marco valenti scrive

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21 novembre 2017

RIP (il romanzo)



"Mi piacerebbe

che questo breve romanzo

non venisse colto 
soltanto come un racconto su una morte e una precedente malattia. 


Ci sono dentro cose diverse da rabbia e lutto. 


Affetto, amore, amicizia. 


Prendere coscienza delle cose e, attraverso maturate consapevolezze, diventare persone migliori. 


E' un libro molto meno cupo di quanto la trama possa far presagire. 




Se qualcosa di tutto questo sarà colto avrò contezza di aver fatto un buon lavoro"





Guardate il video


Poi, in qualsiasi formato (ebook, audiolibro, cartaceo) compratelo e leggetelo.
Non vi lascerà indifferenti.




Lo puoi comprare qui,


ma pefino su AMAZON al link qui sotto


P.S.: "La telefonata" segue di un paio di anni quest'altra...

11 giugno 2017

VIOLA E VERDE




VIOLA E VERDE è un romanzo di Pamela Della Mina, edito nella Collana di narrativa italiana "Officina Marziani" da Antonio Tombolini Editore.
Io non sono un critico letterario, questo  è un blog "generalista" dove se parlo di un libro è perché mi è piaciuto e ho voglia di spiegarlo.
Appena ho finito di leggere Viola e verde ho deciso che lo avrei immediatamente riletto. Così ho fatto prima di scriverne e dirvi che è un libro eccellente, scritto benissimo e da consigliare calorosamente.
Perché lo ho riletto.
Per far pulizia di tutti gli approcci sbagliati che avevano invaso e intristito in alcuni tratti la mia prima lettura.
Per spiegarmi parto porgendovi la sinossi del libro.
Futura ha vent’anni, parla poco e osserva molto, affacciandosi al mondo da dietro i suoi occhi viola e verdi. Conserva le emozioni ben schedate in un archivio, nell’armadio di fianco al letto. Le ha messe in ordine alfabetico, ma solo per il gusto di aprirle a caso. Intrappolata in una relazione insana, si logora e crogiola nel dolore, vittima di una dipendenza affettiva dalla quale sembra non vedere né volere vie di scampo. Come si può desiderare l’amore se non si sa riconoscerlo? Saranno le amiche d’infanzia a spronarla a reagire e rituffarsi nella vita, dopo alcuni timidi tentativi di farla finita. Viola e verde è un racconto di rabbia indomabile e amore inevitabile, dal finale a sorpresa, ambientato in una grigia Milano annoiata. Un incantesimo che fa rimbalzare il lettore tra i propri estremi, in un percorso a ostacoli verso l’accettazione di se stessi, una vita a due colori, a più velocità. Che sia per tutti una bicromia da esprimere come sinfonia e non come assoli stonati. O forse no.
Aggiungo la (scarna) biografia dell’autrice.
Pamela Della Mina nasce in Brianza nel mezzo del decennio più policromatico del secolo scorso.
Frequenta l’Universidad Politècnica de Valencia e l’Università degli Studi di Milano, laureandosi in Chimica Applicata e Ambientale. Collabora come Ricercatrice a progetti in campo biomedico e tecnologico presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Non essendomi mai posto la domanda su quale sia stato il decennio più policromatico, rileggendo la sinossi, e considerando che sono nato in un decennio in cui la televisione era in bianco e nero sono partito con la prima lettura che, purtroppo, è stata offuscata da una serie di preconcetti che si sono fortunatamente sciolti.

La cosa deliziosa è che alcuni di questi sono veri: limitanti e fuorvianti ma veri. Premesso un “NON SOLO!” – grosso come una casa – ne elenco quattro.
  1. 1.   È un romanzo giovanile, per giovani;
  2. 2.   È un romanzo femminile, per ragazze;
  3. 3.   È un romanzo d’amore, per adolescenti;
  4. 4.   È un romanzo cittadino milanese, per chi ricerca Milano ovunque.

Quindi ogni passo dove riconoscevo un’epoca differente dalla mia, una età - ahimè – ormai lontana, una consuetudine notturna moderna, pene d’amore di ragazza ero lì a sottolinearmele mentalmente con la biro rossa, con uno sbuffo un po’ saputello e navigato e il rimpianto di non avere una figlia femmina ventenne a cui passare il romanzo.
Ma la mia idiozia pre-senile si scioglieva, riga dopo riga, pagina dopo pagina, davanti al dipanarsi di una storia splendida, scritta benissimo con ritmi perfetti, gonfia di cose importanti che escono da qualsiasi retorica e da qualsiasi banalità.
Serrato, poetico, originale, universale, fuori dal tempo e dal genere, Viola e verde è una perla e la sua autrice unisce alla freschezza e ad un uso lieve della lingua una originalità e uno spessore raro e delizioso.

Il diversamente giovane che è in me, rileggendo il libro, ne ha meglio apprezzato l’originale ordito narrativo, la cura dei piccoli particolari, la salda tenuta di una rotta narrativa arguta e tagliente.

Piacere assoluto.

Complimenti alla scrittrice di questo bel romanzo, consigliatissimo a chiunque (tranne alle menti aride).

E’ un romanzo che arricchisce chi lo legge: fatelo!


18 gennaio 2017

Senza glutine e con gran gusto!




Amo cucinare. 
Lo sa chi mi frequenta ancor più di chi mi legge.

Mi piace fare cose che sorprendano i miei commensali pur muovendomi in modo cialtrone.
Nella cucina e nella vita. 

Qui nel blog azzardo proporre ricette (roba sempre sperimentata e venuta bene)
Negli anni mi sono accorto di amare cose che sempre più persone non vogliono o non possono più amare.
Mi interrogo spesso sulle cause del proliferare di intolleranze e disturbi nella assunzione di determinati cibi e sostanze. Parlo di salute, non di mode o di religione.
Sarebbe utile interrogarci seriamente nel merito.

Per capirci: trenta anni fa quanti erano intolleranti al lattosio o quanti dovevano seeguire una dieta rigorosamente “gluten-free”?

E’ con piacere che vedo come, sempre di più, togliere alimenti possa non essere privazione di gusto e ricercatezza. 
Cura e piacere che fanno della cucina un’arte e non un mezzo per nutrirsi punto e basta.


Tra i blog che seguo con interesse c’è FABIPASTICCIO. Un grandissimo Blog con ricette meravigliose per chi ha bisogno di mangiare senza glutine ma non vuole rinunciare al gusto. L’autrice, Fabiana Corami, è una persona deliziosa e il suo blog è bellissimo
Consiglio vivamente.

Ma già che parlo di gluten-free voglio segnalarvi anche un libro appena uscito.
Si tratta di “RICETTARIO SENZA GLUTINE E CASEINA” di Letizia Bernardi Cavalieri. 


È appena uscito per la collana Olos, diretta da Carla Casazza per Antonio Tombolini Editore ed è uno spettacolo di sana golosità.
Capisco che “sana golosità” 
scritto da me 
possa essere letto come un ossimoro 
ma vi assicuro che non lo è.
Quando dispenso consigli lo faccio con genuino entusiasmo.

Nel caso di Fabiana e nel caso di Letizia… con gusto!

Non fate confusione, amici golosi! 
Un Blog da seguire e un libro da comprare.

E buon appetito!



4 aprile 2016

Le città invisibili


L'illlustrazione è di Marta D'Asario


La rivista di letteratura IL COLOPHON, (puoi cliccare e la vedi)  di Antonio Tombolini Editore, ha un titolo - un tema - per ogni numero.
Il sesto numero ha titolo LE CITTA' INVISIBILI e se ci andate avrete parecchie cose interessanti da leggere: articoli, interviste, racconti brevi.
Si viaggia dalla Marsiglia di Izzo alla San Francisco di Baricco, da Torino letteraria a Palermo di Sellerio o a Pavia di Mino Milani.
Ce ne è per tutti.
Certamente sto tralasciando qualche città citata e qualcosa di bello di questo numero della rivista.

"Le città invisibili"...
La somma di tutte le città e della loro poesia.

Proprio a me hanno dato il piacere infinito di scrivere del libro che ha offerto il suo titolo a questo numero de Il colophon.
Dato che "Le città invisibili" di Italo Calvino è sul mio comodino da più

2 settembre 2015

Presentazione dell'ultimo libro. Invito



Prima presentazione del romanzo RIP di Marco Valenti

RIP
di
Marco Valenti

Antonio Tombolini Editore
Collana di narrativa Officina Marziani

Insieme al Direttore editoriale Michele Marziani l’autore Marco Valenti presenta il suo ultimo libro
a  
ROMA
il 29 settembre 2015
alle 17,00
BIBLIOTECA STORICA DEL MEF
Ministero dell’Economia e Finanze
Via XX Settembre, 97

Chi intende partecipare deve mandare una email per avere l’accredito all’indirizzo biblioteca.storica@tesoro.it con oggetto: “Partecipazione presentazione letteraria del 29 settembre”.




Il libro è uscito a novembre 2014 ma, finora, non ho mai voluto presentarlo in un incontro con i lettori. 
Il prestigio della sede che ospiterà l’incontro mi ha fatto vincere ritrosie e pudicizie.
Non credo di aver scritto, ancora, qualcosa di importante come RIP e molte cose mi intimidiscono. 
Michele Marziani, scrittore, mio direttore editoriale e amico, mi aiuterà.
Datemi una mano anche voi, venendo e invitando altri a farlo. 
So bene che è un martedì e che l'incontro è alle cinque del pomeriggio ma ve lo sto dicendo per tempo. 
Il luogo merita ma non consente incontri in orari più comodi. 
Vorrei la sala piena e che questo avviso venisse condiviso il più possibile. 
Spero veniate in tanti e vi aspetto: grazie e buone letture sempre, 
Marco

P.S.:un link al libro è http://store.streetlib.com/rip

8 agosto 2015

Cattiva notizia per chi ha già acquistato il mio ultimo romanzo


Una cattiva notizia per chi ha già comprato il mio ultimo romanzo, RIP, uscito in ebook per la Collana di narrativa italiana Officina Marziani dell'editore Antonio Tombolini.

Mi rincresce.

L'Editore ha deciso, unilateralmente, di abbassare il prezzo da sei euro e novantanove centesimi a 4,99.

Acquistabile su tutti gli store online.



A tutti, buone letture.

2 maggio 2015

Slow Reading Manifesto



C’è una nuova iniziativa nel campo della lettura: ho aderito con grande convinzione e credo sia estremamente utile segnalarla.

Si tratta dello SlowReading e si propone di salvaguardare la qualità della lettura, l’attitudine (che si sta perdendo in questo mondo velocissimo) a leggere in modo attento, consapevole, il saper assaporare una narrazione senza trangugiarla.
Antonio Tombolini, Editore digital oriented, ha ideato e lanciato lo Slow Reading e il suo manifesto.



Una profonda trasformazione tecnologica nei rapporti tra gli individui ci sta facendo scordare ogni piacere del tempo lento. Siamo passati in pochi anni dalle lettere scritte a mano alle email e da queste alla messaggistica da smartphone e da web social forum. La cosiddetta “doppia spunta” ci dice che un messaggio su whatsup è stato letto. Una generazione maggiorenne viene oggi definita come quella dei “nativi digitali”. Ci si informa (e ci si forma un’anima) in maniera sempre più veloce e in qualche caso superficiale. 
Utilità quali il web, i social forum, i tablet, gli smartphone da un lato ci rendono veloci, apparentemente smart, ma dall’altro ci spingono verso una rapidità bulimica e un po’ troppo ossessionante. 
Nel suo saggio dal titolo “Elogio della lentezza”, Lamberto Maffei mette in dubbio che il cervello umano sia strutturato in modo da digerire senza danni tutta questa velocità tecnologica.

Ma un libro è un libro, a prescindere dal supporto sul quale lo si legge, e richiede tempo, attenzione e cura. Assaporarne ogni periodo è una operazione slow, consapevole.

“Un libro è una unità dell’attenzione” 
(Kevin Kelly).


Il Manifesto di SlowReading è nato dalla consapevolezza dell'autore che noi siamo le nostre letture, ciò che abbiamo letto nel corso della nostra vita ha influenzato il nostro modo di pensare, di vedere le cose, il nostro bagaglio di conoscenze, formando la nostra personalità.
"Non c’è dubbio - scrive Tombolini - che molto di quello che sono sia dovuto anche – se non soprattutto – ai libri che lessi allora. (...) Non c’era un piano coerente nelle mie letture, c’era piuttosto il lasciarsi guidare dalla sapiente casualità della vita di ogni giorno. 
A volte il consiglio di un amico, altre una copertina particolarmente attraente, altre volte ancora il piacere di sfidare qualche stupida e infondata idiosincrasia personale, ecco: erano cose così a porre questo o quel libro sotto il mio naso. Questo era per me leggere, e lo è ancora. Temo che questo modo di leggere, che mi pare appropriato chiamare Slow Reading (con ovvio, ma non meno vitale riferimento alle esperienze che ho fatto con Slow Food), corra oggi un reale pericolo di estinzione."
Come mai questo rischio? Con l'avvento del digitale ci siamo sempre più abituati ad una lettura veloce, una sorta di zapping tra siti, social, news, rapido e immediato, ma per salvaguardare la lettura lenta non occorre rinnegare le nuove tecnologie. 

"È là, nel dominio del digitale e della rete, - continua Tombolini - proprio là dove lo Slow Reading rischia l’estinzione, che va cercata e fatta crescere la sua possibile salvezza: è l’ebook, o meglio, può essere l’ebook il futuro possibile del libro e delle buone letture ai tempi della rete."

Un ebook è semplicemente la versione digitale del libro cartaceo, non un prodotto breve, di rapida e facile lettura, fatto più di suoni e immagini che non di testo da leggere. 
Un ebook "da leggere per lo più tra sé e sé, temporaneamente isolati dal resto del mondo, e immersi nel mondo che il libro in quel momento crea per chi legge. In un atteggiamento che, per la durata della lettura, sequestra per sé tutte le risorse intellettuali e immaginative disponibili. (...) che, mettendo a frutto le potenzialità della rete, recupera anche una sua antica dimensione sociale, come catalizzatore di conversazioni e di scambi del pensiero, nella direzione del cosiddetto Social Reading".
Nel testo integrale del Manifesto Antonio Tombolini suggerisce tutta una serie di azioni per diventare lettori slow e diffondere questo stile di lettura agli altri.

Invito ad aderire al manifesto e a diffondere lo Slow Reading.
Invito a parlarne.

Intanto se ne parla, nel web e in giro per l’Italia. La prossima a Pesaro, il 9 Maggio, alla Biblioteca San Giovanni. Ci sarà Tombolini, ci sarà Michele Marziani – direttore editoriale di Antonio Tombolini Editore – e ci sarò anche io. 




25 marzo 2015

A volte parlano bene di me



Capita che parlino bene di qualcosa che ho scritto e quando succede ne sono contento.
CriticaLetteraria dal 2005 è un bello spazio letterario, intelligente, che crede nel potere delle parole: il 16 marzo 2015 hanno scritto alcune cose molto belle sul mio ultimo romanzo.
Ringrazio tantissimo e invito a seguirli.
Lusingato.

Con piacere vi lascio  all'articolo (fate clik sul titolo e si aprirà in una nuova finestra):
Fino all'ultimo respiro e anche dopo. Rip di Marco Valenti



viene voglia di scrivere di più!


24 novembre 2014

ci sono momenti





Ci sono momenti


Quella sera  in giardino  rifletté su come ci siano dei momenti che tracciano confini importanti.
Possono essere fatti accaduti, come volti, come canzoni sospese, come lacrime, e sono gli stessi limiti di un’area da gioco, la zolla d’erba di un campo di calcio strisciata di gesso bianco.
Dentro; fuori.
Non si tratta di faticose elucubrazioni e neppure di dimostrazioni filosofico matematiche piene di passaggi per arrivare a tesi: sono istanti.
Non contano scricchiolii percepiti o piccole scosse di avvertimento ma lo schianto. Magari dopo il momento che ha tracciato il confine ci si prende del tempo per ragionarci sopra o per fortificare quel confine o giustificarselo o anche presidiarlo ma quello sta lì, come un nuovo fiume profondo.
Non è importante allora neppure l’oggetto che ha tracciato il confine, il campo o il limite: conta la consapevolezza e l’accettazione. Da quel momento in poi sai e accetti che c’è chi gioca e chi non, chi c’è in squadra e chi vivrà per sempre in panchina.
Quella sera in giardino, in questa metafora calcistica, lui fece la sua formazione tipo, come un allenatore che deve giocare una partita, e relegò gli altri in panchina o in tribuna.
Si tira una bella linea tra i buoni e i cattivi, tra i tuoi e gli altri, e non ti importa più un accidenti di quelli che sono dall’altra parte perché non sono tuoi. Accetti che non ti appartengano; te ne fai una ragione o, ancora meglio, non ne ricerchi più il motivo ma con semplicità constati che non ci sono.
Tutto quel che hai fatto prima di quell’istante per conquistare il mondo ed esserne accettato e amato, accettando e amando, smette di avere lo stesso significato.
Così trovi la tua calma e la tua forza interiore, ci stai bene dentro e hai più chiara la percezione delle distanze tra te e le altre persone o, se ci sono, la loro prossimità.
Lui, che aveva combattuto una lunga guerra di trincea, aveva fatto quel che si doveva fare e lo aveva fatto per un tempo amaro e lungo.

10 novembre 2014

L'ultimo libro



Ciao sono Marco. Come stai? Quanto tempo: tutto bene. Tu che mi dici? Mah. Un periodaccio al lavoro. Sono affaticato. A casa? Tutto a posto? Tutto normale. Quando ci si vede?

(Omissis - la telefonata va avanti)

E quando è uscito il libro? Il quattro novembre. Scusami Marco: ma sul blog lo hai scritto? No. Ancora no. Lo ho scritto nella mia pagina facebook.


Sai: quella che ho messo su per parlare di libri e dei miei libri senza spammare. Ho capito. Ma hai inviato mail a quelli che conosci, agli amici come me? No. Ma… E che aspetti? Hai ragione. Non lo so. Magari è che, come ti dicevo sto passando un periodaccio al lavoro. Fallo e basta. No?


(Omissis)


Martedì 4 novembre è uscito il mio nuovo libro. Il quinto libro che ho scritto. Eccolo.


Si intitola RIP e fa parte della collana di narrativa di Antonio Tombolini Editore. E' un romanzo del quale sono davvero soddisfatto ed è disponibile solo in ebook cercandolo nei migliori store (tipo Amazon, laFeltrinelli, Ultima Books, Ibs).
AT Editore non pubblica in cartaceo ma per leggere un ebook basta un computer, un tablet, uno smartphone: se leggi questo post puoi leggere pure RIP.

Ecco l'incipit del romanzo

Una scheda del libro è sul sito della collana di narrativa Officina Marziani (la collana di narrativa di Antonio Tombolini Editore).

www.officinamarziani.it

"Fino all'ultimo respiro?"
"No. Anche dopo."

5 agosto 2014

Officina


Anche se hai firmato un contratto per cui sai che hai deciso che è da quella Officina che uscirà il tuo bel prodotto non riesci a fare a meno di farci un giro.
Conosci il meccanico, per cui ti fidi, ma ti vien voglia di vedere cosa esce dalla sua produzione.

Del resto è tutto nuovo: Antonio Tombolini Editore, Michele Marziani Direttore Editoriale, nuovi libri, nuove copertine, nuove storie. Girando per Officina Marziani ho comprato i primi tre libri e li ho letti.
Prezzo correttamente basso (come si converrebbe sempre nel caso di ebook) e storie particolari che, come ha detto giustamente Michele, non ti lasciano indifferente.