marco valenti scrive

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17 novembre 2014

31 gennaio 2013

In cucina


 
 
Tavolo di cucina, le sette e tre quarti, un mercoledi. Prima colazione.

Pausa.

“Che hai stamattina?”.

“Anche stanotte non ho dormito bene. Non mi hai sentita ma alle quattro ero già in piedi.”.

Pausa.

“Ho capito. Preoccupata?”.

Pausa.

“C’ho l’angoscia e mi sveglio. Penso e non mi riesce più di dormire.”.

“Come posso aiutarti?”.

“Troppo tardi.”.

Pausa.

“Ah.”

Pausa più lunga.

“Sono oltre.”.

 
Lì lui si alza e va in bagno.

Per la prima volta si è scordato di finire il caffè.
 
 
(Marco Valenti - "in cucina" - da Cinque canti di separazione - 2007)

25 gennaio 2013

Aspro




“Siamo cambiati, tu e io, nel tempo. Negli anni, nei mesi, nei giorni che ci separano da quando ci siamo conosciuti o, se vuoi, dall’ultima volta che ci siamo visti, o parlati.
Ciascuno ha impiegato, nei rifiati della propria vita, un po’ di  energie a scrutare l’altro e ad analizzare i cambiamenti nel modo di comportarsi, nell’umore e nel relazionarsi col mondo, con gli altri, con l’altro.
Nel farlo ognuno considerava sé come l’altro.

A volte invece uno specchio genera lampi di verità.
Da allora il mondo ha girato, sono successi fatti, sono intervenute persone e idee che non abbiamo voluto condividere.
Ci siamo esclusi.
Siamo diventati diffidenti e differenti per arrivare ad una affettuosa indifferenza.
In quell’affetto capita di guardarci l’un l’altro di sfuggita, quali estranei in un ascensore, attenti a non incrociare gli sguardi, indifferenti alle azioni e vigili sugli umori.
La voglia di sapere e il riserbo a raccontare rendono un’aria rarefatta, vagamente interrogativa e in apparenza refrattaria, lasciandoci continuare a camminare sempre più distanti.

Ci incontrassimo sapremmo ancora abbracciarci.
Quest'anno i limoni del giardino stanno crescendo più grossi dell'anno scorso ma, per il tempo che ha fatto, saranno certamente più aspri.".
Marco Valenti (2013)