marco valenti scrive

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18 giugno 2012

Viale del racconto





Il 10 giugno, una domenica mattina, nell’ambito del quinto raduno nazionale di Anobii (www.anobii.com), ho letto un mio racconto nel viale dei tigli di Saludecio (RN), perché era proprio lì che avevo immaginato che si svolgessero i fatti immaginati e scritti.


È uno dei racconti che compongono la mia raccolta dal titolo “Quel colore delle foglie in autunno (quando stanno per cadere)”.


Ecco il video. 
Grazie a Carta e calamaio per il video, a chi c’era e a chi lo vedrà qui.


Il motto del raduno quest'anno era 
"Leggere rende felici": è vero.



23 maggio 2011

Venezia (13-15 maggio 2011)













Dal 13 al 15 maggio sono stato a Venezia per partecipare all’incontro annuale degli Anobiiani; per chi non lo sapesse Anobii è una comunità di lettori su internet (per info: www.anobii.com); sono stato molto bene per compagnia, attività, amicizie vecchie e nuove.
Raccontato il fatto che ha mosso il mio essere andato lì debbo dire che se questo post fosse stato scritto a penna avrebbe infinite cancellature, sottolineature, rimandi, ripensamenti. Questo perché vorrei provare a parlare di Venezia.
Ero già andato, più volte, per diporto e per lavoro, ma di Venezia, oltre la bellezza singolare, non mi ero mai fatto una idea propria; stavolta, vista la straordinaria offerta proposta da chi ha organizzato il raduno, sono tornato con la testa piena di immagini diverse, di suggestioni e di pensieri nuovi.
Forse dopo aver visto e avuto belle spiegazioni su squeraiol e tajapiera, (http://sites.google.com/site/venezianobii/home/percorso-squerariol-e-tajapiera)
guardi le gondole con altri occhi e decidi di vedere la città cullato da una gondola; senti solo lì “Oi oi, voga!” che è il modo del gondoliere di farsi sentire ad un incrocio.
Così le pietre, che siano bestie di marmo schiacciate in un campanile o mercanti agghindati da mori, ma magari anche la lastra martellinata di un citofono in un palazzo, danno di loro un sapore più compiuto.
Ti perdi, a volte non ostante i veneziani, per Calle e Sottorive e malgrado le scarpe piene di piedi sei felice di tornare sui tuoi passi per vedere ancora e ancora.
I balconi di legno sopra i tetti o i giardini rigogliosi e improvvisi, imprevisti a volte; arrivare alla stazione ferroviaria con l’uscita più bella del mondo, o col vaporetto dal Lido incontrare le isole che ti chiamano; bighellonare dal ghetto, dopo pioggia e nel vento freddo, nel Sestriere Cannaregio, fino a sporgersi lì dove la città inevitabilmente finisce e vedi mare alzato dal vento e un treno come il tuo che arriva.
Capire con chiarezza solo in quel momento che la città, solo lei, ha un limite preciso che è il mare ovunque.
Vedere scorci che pare Genova e altri che è diversa anche da se stessa.
Pensare a “le città invisibili” e che, forse, tutto nasce e tutto torna in quella città perché ce ne sono tante per quanti sono i modi di girarla e scoprirla.
Mangiare bene in posti dove non vanno i turisti ma i veneziani e commuoverti di fronte alla terza porzione del miglior fritto da anni (grazie Osteria Ruga Rialto: di cuore).
Essere di buon umore, in piacevolissima compagnia, e bere del buon bianco fermo.
Ripensandoci spesso da quando sono tornato a casa ho pensato che “Venezia è bella E ci vivrei” con piacere ed ho capito perché: finalmente, comincio ad immaginarla.
[dedicato agli amici di anobii e del corna; loro, se leggeranno, sapranno.]

26 luglio 2010

sliding doors e Gg


Sliding doors.

Il film è una commedia romantica del 1998, di Peter Howitt, con Gwyneth Paltrow, e narra il “cosa sarebbe successo” se non fossero avvenuti taluni fatti assolutamente occasionali alla protagonista.
Un film carino, garbato e curioso, che mi sento di consigliare.
La vita prende delle pieghe, in sostanza, legate ad eventi casuali.
Ciascuno di noi, sottoscritto incluso, attraversa inconsapevolmente le proprie sliding doors e capita che giri a destra piuttosto che a sinistra e che le cose cambino; questo comporta, a grappolo, cambiamenti nelle vite di altre persone.

Un incontro, simpaticissimo e totalmente casuale, avuto da me nell’agosto del 2007, è stato una clamorosa sliding door e so che coinvolgendomi a caduta ha comportato un gran numero di fatti che riguardano un discreto numero di persone.
Mi trovavo in vacanza con mio figlio in un villaggio turistico; tra gli altri ospiti GG, un ragazzo simpatico di una decina d’anni meno di me, era lì con la figlia in una situazione simile, per alcuni versi, alla mia; ci è capitato di scambiare chiacchiere con piacevolezza e sincerità.
Avendo saputo che avevo storie scritte, che erano allora sogni nel cassetto, mi ha consigliato, da espertissimo internauta qual era ed è, diversi siti per provare a pubblicare e per condividere opinioni sui libri.

Devo anche a lui l’aver pubblicato i primi due libri con l’editore Boopen (
www.boopen.it) e soltanto a lui devo l’essermi iscritto alla più bella comunità virtuale di lettori esistente sul web, Anobii (www.anobii.com; consiglio chi ama i libri di farci un giro).

Proseguo partendo da questi eventi.
Su Anobii ho conosciuto amici;
persone di Anobii (cosiddetti “Anobiiani”) hanno letto il mio libro;
ho conosciuto personalmente diversi anobiiani e sono amico di alcuni di loro;
con una donna splendida (Delia), anche lei conosciuta sul sito, ho una relazione sentimentale;
un mio carissimo amico ha conosciuto questa deliziosa persona e sono diventati amici;
Delia ha fatto conoscere al mio amico una sua amica francese;
l’amica francese e il mio amico ora stanno insieme.

Le considerazioni sarebbero tante così come le persone coinvolte;
mi sembra davvero parecchio e credo che diverse persone potrebbero dire, con me: grazie GG!
Emmevù