marco valenti scrive

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23 agosto 2012

Gene Kelly



Il 23 Agosto di cento anni fa nasceva a Pittsbugh Eugene Curran Kelly.



Impossibile misurare o raccontare il suo straordinario talento. Mi piace ricordarmene oggi e ricordarvelo.


Oltre al link di wiki che lo riguarda lascio qui solamente una sua frase che mi trova perfettamente d’accordo.
Buon compleanno.


"If Fred Astaire
 is the Cary Grant of dance, 
I'm the Marlon Brando."

Gene Kelly (1912-1996)




http://it.wikipedia.org/wiki/Gene_Kelly





20 agosto 2012

Valconca e dintorni









C’è una zona del Paese che non mi appartiene per storia personale e consuetudine ma che da alcuni anni frequento e apprezzo sempre di più. È quel che di bello ancora ci regala l’Italia, piena di straordinarie suggestioni, di differenze, di storia e di storie, di panorami, borghi, odori e sapori.

Parlo del riminese o, meglio, di quel pezzo della Provincia di Rimini che resta attaccato al Montefeltro, alla storia medioevale e rinascimentale dei Malatesta e dalle colline della Valconca si distende al mare di Misano, Cattolica e Gabicce.
Da un po’, nel social forum per eccellenza, provo a tesserne le lodi condividendo qualche evento estivo o qualche fotografia senza riuscire a trasmettere l’entusiasmo crescente che mi sta legando a questo territorio.
Da Saludecio, il paese dei murales che mi fa magnificamente da cuccia, in mezzora puoi essere a Rimini, come a Pesaro o a Urbino e in una ventina di minuti sulla spiaggia.
Volendo camminare meno c’è uno straordinario tessuto di borghi che vale la pena vedere e che, a loro volta, sono disseminati anche da eccellenze alimentari, gastronomiche ed enologiche per cui quando torno a Roma ho sempre il bagaglio pieno di vini, di formaggi, di salumi.
Parlo di Mondaino, di Montefiore Conca, di Montegridolfo, di San Giovanni in Marignano.
Con tutta quella calma e prendendo il tempo che serve penso che ne parlerò da questo blog.

Intanto si può iniziare ad annusare in giro partendo da questo link qui sotto.

Mi riprometto di parlare di Sangiovese, di formaggi di fossa, di mora romagnola, di enoteche e fornai anarchici, di cantine e di slow food.

Mentre ragiono e scrivo di tutto questo, comunque, sono qui in vacanza.
e da qui vi auguro una buona  estate.

27 luglio 2012

TORNO SUBITO


(TORNO SUBITO)

C’è tempo per ogni cosa.
Quando non c’è occorrerebbe trovarne e se non lo si fa è un peccato (magari di omissione).


Vi immagino distratti da vacanze sognate o guadagnate, immaginate o immaginarie; vi penso sfiniti dal caldo che ha fatto o battuti da piogge impreviste; vi spero assenti e in riposo a rigenerarvi come meglio vi riesce; vi penso come sempre quali amici che vengono a dare un'occhiata ed è in quel modo che vi ho sempre parlato.
Un po' di confidenza, se hai un blog, non guasta e - anzi - mi piace quando, da anonimi o da firmati, intervenite.
Arrivo al punto.

Questo è tempo di rendersi vacante.
Sto scrivendo, mi sto riposando, sto pensando e ricaricando le pile per l’autunno che, inesorabilmente, verrà.

Buone vacanze a tutti voi, di cuore.

Il tempo passa in fretta e quindi è il caso di dire


 “torno subito.

Ogni bene.

Marco Valenti




Post scriptum.

Se proprio 
non volete leggere i miei libri ,
(o volete leggere anche 
qualcosa di altri)
in vacanza, 
portatevi un giallo di Enrico Pandiani, 
o di Marco Malvaldi: 
oppure leggete Barafonda
 di Michele Marziani.
Ci sono
 parecchi autori italiani 
viventi 
che sono bravi.
(Passate parola).

Perciò buone letture!


23 luglio 2012

Barafonda


Barafonda.


Dall’inizio di questo blog avrò parlato di libri una decina di volte. 
Queste occasioni, in cui parlo di un libro specifico, sono raccolte sotto la tag/argomenti chiamata, forse un po’ pomposamente, recensione. 
Capita per qualche motivo collaterale a un libro che ho letto; succede con i miei libri quando li propongo; ne ho avuto voglia quando ho letto un libro di un autore italiano a me contemporaneo con particolare soddisfazione. 
Barafonda di Michele Marziani fa decisamente parte dell’ultima fattispecie.

BARAFONDA
Michele Marziani
Barbès Editore
ISBN: 978-88-6294-248-5
Pagine: 170
Formato: 14x21



Cosa accade se uno la vita se la inventa? Lo sa bene Franco Botteghi, stimato medico pediatra, che per trent’anni ha esercitato abusivamente la professione in Italia e in Africa. O meglio lo scoprirà quando per un’infelice coincidenza il suo imbroglio sarà smascherato. Cambia tutto, le prospettive, gli affetti. La moglie Camilla gli chiude la porta in faccia e lo mette in cattiva luce davanti ai tre figli. Il carcere, la sistemazione nella piccola e malmessa casetta ereditata dalla madre tra il fiume e il mare. E bisogna trovare di cosa vivere ora che il medico non lo può più fare. Per fortuna ci sono i vicini di casa, una coppia di algerini con un cuore grande e tanti figli, e Jelena, donna slava scampata ai massacri del suo paese, che ama Franco nonostante il suo razzismo e un brutto carattere, spesso, quasi sempre, peggiorato dall’alcol. Forse la vita si può inventare un’altra volta. Oppure no, che con la malattia le bugie non funzionano. Una storia dura, scomoda, poetica, ironica, per raccontare i piccoli e grandi mali del nostro tempo. Michele Marziani con la sua scrittura lieve, ma per certi versi chirurgica, fa sorridere o commuovere, dice le cose come sono senza retorica e giri di parole. Accetta la contraddizione e l’irrisolvibile, anche nel linguaggio.
(dalla quarta di copertina del romanzo).

Michele Marziani ha un suo sito:

Quel che penso di Barafonda

Il più bel libro che ho letto quest’anno. Michele Marziani, con una scrittura semplice soltanto in apparenza ma straordinariamente ricercata e calibrata, ci porta per mano nella storia di un uomo che vede la propria vita distrutta e si ritrova in un altrove nuovo di pacca, dove sperimentare fino al fondo il proprio fallimento ed il proprio abbandono.

I luoghi e i personaggi che popolano Barafonda sono tratteggiati con quella sapienza intrigante che ti offre il modo di pensare molto e soprattutto di riflettere su tutto quello che non è scritto.
Ciascun lettore si può fare le proprie ragioni sulle dinamiche affettive della vita precedente del protagonista Franco Botteghi e su quelle della sua attuale deriva.
Ciascuno può ragionare di orto e di salmastro, di algerini e pesca di frodo, o di ex mogli straordinariamente distaccate, di razzismo spiccio o di autenticità di passione.

Questo libro suscita molte emozioni e le mie personali sono marginali perché se dentro un libro puoi trovare cento cose che Marco Valenti, come Tizio o diversamente da Sempronio e da Caio, ne abbia colte alcune importa poco.
Mi limito a dire che per ogni personaggio, anche marginale, ci sono pennellate essenziali di grandissimi effetto e suggestione.
Dentro Barafonda ci si può comunque indignare così come sentire forte empatia, ci si può ritrovare politicamente corretti oppure tirare fuori pulsioni fuori sinc rispetto a come gira il mondo (così apparentemente perbene): resta sempre una lettura incalzante e talvolta feroce, sempre straordinariamente efficace.
L’efficacia è, soprattutto, nel fatto che tutto quello che ci trovi dentro (e può essere veramente molto) è qualcosa che il libro ti ha smosso senza ricorrere ad alcun espediente didascalico o retorico.
Per quel che valgono, le mie lodi e i miei complimenti ad un autore attentissimo, vivace e sapiente.

"Trovo impossibile
 che questo splendido libro non venga letto.".
Marco Valenti
LeCoseSonoComeSono