Si fa un gran parlare del
termine resilienza, mutuato dal mondo della meccanica, e lo si propone come
valore in ambiti totalmente nuovi.
La resilienza di una città,
o di un popolo, o di un individuo.
La capacità di resistere
alle sollecitazioni, alle avversità, e quella di adattarsi alle mutate
situazioni.
Tutto questo è considerato
sempre più come qualcosa di positivo, di meritorio, e si moltiplicano articoli,
saggi e convegni che lodano chi è resiliente e invitano tutti alla resilienza.
Francamente, nella migliore
delle ipotesi, siamo di fronte ad un fraintendimento.
