marco valenti scrive

marco valenti scrive

25 marzo 2015

A volte parlano bene di me



Capita che parlino bene di qualcosa che ho scritto e quando succede ne sono contento.
CriticaLetteraria dal 2005 è un bello spazio letterario, intelligente, che crede nel potere delle parole: il 16 marzo 2015 hanno scritto alcune cose molto belle sul mio ultimo romanzo.
Ringrazio tantissimo e invito a seguirli.
Lusingato.

Con piacere vi lascio  all'articolo (fate clik sul titolo e si aprirà in una nuova finestra):
Fino all'ultimo respiro e anche dopo. Rip di Marco Valenti



viene voglia di scrivere di più!


4 marzo 2015

Sinistra cosa?




Sinistra oggi e domani. Cosa ne penso esercitando, più che posso, le mie ridotte capacità di semplificazione. 
Questo è quello che penso io e non risponde a nessuno se non a me. Non sto dando voce ad altri.

Spero di non essere da solo.
(A message in the bottle).


Tutela dei più deboli, bambini, anziani e malati.

Tassare di meno il lavoro e di più le rendite per livellare il punto di partenza di ogni cittadino. Tassazioni modulate e feroce lotta alla evasione e alla elusione.

Investire nella istruzione pubblica e nella ricerca.

Regolare il mercato anche attraverso liberalizzazioni e semplificazioni ma mantenendo pubbliche l’aria, l’acqua, i servizi essenziali per i cittadini. 
Diritti civili a prescindere dal credo politico o dalle identità sessuali. Integrazione e inclusione dei migranti. Chi nasce in Italia è italiano. 
Mediazione nei contrasti internazionali subito e non quando è tardi. 
Visione ideale di uno stato sociale europeo e degli Stati Uniti d’Europa con obbligo di moneta unica e politiche fiscali, monetarie ed estere comuni. Libera circolazione delle idee. 
Capacità di gestione della cosa pubblica e trasparenza assoluta. 
Un severo codice etico per chiunque ricopra incarichi pubblici o si candidi a ricoprirle.

La politica industriale non la fa solo il mercato ma viene indirizzata dai governi che rappresentano i popoli. Guai se chi governa non ha una politica economica perché porta il Paese allo sbando. La politica industriale e la politica economica non sono "neutre": sono di sinistra o sono di destra.

 Continuo come viene. 
Rispetto dell’ambiente, dei territori e delle loro vocazioni e feroce repressione di chi inquina e non rispetta le leggi. 
Investimenti nelle energie alternative.  
Guerra con ogni mezzo alle Mafie: più risorse (legislative, investigative, repressive) per combatterla. 
Valorizzazione dei patrimoni culturali e ambientali. (Significa anche Musica, Opera, Teatro e tutto quello che ci ha visto talentuosi maestri riconosciuti in tutto il mondo).

Decisioni consapevoli e concertate, comuni e ben partecipate.

Sentirsi parte di una collettività per cui non si può abbandonare nessuno solo per il vantaggio di pochi. Dare a ognuno secondo il suo bisogno e prendere da ognuno secondo le sue possibilità. 
Questo per me è sinistra.

Può essere più o meno spinta nelle direzioni che ho indicato alla rinfusa ma è sinistra. Può essere considerata utopia ma non lo è affatto. Secondo come la declini la puoi chiamare centrosinistra o sinistra o sinistrasinistra.

La cogenza delle cose che penso può essere differenziata nella attuazione, ammorbidita dalla realpolitik e dalle necessarie mediazioni e rimanere per me riconoscibile.

Serve qualcuno che voglia farlo e che sia bravo. Deve avere le idee chiare e con quelle scaldare cuori e non dividere pance. Se non c'è è inutile. Qualcuno che sappia comunicarlo e che sia bravo a spiegare ad un Paese diviso che ciascuno per conto proprio a tirare una coperta piccola non si va da nessuna parte e si muore di freddo tutti.
(Perché è un mondo freddo, 
dannatamente freddo).

Quello che semplifico malamente è una direzione chiara. Per me è evidente. Non ha niente a che spartire con il potere per il potere. Passerà, quando si andrà in quella direzione, per Leggi e per Decreti Legge. Si vedrà. Importa la direzione chiara. Una rotta. Una via che non si lascia tanto per vincere.

Su questi principi esercito il mio diritto al voto, al consenso, e su queste cose misuro assonanza o dissonanza con chi mi rappresenta. 
Chi maggiormente sposa il mio pensiero ha il mio appoggio, il mio voto, il mio contributo e non mi interessa se si chiami Pippo, Pluto o Paperino, se sia simpatico, se buchi lo schermo, se sia paraculo. Difficilmente potrà essere un uomo solo al comando: è più probabile sia un insieme di uomini coraggiosi che vogliono con sincerità quel che voglio io.

Non è uguale. Non si può essere "di sinistra ma non troppo" o sì però...

Il Centro è un luogo di incontro. Buono per gli aperitivi. Le comitive. Le alleanze. Le decisioni. Ma la decisione fondamentale è quale direzione si prende. Il passo potrà essere spedito o faticoso ma non può che muoversi in una direzione decisa. Se non si decide la direzione il centro è davvero soltanto chiacchiere da bar.

Sui temi malamente buttati giù auspico ci si divida presto e nettamente per chiedere un mandato a governare perché è  partendo dalle posizioni su questi temi che si guida un Paese.

Uno normale.

2 marzo 2015

Roma merita



Sono contento di essere nato e di vivere a Roma.
Cosa sia per me e per i romani è difficile spiegarlo. E’ essere fieri di abitare la più bella casa del mondo, tutta la storia e la cultura del mondo occidentale sta dentro casa nostra. E quei colori e quegli intonaci e quelle infinte cupole è sempre casa. Non serve che tu dorma in un rione del centro o in un bell’attico con vista. Pure dall’Alessandrino o dal Quadraro, da Rebibbia o dal Tufello quella è casa tua.
Letta al rovescio Roma è Amor.

Roma è il biglietto da visita di un Paese, è 4 milioni di persone, è così grande che dentro ha l'intero Stato del Vaticano, è la Storia e la Cultura e l'Arte. E' la sede del Presidente, della FAO, di tutte le Ambasciate, della Banca d'Italia e di tutti i Ministeri.  La Stazione ferroviaria più importante d’Italia e l’Aeroporto con maggiore traffico del Paese. Ci si viene per fede, per politica, per l’arte, per la storia. 
Roma accoglie tutto quel che deve.

Non merita quel che le capita, Roma. Non dovrebbe far indignare solo qualche romano ma tutti i cittadini italiani perché sto parlando di qualcosa che va molto oltre le questioni di campanile.

Invasioni barbariche, assenza di mobilità, incuria, sporcizia, inefficienze, disservizi, strade scassate, incuria verso gli ultimi: potrei andare avanti parecchio e tutto questo mi addolora profondamente e mi offende.

Non si dia la colpa a “noi romani” per piacere: siamo quattro milioni di italiani e ciascuno ha pregi e difetti  come in qualsiasi altro luogo.

Serve un piano straordinario che dia alla Capitale quello che merita qualsiasi capitale europea e non parlo del Centro storico ma di tutta la città.
Voglio vivere la mia città fiero che sia una grande capitale europea, come Londra o Parigi: forse non me lo merito, ma Roma sì.




28 febbraio 2015

Va bene: semplifico pure io



Semplifico pure io.
Ho votato alle politiche per questo programma:

Con il mio voto e con questi impegni parecchi parlamentari siedono oggi in Senato e alla Camera: sono il gruppo più grande.

Poi ho votato di nuovo per il parlamento europeo. La mia preferenza era per un gruppo socialista vincente in Europa sulla coalizione di centro: non era assolutamente un voto pro o contro l’operato del premier in Italia. 
Sembrerà paradossale ai sempliciotti ma avere il PD al 40% alle europee non è bastato a vincere e avere la maggioranza nell’europarlamento né la guida socialista della Commissione europea.

In ogni caso il premier governa con quei parlamentari che nel suo partito sono stati eletti per svolgere un certo programma il cui link ho lasciato di sopra pro-memoria ma fa altre cose.

L’attuale governo, semplificando sostengo, sta facendo un po’ troppe cose senza avere interpellato gli elettori e quindi senza un mandato su un programma.

Intendiamoci: indubbiamente qualcosa doveva pur fare (e chi ci stava ci stava).
Prima cosa tra tutte una riforma di una legge elettorale incostituzionale. Una nuova legge elettorale visto che quella in vigore è fuorilegge. Ad oggi non la abbiamo. Cosa mi piaccia e con non mi piaccia della proposta in campo è ininfluente. Siamo a marzo 2015 e non c’è una legge elettorale.

Certamente, semplificando convengo,  non ci si poteva presentare con una crisi di governo nel semestre di guida del Consiglio europeo. Concordo. Sarebbe stato un pessimo segnale. Ho le mie opinioni su quanto sia stata efficace e significativa l’azione italiana nel semestre europeo ma anche questo è ininfluente.
Il punto è che il semestre di presidenza Italiano è finito.

Il Governo continua a fare riforme. Alcune le fa; molte le annuncia.  Non ha importanza che io dica cosa mi piace molto, cosa così così e cosa per nulla.
Credo sia utile invece convenire che il nesso tra le azioni di Governo e il mandato parlamentare democraticamente esercitato non ci sia più.


Chiudendo la semplificazione vorrei una nuova legge elettorale e subito dopo dei programmi di sviluppo del Paese sui quali, votando, esprimere un giudizio che porti un nuovo governo a procedere legittimamente.

EDIT Agosto 2015.
Il post era stato scritto a febbraio. La legge elettorale non c'era e ora c'è: non mi piace. C'è ma non mi piace perché il partito che arriva primo diventa il padrone per tutta la legislatura e non è detto che il comandante sia un padrone illuminato e saggio. Si continua con una maggioranza che non ha nulla a che fare con i programmi elettorali ultimi scorsi a fare cose, riforme, modifiche...