marco valenti scrive

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7 febbraio 2013

Spuma di peperoni gialli




A dicembre 2012 avevamo preparato una cena adatta a confrontare  i vini Ribolla Gialla friulana e Rebola romagnola.



Dopo averne parlato in un post avevo promesso di dare alcune ricette del menu.
Facendo clic su alcune portate del menu proposto si aprono in una nuova finestra le ricette relative.


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Crostini gialli alla crema di peperoni
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Conchiglie tiepide di mare

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Torta salata di pomodorini gratinati
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Dolciumi natalizi




Ora è il turno dei crostini alla crema di peperoni, per i quali occorre preparare la Spuma di peperoni gialli.



Ingredienti
2 peperoni gialli
una cipolla
prezzemolo
20 grammi di burro
150 grammi di Mascarpone
100 grammi di ricotta
Sale.


Lavare i peperoni privandoli dei semi e dei filamenti bianchi interni, tagliarli a dadini.
Sbucciare e tritare la cipolla
Pulire lavare asciugare il prezzemolo.
Scaldare il burro in un tegame, fare appassire cipolla  e peperoni e farli appassire senza dorare, a fuco lento per qualche minuto
Passate i peperoni al setaccio (io li ho passati con il minipimer), e in una terrina aggiungere la ricotta, il mascarpone, il  prezzemolo.

Servire con fette di pane leggermente tostato.
Al momento sono senza Rebola e senza Ribolla gialla e mentre scrivo questa ricetta e ricordo il piacere della cena penso che devo assolutamente provvedere.

20 gennaio 2013

Insalata di aringhe e mele




Dopo la cena imbandita per i vini Ribolla Gialla friulana e Rebola romagnola e averne parlato in un post ho promesso di dare le ricette.



Quindi, dopo gli spaghetti al nero e la vellutata di piselli e gamberi, ecco l’insalata di aringhe con le mele.

Ingredienti
400 grammi di aringa affumicata
Mezzo litro di latte
2 mele verdi Granny Smith
1 cespo di lattuga
1 sedano rapa
Succo di limone
2 cucchiai di panna ( o formaggio cremoso)
1 cucchiaio di senape
1 pizzico di paprika

Mettere e bagno l’aringa con il latte per almeno 12 ore; sgocciolare, asciugare, tagliare a pezzetti.
Sbucciare le mele e passarle con il limone perché non anneriscano; tagliarle  a listarelle così come il sedano rapa.

Preparare una salsina emulsionando panna, paprika senape  (se volete potete mettere anche della cipolla).
Lavare e  asciugare l’insalata, condirla con la salsa, metterla in una terrina e adagiare l’insalata di aringa al momento di andare in tavola.

Ottima e semplice.


Felice abbinamento con i vini bianchi  della cena.







4 gennaio 2013

la vellutata di piselli con i gamberi




Come promesso nel post sulla cena per la Rebola e la Ribolla comincio a farvi vedere i piatti serviti e a raccontare la loro preparazione.
Per quel che riguarda i piselli abbiamo vigliaccamente usato un prodotto surgelato: per quanto riguarda i gamberi anche. Il risultato posso assicurarvi è stato più che soddisfacente.

Ingredienti:
mezzo chilo di piselli, 1 cuore di lattuga, un paio di patate,1 piccolo porro,1 litro di brodo vegetale,50 gr di burro, sale e pepe bianco.

300 gr di gamberi surgelati.
Pane per i crostini.

Abbiamo fatto appassire il porro affettato nel burro e poi abbiamo unito la patata sbucciata e tagliata a tocchetti e la lattuga, spezzettata grossolanamente. Subito dopo i piselli. Aggiustato di sale e pepe, si è fatto insaporire per qualche minuto, e quindi unito man mano il brodo caldo. Il tutto a fuoco basso per una mezzora ed era pronta. 
Nel frattempo abbiamo lessato i gamberi, rapidamente: poi li abbiamo sgusciati, qualcuno è stato unito alla zuppa e gli altri sono stati saltati in padella un istante sfumando con del vino bianco.
La zuppa di piselli è stata frullata ottenendo la vellutata che è stata servita come in foto con i gamberi e con i crostini di pane.
Sia la rebola che la ribolla gialla ci stavano che era un piacere.


2 gennaio 2013

Rebola e Ribolla Gialla




Mi ostino a parlare dei vini che bevo e delle cose che cucino avvertendo sempre che guido cibi e bevande senza patente di guida.
Ho incontrato questi due vini bianchi da poco tempo e per strade fortunate ma casuali.




La Rebola perché da qualche anno ho la gioia di frequentare la costa romagnola e le straordinarie colline che la guardano dal Montefeltro con la compagnia di persone che mi hanno viziato di amore e colori, di odori e sapori.
La Ribolla Gialla perché, amando altri vini friulani – in primis il Merlot – me ne servo da un paio di anni nella stessa piccola enoteca vicino casa, a Roma, godendo di una offerta in stile tre per due dei vini della Cantina di Codroipo; nascosta nello stesso scaffale tra Pinot, Sauvignon e Friulano, la Ribolla mi è capitata per le mani.
Mi sono fatto persuaso che i due vini abbiano caratteristiche comuni fino al punto da organizzare una cena con pochi selezionati amici tutta attorno a questi due bianchi.




I tre vini stappati, 2011, sono stati:


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Su cosa mangiare, con Delia, ci abbiamo pensato un po’ cercando di immaginare pietanze che potessero esaltare, più o meno, tutti e tre i vini ricordando accostamenti felici e immaginando ricette.
Ecco il menu. Conto di darvi qualche ricetta in prossimi post dedicati. (Degli spaghetti al nero ho già detto più volte).

Insalata di Aringa e mela
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Crostini gialli alla crema di peperoni
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Conchiglie tiepide di mare
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Vellutata piselli e gamberi
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Spaghetti al nero di seppia
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Torta salata di pomodorini gratinati
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Dolciumi natalizi

L’esperimento è parzialmente riuscito; la Rebola Franco Galli ha certamente qualcosa in comune con la Ribolla gialla, nel colore e nella persistenza; un po’ meno nel sapore.
Un po’ come due che arrivano allo stesso posto per strade diverse.
Unica Delle Selve l’abbiamo trovata un po’ differente sia dalla Ribolla Gialla che dall’altra Rebola sia per colore che, soprattutto, per sapore.
Nella metafora podistica si potrebbe dire che ha un passo più deciso.
Degli ottimi vini troverete migliori informazioni nei link; la serata è totalmente riuscita.

Lascio due pezzetti presi nella rete che parlano di Rebola e di Ribolla alimentando la mia convinzione cialtrona di parentela.

Mi sa che qualche tavolata attorno a un vino (o, perché no, a un paio di vini) dovrebbe diventare consuetudine.

Brindo ai veri amici.


REBOLA L'origine antica di questo vitigno è poco nota. Nei vecchi bollettini ampelografici del 1876 ed in successive note viticole degli anni '20, si parla di una varietà di uva denominata Ribolla, coltivata nel circondario di Rimini e chiamata in dialetto «Pignulèt». 


Il Pignoletto infatti, con il nome di Ribolla o Rebola, è coltivato da tempo nel Riminese dove viene tenuto in molta considerazione per gli ottimi vini che può dare. 

Era usato, nel passato, anche per ottenere ottimi vini passiti, come risulta da importanti concorsi enologici di fine '800. 

E' diffusamente coltivato anche nella provincia bolognese. Recentemente è stata riscontrata la sua identità con il Grechetto di Todi, umbro. 
Probabilmente potrebbe appartenere alla vasta schiera di vitigni molto diversi fra loro, denominati Greci, giunti via mare sulle località costiere con gli antichi navigatori. 
Varietà molto interessante, rustica, di media produttività. Se ne ottiene un vino di buona gradazione alcolica, fruttato e vellutato, molto gradevole. 
Costituisce il vino Colli di Rimini Rebola nelle tipologie secco, amabile, dolce e passito.

Un vino molto particolare, originale, prodotto con l'utilizzo di un vitigno autoctono non molto diffuso neanche nella zona. Si presenta all'esame visivo con un colore giallo paglierino ricco di brillanti riflessi dorati, mentre all'esame olfattivo si affida a note piacevoli e suadenti, a percezioni aromatiche dolci, che spaziano da quelle floreali di acacia, ginestra e camomilla e quelle di frutta a pasta gialla matura, proponendosi con un finale fresco, leggermente vegetale e minerale. In bocca ha un'entratura ampia, armonica, sorretta da una splendida acidità che contribuisce a dare equilibrio al vino e a renderlo piacevole alla beva.




RIBOLLA (Friuli) Antico vitigno autoctono friulano a frutto bianco, recentemente rivalutato ed inserito nell'ambito della Doc Colli Orientali del Friuli. Produce un vino dal sapore asciutto, vinoso, fresco ed armonico. I vini ottenuti con questo vitigno sono il Colli Orientali del Friuli ed il Collio Goriziano.


La Ribolla Gialla è una delle viti indigene più vecchie del Friuli, dove prospera sulle colline ventilate delle zone del Collio Goriziano e dei Colli Orientali. Quasi certamente è l'antica Rebula dell'isola greca di Cefalonia, che i Veneziani diffusero in Dalmazia. Nel XII secolo, quando il Friuli era un importante fornitore di vini della Repubblica di Venezia, questa varietà godeva già di una grossa popolarità sotto il nome di Rabiola del Collio. I filtrati dolci di Ribolla erano quotatissimi agli inizi del secolo nell'Impero Austro-Ungarico. Dopo alterne vicende, il vitigno, vigoroso, tardivo a germogliare, precoce nella maturazione, resiste oggi nelle posizioni più soleggiate, asciutte della collina orientale del Friuli, dando un prodotto superiore e apprezzato ovunque. La sua importanza declinò radicalmente nel XIX secolo quando l'oidio infettò vaste fasce di vigne. Tradizionalmente la Ribolla Gialla veniva usata per produrre il Torbolino, vino curioso essenzialmente dolce, con fermentazione ferma, che veniva servito in autunno per il Giorno dei Morti.

Con la ribolla gialla si ottiene un vino dal colore giallo paglierino tendente al dorato, con profumo intenso, floreale e fruttato. Al gusto esprime buon equilibrio tra freschezza e morbidezza, con una struttura delicata e piacevole persistenza gusto-olfattiva.











22 giugno 2012

Estate che arriva: mezzemaniche fredde di crostacei e zafferano (e vino Rebola)


Pranzo (quasi) improvvisato con amici fidati e voglia di contenere meglio possibile l’estate calda e improvvisa, con un violento aumento di temperatura e nuove zanzare che si dimostrano indifferenti agli ultimi ritrovati tecnologici messi in campo.
Debbo tornarci su ma, intanto, sembrano aver pareggiato i conti: fino al giorno prima stavo vincendo ma poi è arrivato il caldo vero e, evidentemente, si sono montate la testa.

La spesa mi rimanda code di mazzancolle, gamberoni doc, e voglia di pasta fredda o, per dirla meglio, a temperatura ambiente.
Sbollento le mazzancolle per poi sbucciarle e buttarle nella zuppiera insieme ai piselli lessati; stempero lo zafferano con latte e una noce di formaggio spalmabile e aggiungo a mescolare.
I gamberoni li salto in padella con un po’ di vino bianco (di cui dirò più avanti).
Li metto da parte per aggiungerli nei singoli piatti ma l’intingolo va nella zuppiera comune a insaporire e amalgamare.
Un filo d’olio buono e una spruzzata di pepe bianco sulle mezze maniche rigate scolate al dente e raffreddate sotto l’acqua corrente e il piatto era pronto come da foto.


Una  buonissima mozzarella di bufala, pomodori (col sapore) e basilico profumato a seguire.
Poi frutta fresca e gelato artigianale.
Un bel  pranzo domenicale di chiacchiere svariate, ma mai banali o scontate, condite di affetto e prossimità e innaffiate con un vino bianco, fermo, scoperto di recente ma molto amato: la Rebola romagnola.


Tredici gradi e mezzo, sentori (un po' vaghi per un ignorante come me) di frutta e un corpo adeguato ad un vino che si possa dir tale, colore paglierino e sapore armonico e morbido.


Un gran vino di una gran terra.


Del vino vi lascio il collegamento alla casa che lo produce, Torre del Poggio a San Giovanni in Marignano (RN).