedo convinto che questa sia la politica dal basso; lo chiedo qui ed ora perché non vedo perchè non debba essere condiviso fino alla nausea un messaggio chiaro, semplice e di buon senso, che auspica andare oltre qualsiasi logica di tifo politico.
Leggete e, se siete daccordo, condividete a macchia d'olio.
Vediamo che succede.


Uno.

Qualcuno dice che la politica è vecchia e non riesce a proporre persone nuove. Qualcun altro dice che servirebbe una norma che imponesse massimo due legislature a qualsiasi parlamentare.

Tema numero uno.

Anagrafe dei politici.

Risposta che vorrei sentire o, se preferite, proposta che vorrei accolta.

Nessun incarico elettivo può avere termine oltre il settantesimo anno di età.

Se alla fine di una legislatura per cui si stanno indicendo elezioni avresti già compiuto settanta anni non puoi proprio candidarti.

Non puoi essere sindaco, assessore, parlamentare, ministro, presidente di nulla e neppure senatore a vita (a meno che non tu non sia precedentemente stato Presidente della Repubblica): a settanta anni devi andare in pensione.

Non puoi avere alcun mandato se alla scadenza naturale del medesimo avresti compiuto settanta anni.

Vi pare difficile? Irragionevole? Rivoluzionario? Discriminatorio?

A me pare logico e mi aspetto che venga condiviso in ogni sede fino che qualcuno faccia propria questa semplicissima norma.

Non serve rottamare e non occorre esagerare con il nuovo che avanza: basta applicare alla politica ad ogni livello le norme sul lavoro.

NESSUN INCARICO POLITICO E DIRIGENZIALE PUBBLICO OLTRE IL SETTANTESIMO ANNO DI ETA’.

Vorrei facesse parte del programma politico vincolante di chi voterò.
Se siete con me copiate, incollate, diffondete.
Se non ora quando?

4 luglio 2011

"sto per scendere in campo" - prosegue indefesso

Anche in questo lunedì mattina continuo a raccontare cose che ho scritto qualche mese fa e che non vedo perché non raccontare. Sto per scendere in campo è una provocazione e un invito generale a pensare e a non essere per forza equidistante. Sono cose scritte mesi fa che sto riportando a puntate.
Presto cose più fresche (non legate alla attualità) e propositive.


Sto per scendere in campo.

In più mi sono rotto le scatole delle barzellette (non di lui ma su di lui) perché sono barzellette che feriscono il mio essere comunque italiano.

Io non mi sento italiano ma, per fortuna o purtroppo lo sono.

Vorrei essere italiano senza vergognarmene.

La maggioranza degli italiani non la pensa come me; una parte condivide le mie idee e il mio schifo, un’altra invece non partecipa alla politica.

Alcuni, meno di quelli che la pensano come me, credono che abbia ragione quello che ci sta mal governando.

Serve scendere in campo?

Non lo so.

So che tacere e far finta di essere sani non giova proprio a nessuno.

Sto per scendere in campo (meglio: dovremmo tutti essere a bordo campo e poi invadere) per difendere tutti quelli che sono stati presi in giro e che oggi stanno peggio di prima. Perché si levino il prosciutto dagli occhi.

Prima la crisi era solo percepita ma non c’era, ci hanno detto.

Poi ci hanno detto che c’era, dopo che altre nazioni la fronteggiavano da diversi mesi. Il nostro Paese cresce meno degli altri Paesi euro, salvo Grecia e Portogallo.

Stiamo sbagliando politiche economiche e sociali e siamo incantati da un gruppo di manipolatori.

Mai stato ipnotizzato, io, da quelli.

Altri si.

Altri hanno condiviso i suoi disegni fino a ieri; altri ancora hanno contribuito al suo ritorno al potere.

Grazie signor Fini fino a ieri l’altro; grazie signor Turigliatto.

Stanno spaccando tutto.

Potrebbe anche non essere il mio ideale di società quella che stanno spaccando, sia chiaro.

Spaccano il sindacato, per esempio: non è detto che io sia un fan sfegatato dei sindacati come erano… ma li stanno (li hanno) spaccati.

Hanno spaccato la solidarietà, il consociativismo sociale, il cattolicesimo solidale.

Hanno fatto a pezzi le istituzioni.

Perché ed in cambio di che cosa?

Cosa è meglio di prima?

Chi ha tratto beneficio da tutto questo?

emmevù



p.s.: durante il mese di luglio arriveranno quattro mie proposte, minime, che mi piacerebbe molto fossero commentate e rilanciate ovunque nel web.

27 giugno 2011

"sto per scendere in campo??"

(Continuo a postare quanto iniziato lunedì scorso: non mi aspetto nulla e lo faccio per me, raccogliendo cose scritte mesi fa e lasciate nel cassetto. Lunedì prossimo forse seguito)

Sto per scendere in campo: forse scherzo.

Siamo a febbraio 2011.

Credo sia necessario.

Credo che se succederà A invece che B non sarà lo stesso e che, malgrado nessuno sia santo, tra malviventi e non santi ci siano delle differenze e che sia ora di smetterla di ritenere “tutti sono uguali; tutti rubano alla stessa maniera”.

Ne sono sinceramente e profondamente convinto.

Manca un orizzonte politico ed economico.

No. Mi correggo. Manca l’orizzonte.

Del tutto.

L’asticella della sopportazione è spinta sempre più in là ma la velocità con cui la si spinge è crescente, dannatamente crescente.

Se non ora quando?

Sto per scendere in campo.

Sono di Roma. Nella mia città, quando ero piccolo, a uno che voleva fare il gradasso e si credeva “chi sa chi” gli si diceva, apostrofandolo: “a impunito???”

Io vorrei dire a chi ci governa, male e da troppo, e facendo danni, e impoverendoci facendo finta di fare i nostri interessi: “A IMPUNITO? Falla finita!”.

Basta.

Quando è troppo è troppo.

Non me ne frega niente se raccogli qualche parlamentare a garantire le tue porcate.

Non mi hai mai rappresentato ma non è importante. Quello che è importante è che, oggi, non rappresenti più né la maggioranza degli italiani (cosa che non è mai successa, conti alla mano) ma che non rappresenti più neppure la maggioranza di chi vota.

20 giugno 2011

Sto per scendere in campo? (prologo)

Qualche mese fa avevo scritto, di impulso, una serie di pensieri maggiormente politici rispetto a quanto questo blog, e chi lo cura (ovvero io) sia. Roba scritta a febbraio e siamo a giugno. Ho deciso di pubblicarla a puntate ogni lunedì. Perché? Perché parto da quanto scritto allora, a puntate, e poi si vedrà. Per onestà verso me stesso. Per un senso, magari vago di responsabilità. Quello che ho scritto e che comincio a riportare oggi non è modificabile. Con ciò intendo dire che quello ce leggerete, se vorrete, oggi e nei prossimi due lunedì è chiuso e non modificabile. Magari succederanno cose in questa settimana, magari nelle prossime due, Non mi importa perché questa è solo la mia, piccolissima, testimonianza di appunti che buttavo giù a febbraio, a marzo. Che ci siano state le amministrative e i referendum, o che magari succedano altre cose non cambia quello che scrivevo - per me - qualche mese fa.



“Sto per scendere in campo”.

Mi salvino le virgolette.

Aver votato sempre non è stato come aver sempre pagato il canone Rai (cosa che rivendico) e neppure quella punta di sollievo quando pagavo le tasse e mi dicevo “e vai, vecchio mio! Anche stavolta ce l’hai fatta: bravo!”.

No.

Non basta. Non basta più essere onesti e neppure credere nel senso dello Stato e nel dovere.

Serve altro.

Serve scendere in campo nell’interesse del Paese che vivo e, malgrado tutto, rispetto ed amo.

Il termine “scendere in campo” suona un po’ come presa in giro e perciò lo abbandono.

Nessuno, tra l’altro, richiede il mio impegno: sono troppo vecchio.

Preferisco dire “impegnarsi” oppure “schierarsi” o ancora “non essere neutrale spettatore” rispetto quanto accade.

Perché?

Perché credo che quanto sia accaduto negli ultimi tempi come quanto accadrà nei prossimi tempi non sia a noi indifferente.





(a lunedì prossimo, se vorrete)