marco valenti scrive

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10 aprile 2012

naviganti

Siamo stati naviganti con l'acqua alla gola e in tutto questo bell'andare quello che ci consola è che siamo stati lontani e siamo stati anche bene e siamo stati vicini e siamo stati insieme.








Siamo stati contadini noi due senza conoscere la terra e piccoli soldati senza amare la guerra, ci hanno mandati lontano senza spiegarci bene e siamo stati male, ma siamo ancora insieme.

Grandi corridori di corse in salita che alzavano la testa dal manubrio per vedere se fosse finita, allenati alla corsa allenati alla gara e preparati a cadere e a tutto quello che s'impara,



innamorati della sera innamorati della luna conoscitori della notte senza averne paura, innamorati di quel fiore che non vuole mai dire: ecco, è tutto finito e bisogna partire.

Ma ora è il momento di mettersi a dormire lasciando scivolare il libro che ci ha aiutati a capire che basta un filo di vento per venirci a guidare perché siamo naviganti senza navigare mai.




Grazie ad Ivano Fossati per le parole che ha detto,


che sottoscrivo, che invidio e condivido.


Anelo avere la sua esattezza.


27 luglio 2011

T-Day

Oggi è il T-Day. 27 luglio 2011: mentre questo post viene pubblicato nel blog qui brulica di operosi traslocatori, portatori sani di scatoloni e mobili. C’è odore di cartone e di polvere che esce da mobili mai spostati in anni e anni.
Si cambia.
Tutto sa di buono. Lascio una bella canzone sul tema.
Auguratemi buona giornata.
Ne ho bisogno.




E di nuovo cambio casa di nuovo cambiano le cose
e di nuovo cambio luna e quartiere

come cambia l'orizzonte, il tempo, il modo di vedere
cambio posto e chiedo scusa ma qui non c'e' nessuno come me

e stasera do a lavare il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore stasera

e stasera voglio uscire che mi facciano parlare
voglio ridere voglio bere, io stasera cambio amore, tutto qui

ma sapere dove andare e' come sapere cosa dire,
come sapere dove mettere le mani

io non so nemmeno se ho capito quando t'ho perduta
qui fioriscono le rose ma dentro casa e' inverno e fuori no

e vendo casa per un motore la soluzione e' la migliore,
un motore certamente puo' tirare

la mia fantasia un po' danneggiata da troppo tempo parcheggiata
e poi cambiare casa come cambiano le cose cosi'

e gira gira gira gira si torna ancora in primavera
e mi trova che non ho concluso niente,

io l'amore l'avevo in mente ma ho conosciuto solo gente
e posso poco andare avanti fintanto che nessuno e' con me

e gira gira gira gira si torna ancora a primavera
e scopro che non ho capito niente

e allora io stasera do a lavare il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore cambio numero e quartiere

fintanto che nessuno e' con me

10 aprile 2010

angelo e pazienza




Gli angeli di Ponte S. Angelo a Roma ne hanno viste tante: quando nevicò seriamente ne fotografai uno, coperto di neve, infreddolito.
Qualche tempo fa Piero Valenti, cui la pioggia aveva impedito di uscire ha visto la foto e si è messo a disegnare.
Pazienza dell’angelo e di Piero, entrambi alle prese con avverse condizioni climatiche.
Mi è tornata in testa la canzone di Ivano Fossati.
Un grande musicista, uno splendido cantastorie, una canzone che non serve commentare più di tanto perché basta ascoltarla per assaporarne tutta la profonda bellezza.
Per un bel po’ di tempo questa canzone mi ha provocato una struggente malinconia, quasi un leggero dolore, che mi aveva indotto a non ascoltarla se non in momenti di umore eccezionalmente alto, al limite della euforia.
Il tempo è passato ma non resto, comunque, indifferente.
Rimane un testo, per certi versi, doloroso.
Struggentemente.
Al punto da essere giudicato per l’amore verso questo testo.
Lasciamo stare: era un’altra storia.
Il testo è una delle più belle poesie che Ivano Fossati ci abbia donato.

http://www.youtube.com/watch?v=-ApNtZ1-mqg



Con rose di Normandia
o con fiori di ferrovia
aggancia quel bell'angelo
prima che voli via
però madre che spavento
però madre che tormento
sognare nudi e crudi
in mezzo a questo via vai
che c'è una femmina in Buenos Aires
con gli occhi che fan moneta
e con l'anima sta inquieta
e più lontana che può
è un desiderio qui in casa mia
tutto bagnato dal dolore
e dopo centomila ore
non c'è un minuto di più

L'amore va consumato va
l'amore va accontentato va
la voglia e l'innocenza
faranno come si può
l'amore va trasudato va
l'amore va comandato va
l'angelo e la pazienza
s'accordano come si può

Io non ti voglio parlare, parlare ma
fra le ginocchia salire
Io non ti voglio sfiorare, sfiorare
io ti voglio amare

Con rose di Normandia
o con fiori di gelosia
blocca quel tuo angelo
prima che corra via

L'amore va consumato va
l'amore raccomandato va
la voglia e l'innocenza
faranno come si può
l'amore va rispettato va
l'amore va rammendato va
l'angelo e la pazienza
s'accordano come si può

Io non ti voglio parlare, parlare ma
fra le ginocchia salire
Io non ti voglio sfiorare, sfiorare
io ti voglio amare

C'è un trionfo di stendardi
dove termina il dolore
e dopo centomila ore
non c'è un minuto di più

È una strada lastricata, amore
dove passa l'innocenza
e dopo noi che siamo senza
poi l'angelo senza di noi