marco valenti scrive

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9 luglio 2010

gigolò

Gigo gigolò

Uno nasce nel 1943 e il secondo nel 1951. Sono cresciuto con le loro canzoni e trovo che alcune siano veramente molto belle. Ora, nuovamente, suonano insieme in giro per l’Italia pezzi dei loro infiniti repertori. In scaletta un pezzo nuovo, un remake italiano di “I’m just a gigolò”, una canzone vecchissima (anni trenta) interpretata da moltissimi e nei ’90 da Lou Bega: cantato da due sulla sessantina come Lucio Dalla e Francesco De Gregori diverte molto per ironia.

Un po’ di autoironia farebbe bene a parecchie persone (sottoscritto incluso, ovviamente): perciò canticchio in continuazione questa canzone.

Emmevù.

http://www.youtube.com/watch?v=btzyFwnCB2I&feature=player_embedded

Solo un gigolò
Un pupazzo nella neve
In mezzo a un campo nella notte
Un passero sul filo
Di un pensiero che si siede
Un pesce innamorato della rete
Un cane e un emigrato
Un uomo mai chiamato
Seduto sul portone di una chiesa
Cosa fai
Dove vai
Io son sempre stato qua
Nel fondo della notte
Sono un gigolò
Un triste gigolò
Che canta
Ho un fiore in una scarpa
Un vecchio sulla strada
La mano sulla spada
Negli occhi
Un cielo o una finestra
Un alter ego
Uno mai nato
Un po' dimenticato
Sdraiato
Con la luna sotto al naso
Cosa fai
Come fai
Volare fino là
Nel cono della notte
Ah I love you baby
Ah I love you baby
Sono un gigolò
Un matto di Lyon
Tra i passi tristi della gente
Sul treno sono un cuore
Che mischi il suo dolore
Nell'acqua buia della notte
Bella gigolò
Grande gigolò
Principe del marciapiede
E occhio che ci sta
E occhio che gli va
E il trucco c'e'
Ma non si vede
Gigo gigolò
Gigo gigolà
La notte passa
E il tempo vola
E canta che ti basta
E basta che ti va...
La vita passa
E fa la ola
E gigo gigolà
E gigo gigolò
La notte ha una carezza sola
E il cuore incaprettato
Di un uomo innamorato
Però
Però che batte ancora
Ah I love you baby

20 gennaio 2010

Atlantide


Sono cresciuto con la sua musica e gli sono grato. Anche oggi che lo ascolto un po’ meno. La bellezza di canzoni quasi sempre dal significato oscuro, da gustare e ragionarci sopra, da lasciarti portare, da lieve abbandono, da suonare e cantare.
Tra tutte ho scelto una delle più difficili da scardinare: Atlantide.
Però mi porta, s
empre.


http://www.youtube.com/watch?v=Xl3tF2Yi0TQ&feature=related


Lui adesso vive ad Atlantide
con un cappello pieno di ricordi
ha la faccia di uno che ha capito
e anche un principio di tristezza in fondo all'anima
nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata
e a volte ritiene di essere un eroe

Lui adesso vive in California
da 7 anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole
è diventato un grosso suonatore di chitarre
e stravede per una donna chiamata Lisa
quando le dice tu sei quella con cui vivere
gli si forma una ruga sulla guancia sinistra

Lui adesso vive nel terzo raggio
dove ha imparato a non fare più domande del tipo
conoscete per caso una ragazza di Roma
la cui faccia ricorda il crollo di una diga?
io la incontrai un giorno ed imparai il suo nome
ma mi portò lontano il vizio dell'amore

E così pensava l'uomo di passaggio
mentre volava alto sul cielo di Napoli
rubatele pure i soldi rubatele anche i ricordi
ma lasciatele sempre la sua dolce curiosità
ditele che l'ho perduta quando l'ho capita
ditele che la perdono per averla tradita.