Se non sei un supereroe della cucina, e mai ti
atteggeresti a chef, capita che spesso
ad una ricetta corrisponda un antefatto.
Avere un macellaio su cui riporre totale fiducia aiuta.
Interno giorno, macelleria sotto casa, Roma. Faccio spesa di carni.
Interno giorno, macelleria sotto casa, Roma. Faccio spesa di carni.
Finito l’ordine
Claudio, dal lato suo del bancone, attacca con
“A Marcoli’, t’ho pensato e c’ho ‘na cosa pe’ te”.
“Dimmi Cla’: t’ascolto”.
“Un cliente ha preso due conigli”
“Infatti so’ finiti”
“Sì ma li ha voluti puliti e non ha voluto le rigaglie. M’ha
detto di buttarle”.
Sopracciglia alzate di Claudio e ammicco con la testa, a
significare “vedi un po’ la gente…”. Sorrido immaginando. Il Macellaio mostra
quanto recuperato e chiude con
“L’ho messe via e te le regalo”.
Felicità e tre etti e mezzo di interno di conigli.
Per
rigaglie si intendono le frattaglie, le interiora del coniglio: cuore,polmone,fegatino, rognoncini e animella.
Segue mercato di zona e acquisti mirati. Fettuccine all’uovo
fatte a mano e pecorino grattugiato: il resto è già in dispensa.
Dal vinaio scelgo un bianco – preferisco spegnere invece
che sottolineare certi piatti – un Grillo IGT Molino a vento, Tenuta Orestiadi
di Gibellina. Dato che la ricetta che ho in mente la voglio leggera, per quanto
possibile, e voglio chiudere dopo un piatto unico con qualche mandarino
rinuncio a qualche rosso di corpo medio, forse più appropriato. Il Grillo è ben
secco, ha i suoi 12 gradi e mezzo e un bel sapore pieno.
La pietanza preparata è una fettuccina con sugo di rigaglie
di coniglio.
Due parole sulle quantità di una porzione di pasta.
C’è
chi dice 80 grammi per persona,
chi si lamenta in quei ristoranti dove impiattano bene ma un piccolo gomitolo di fettuccine non è che una macchia un piatto oceanico,
chi si ricorda i piattoni della nonna.
chi si lamenta in quei ristoranti dove impiattano bene ma un piccolo gomitolo di fettuccine non è che una macchia un piatto oceanico,
chi si ricorda i piattoni della nonna.
