che valga più del silenzio.
un momento per parlare.
sempre prima:
solo quando si sarà imparato a mantenere il
silenzio, si potrà imparare a parlare rettamente.
debolezza e imprudenza, ma parlare quando si
dovrebbe tacere, è segno di leggerezza e scarsa
discrezione.
quando parla sembra, per così dire, effondersi e
dissolversi nel discorso, così che sembra
appartenere meno a se stesso che agli altri.
ancora ripetersela, per non doversi pentire quando
non si potrà più impedire che si propaghi.
troppo:
conservare il silenzio.
silenzio nelle situazioni consuete della vita, non è
virtù minore dell'abilità e della cura richieste per
parlare bene; e non si acquisisce maggior merito
spiegando ciò che si fa piuttosto che tacendo ciò che si ignora.
ragionamento del filosofo:
per i colpevoli.
per il povero di spirito, e della sapienza per l'ignorante.
poco non è un genio, e chi parla troppo, è uno
stolto o un pazzo:
di prim'ordine rimanendo spesso in silenzio, che
passare per pazzi, travolti dalla voglia di parlare.
compiere grandi imprese;
dire sempre cose ragionevoli.
silenzio, è bene essere sempre molto prudenti;
motivo sufficiente per decidere di tacerla.
sincerità lo è sempre: si può qualche volta tacere
un pensiero, mai lo si deve camuffare. Vi è un
modo di restare in silenzio senza chiudere il
proprio cuore, di essere discreti senza apparire
tristi e taciturni, di non rivelare certe verità senza
mascherarle con la menzogna.


