marco valenti scrive

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25 maggio 2020

prima che il mondo venisse creato





Se faccio le ciglia scure e gli occhi più luminosi e le labbra più rosse,
o chiedo se tutto sia a posto a uno specchio dopo l'altro,
non mostro nessuna vanità: 


sto cercando la faccia che avevo 
prima che il mondo venisse creato.

Che succede se poso lo sguardo 

su un uomo, 
fosse pure il mio amato,
e il mio sangue intanto resta freddo 

ed il mio cuore immoto?

Perché dovrebbe pensare che son crudele oppure che è stato tradito?


Vorrei fargli amare quel che era prima che il mondo venisse creato.

BEFORE THE WORLD WAS MADE.

Una poesia di  Yeats;
una canzone di Van Morrison;
la musica ha senso. Modernità. 
Poesia. Amore. 
Tolleranza. 
Musica.

Ascoltiamo e proviamo a imparare.

Grazie



If I paint the lashes dark


And the eyes more bright

And your lips more scarlet

Ask if it'll all be right
And it's mirror after mirror
No vanities displayed
You're just looking for the face you had
Before the world was made

And if I look upon you now
As though I have my view
With the earth beneath your feet
And heaven up above
Would you think me cruel
After everything's been said
You're only looking for the face you had
Before the world was made
And if I paint the lashes dark
And your eyes more bright
And your lips more scarlet
Ask if it'll all be right
And it's mirror after mirror
No vanities displayed
I'm just looking for the face you had
Before the world was made
Your original face
Before time and space
Your original face
Before time and space
Your original, original face
Before the world was made



If I make the lashes dark 


And the eyes more bright 

And the lips more scarlet, 

Or ask if all be right 

From mirror after mirror, 
No vanity's displayed: 
I'm looking for the face I had 
Before the world was made. 

What if I look upon a man 
As though on my beloved, 
And my blood be cold the while 
And my heart unmoved? 
Why should he think me cruel 
Or that he is betrayed? 
I'd have him love the thing that was 
Before the world was made. 

William Butler Yeats (1865 - 1939)
Sir John Ivan ("Van") Morrison (1945)


26 ottobre 2015

Trilussa



« Io che conosco bene l'idee tue



so' certo che quer pollo che te magni,



se vengo giù, sarà diviso in due:



mezzo a te, mezzo a me...Semo compagni



No, no - rispose er Gatto senza core -



io non divido gnente co' nessuno:



fo er socialista quanno sto a diggiuno,



ma quanno magno so' conservatore »




Il 26 ottobre (come oggi) nel 1871, a Roma, nasceva Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Salustri – cognome anagrammato – e mi piace ricordarlo con il pezzo dalla poesia “Er compagno scompagno” ma, va da sé, ce ne sarebbero a decine.



Fatevi un giro su Wiki, o su internet, o riprendete in mano un suo libro.



http://it.wikipedia.org/wiki/Trilussa

.

3 maggio 2011

libertà

Vorremmo tutti far parte di qualcosa.

Quelle cose di cui vale la pena far parte e che ti fanno da casa, da luogo da difendere, da ideale per cui spendersi e, magari (o anche no) morire.

Vorrei far parte di un intero, o di un club, o di una massoneria di fratelli.

Della mafia no perché un po’ mi schifo e un po’ ho paura.

Una cosa in cui credere, forse una Patria che c’era e che ci hanno tolto.

(Rendetecela).

Oppure una identità.

Ragionando sul termine identità si arriva a uguaglianza.

Magari una parola troppo grossa.

Meglio dire pari opportunità.

Più moderno e adeguato.

Vorrei un luogo, non fisico necessariamente, in cui esercitare la mia libertà.

Appartenendovi.

Lo dico perché ad ella, la libertà intesa come libertà, mi ostino ad appartenere.

Questo è.


11 marzo 2010

Marzo


Come ho detto è il mese della poesia, ed è marzo. Oggi libero una poesia. Si chiama Marzo (ci sta tutta), per l'appunto ed è di Salvatore Di Giacomo. Liberiamo poesie!

MARZO

Marzo: nu poco chiove

e n’ato ppoco stracqua

torna a chiovere, schiove,

ride ‘o sole cu ll’acqua.

Mo nu cielo celeste,

mo n’aria cupa e nera,

mo d’’o vierno ‘e tempesta,

mo n’aria ‘e Primmavera.

N’ auciello freddigliuso

aspetta ch’esce ‘o sole,

ncopp’’o tturreno nfuso

suspireno ‘e vviole.

Catarì!…Che buo’ cchiù?

Ntiénneme, core mio!

Marzo, tu ‘o ssaie, si’ tu,

(Salvatore Di Giacomo)


9 marzo 2010

Verso la primavera e la poesia


In Francia quest’anno siamo alla dodicesima edizione de “la primavera dei poeti”.
L’anno scorso questo blog aveva aderito alla iniziativa “il gran giorno da una poesia all’altra”.



http://lecosesonocomesono-mv.blogspot.com/2009/03/martedi-10-marzo-gran-giorno-da-una_08.html


Non ho trovato una iniziativa analoga (non sono sicuro di aver cercato in modo approfondito), ma ogni anno, il 21 marzo, viene celebrata, in Italia e in tutti gli Stati membri dell'Unesco, la giornata mondiale della poesia .
Per stimolare e promuovere la divulgazione dell'espressione poetica, l'Unesco ha dichiarato il primo giorno di primavera Giornata Mondiale della Poesia.
Sarebbe comunque bello che ciascuno di noi liberasse una poesia quel giorno: iniziamo a pensarci.
Una mail, un foglio scritto a mano, un segno nel blog o su facebook: ognuno può trovare il proprio modo.
Lo facciamo?

8 marzo 2010

Confessioni di un teppista




“Non tutti son capaci di cantare


E non a tutti è dato di cadere


come una mela, verso i piedi altrui.


È questa la più grande confessione


che mai teppista possa confidarvi.”.



Confessioni di un malandrino è una canzone del 1975 scritta e cantata da Angelo Branduardi, contenuta nel suo secondo album La luna. Il testo è frutto di una traduzione e adattamento dello stesso Branduardi di una poesia del 1920 del poeta russo Sergej Esenin, intitolata Confessioni di un teppista. Non è una traduzione letterale ma, in diversi passi, una interpretazione.
Collegandosi a questo link potete confrontare i due testi:
http://www.branduardi.info/esenin/branduardi-esenin.htm
Esenin fu un grande poeta, maledetto da un vita dissoluta e dalla dipendenza dall’alcol: merita di essere approfondito.
Chi ne avesse voglia potrebbe iniziare da questo link a Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sergej_Aleksandrovi%C4%8D_Esenin
Sono, in ogni caso, una bella poesia ed una gran bella canzone ed il pezzo richiede una voce che sappia interpretare ed una mano felice nell’arpeggio.
Ascoltate la canzone se non la conoscete o riascoltatela.
Le immagini del video sono tratte dal colossal "Esenin" girato nel 2005 per la TV russa ma lascio, comunque, il link a una versione live, più essenziale, solo voce e chitarra.
http://www.youtube.com/watch?v=A-QgSm1Ti5A







(il video è stato ideato e messo su Youtube da "mikimeta" - http://www.youtube.com/user/mikimeta)