le cose ci sono, sono lì a rispondere ai nostri sguardi più o meno sicuri, alle domande che non facciamo e nemmeno sappiamo, a salvarci e a condannarci: sempre e pur tuttavia solo cose. Sarebbero chiare se noi non fossimo così confusi. Non sono le cose a comandare ma l'atteggiamento che abbiamo noi di fronte ad esse. Come ci poniamo, come scegliamo se parlare o meno e cosa dire e cosa tenere per noi e non condividere. Cosa lasciare andare.
marco valenti scrive
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24 settembre 2020
Lettera dalla Capitale
Roma, 9 febbraio 2019
Caro amico,
mi chiedi come vadano le cose qui a Roma nell’ultima tua ed io ho esitato un po’ prima si risponderti.
Come sai ho abbandonato da qualche mese la mia Vespa 300 per uno scooter 150 con ruote più grandi, ABS, Euro 4 e, un po’, da estimatore da sempre della Vespa, mi è dispiaciuto.
Ti starai chiedendo cosa c’entri con la città e ti rispondo subito.
Roma, dall’area più centrale – Piazza Venezia e il Campidoglio – fino a tutte le sue periferie, fino al territorio metropolitano con i suoi quattro milioni di abitanti ha una situazione stradale da città bombardata.
Provo a spiegarti, amico mio, ma non è facile.
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