marco valenti scrive

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4 agosto 2011

Le quattro idee di cui ho parlato

Ecco le quattro idee, parziali, non esaustive di quanto penso, non risolutive da sole, che ho espresso nel blog (a tratti e in post sporadici) e che hanno smosso gli animi assai meno di quanto avevo immaginato.


Resto convinto che dovrebbero essere ribadite e condivise e le riporto.


Il blog, tranquilli tutti, si occuperà – come ha sempre fatto – di altro.





NESSUN INCARICO POLITICO E DIRIGENZIALE PUBBLICO OLTRE IL SETTANTESIMO ANNO DI ETA’.

(Non serve "rottamare". Questa cosa, logica, basterebbe. Sovente chi vuole innovare alla fine dei conti nomina persone che saranno pure esperte - forse - ma che sono decisamente in là con gli anni)





I FARMACI PAGATI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, QUINDI DA TUTTI NOI CITTADINI, HANNO PREZZI TROPPO CARI E INGIUSTIFICATI: COMPITO DEL GOVERNO PORRE RIMEDIO E FARLI CALARE.

(Sembra una inezia ma, in tutta franchezza, non credo che lo sia)




NESSUN PREGIUDICATO, NESSUN CONDANNATO (ANCHE IN PRIMO GRADO) PUO’ ESSERE CANDIDATO A RUOLI POLITICI ELETTIVI: CHI HA CONDANNE NON PUO’ PRESENTARSI IN QUANTO INELEGGIBILE.

(Sarebbe anche opportuno non candidare chi ha procedimenti in corso ma non vorrei esagerare)





IN CAMPAGNA ELETTORALE AD OGNI LIVELLO, OLTRE AL CANDIDATO PRESIDENTE, SI ESPRIMA IN ANTICIPO LA COMPAGINE DI GOVERNO CHE VERRA’ DESIGNATA, LE COMPETENZE SPECIFICHE PERSONALI DI CIASCUN CANDIDATO A RICOPRIRE CARICHE DI GOVERNO, LE LINEE DI AZIONE CHE VERRANNO PERSEGUITE.

18 luglio 2011

scendere in campo - i costi della sanità

Scendere in campo è uno slogan: ne possiamo fare a meno volentieri dei proclami. Non riesco, invece, a evitare di ragionare. Ascolto tutti, mi informo come credo (ma mi informo), vedo un evidente scollamento tra la gente e la politica. Non sono un politico e non credo davvero che lo sarò mai. Provo a dire alcune semplici cose, molto semplici, nella speranza di avere ascolto.

Un messaggio in bottiglia.

Alcune riflessioni in bottiglia.

Non c’è un ordine prioritario ma sono tutti appelli in cui credo e vorrei credessimo in molti.

Questione di chiarezza più appassionanti di nomi e nomenclature, di formule ed alleanze, di legittimità a rappresentarci.

Tema numero uno.
Anagrafe dei politici
Due.

La sanità costa troppo. I conti non tornano. Il deficit è insostenibile.

Quanto lo stiamo sentendo e da quanto tempo?

Fermo restando che io credo che la sanità sia un SERVIZIO e non una AZIENDA il tema dei costi è importante.

Tema numero due; i costi della sanità.

Le cause sono molte. Moltissime. Vorrei, personalmente, fossero pagati dieci euro forfettariamente, per ogni “codice bianco” in pronto soccorso… ma questo potrebbe sembrare un artifizio populista (o anti populista?).

Ecco una riflessione, allora, semplice e difficilmente avversabile.

Risposta che vorrei sentire o, se preferite, proposta che vorrei accolta.

Farmaci della stessa Azienda farmaceutica hanno costi infinitamente diversi nei vari Paesi europei; hanno costi diversi anche in diverse Regioni italiane; differenti anche in una stessa Regione tra una A.s.l. e un’altra.


Avviare una riflessione trasparente, dallo STATO, a cura di una Autorità, sul costo dei farmaci per arrivare rapidamente ad un forte riallineamento al ribasso.

I FARMACI PAGATI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, QUINDI DA TUTTI NOI CITTADINI, HANNO PREZZI TROPPO CARI E INGIUSTIFICATI: COMPITO DEL GOVERNO PORRE RIMEDIO E FARLI CALARE.

Vorrei facesse parte del programma politico vincolante di che voterò.
Condivida in ogni modo chi concorda con me.
Grazie.