marco valenti scrive

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28 settembre 2010

Al e il caffè


Non prende caffè mio padre; non lo ha mai preso neppure al bar. Mai: magari un orzo in tazza grande ma il caffè mai. Diceva che gli faceva male adducendo una “distonia neurovegetativa” per la quale prendeva minuscole pillole omeopatiche che per me, quando ero bambino, erano soltanto misteriose minuscole palline bianche.
Mio padre ha campato senza caffè.
La settimana scorsa curiosissimo ci guardava prendere succo di moka uscito fumante e aveva occhi di libidine sfrenata.
Gli ho offerto una tazzina di caffè molto macchiato, ricordandogli comunque che lui non prende caffè e non l’ha mai preso.

Ovviamente non se ne ricordava affatto e, anzi, ne era stupito.
Ha accettato e se la è goduta fino in fondo, malgrado con il dolcificante.
Grande la mia meraviglia su certi effetti collaterali di Al.

24 settembre 2010

Arrivarono al tavolo


Arrivarono al tavolo e si sedettero, uno di fronte all’altra, seduti si guardarono, con il piacere di guardarla lui, con l’ansia che montava lei. A lungo si guardarono, come certi momenti possono essere lunghi, e iniziarono i loro occhi a parlarsi, come a precipitarsi prima delle parole e insieme alla mente nell’interno dei fatti, nel nocciolo, là dove si giocano le partite più dure, dove si decide il bene e il male, dove nascono i desideri e i sì e i no. Lui arrivò al disagio e cercò una sospensione.
“ Hai visto la cometa? Stasera è luminosa che pare un faro “
“ Guido, non sembra si possa fare altro! “
Giornali, giornali-radio, radio e televisione, riviste astrologiche e astronomiche, riviste e basta, nessuno si era perso l’occasione di spiegare, analizzare, raccontare, interpretare, suggerire come meglio vivere questo grande appuntamento di fine millennio. Sì, l’aveva vista, certo che l’aveva vista, come altrimenti? Intanto l’aveva vista un attimo prima di entrare nel ristorante l’aveva, e ora le sembrava di averla fissa nell’animo degli occhi e fissò il vuoto come a vederla ancora e ancora.
“ Giornataccia? “
Quella di Guido non era una domanda, era una speranza.


Da “Cometa e bugie” di Marco Valenti

http://www.lafeltrinelli.it/products/2120004496499/cometa_e_bugie/Marco_Valenti.html?prkw=cometa%20e%20bugie&srch=0&Cerca.x=27&Cerca.y=15&cat1=1&prm=

22 settembre 2010

Vespa!


Oggi, 22 settembre 2010, ho comprato una Vespa Gts 250, rosso bordeaux e di seconda mano riuscendo ad esaudire un mio sogno. Perché ciò divenisse realtà gli invitati alla festa per i miei cinquant’anni si sono tassati, ovvero invece di fare ognuno il proprio regalo mi hanno dato, letteralmente, una borsa di soldi.

Per parecchio tempo avevo avuto una Vespa PX 150 e poi ero passato, nel 2005, ad un altro scooter; ogni volta che vedevo passare una vespa purchessia mi rammaricavo di non aver scelto, nel cambio, un’altra Vespa.

Ho seguito le evoluzioni tecniche e di design dei vari modelli eleggendo proprio la Gts a scooter ideale.

Vi racconterò un po' di cose più avanti.

Ringrazio gli amici, tutti e ognuno, per aver esaudito il mio piccolo, grande, sogno

19 settembre 2010

Il tronco reciso


Quando Piero non aveva abbastanza gana di andarsene con l’autobus fino in centro si fermava prima.

Monte verdino di risulta, in Roma, esplorava il territorio come un gatto.

Sempre con la sua cartella per disegnare con sé.

Largo Ravizza è un luogo caro a chi vive il quartiere di Monteverde. Roma.

C’era un albero tagliato e Piero si è divertito a rappresentarlo. Quello che mi diverte, infinitamente, è che nel riprodurre il tronco tagliato si è firmato, in caricatura.

Divertitevi a vedere Piero che ha fatto la sua caricatura in un suo disegno.

Ecco a voi Piero inciso artatamente nel cuore di un tronco reciso. Si è divertito lui, mi sono divertito io, lo porgo a voi. Deliziosa ironia.

Non credete?

emmevù