marco valenti scrive

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7 luglio 2019

Economia circolare e rifiuti a Roma





Da cittadino di Roma, privo di competenza specifiche nel settore del riciclo e della valorizzazione dei rifiuti, ho cominciato ad interessarmene per legittima difesa.

Difesa da una questione palesemente irrisolta, quella dei rifiuti nella Capitale del Paese, che ha radici ben affondate nel secolo scorso. 
Ricordo bene i miasmi della gigantesca discarica privata di Malagrotta e le lotte dei Comitati di quartiere sulla Aurelia. All’epoca tutto finiva in discarica, tranne i rifiuti ospedalieri che bruciavano, e tutt’oggi bruciano all’interno di questi grandi complessi o che, comunque, hanno una loro strada.

Ho ben presente le procedure di infrazione aperte sul tema nei nostri confronti e mi è chiaro che trasferire immondizia a centinaia di chilometri dal luogo di produzione sia sbagliato e antieconomico.

Ho ascoltato e mi sono informato il più possibile, con mente aperta e anima in pena.

L’idea di base dell’economia circolare è veramente affascinante. Il rifiuto, ben separato per tipologia e correttamente raccolto, smette di esser cosa da seppellire o da bruciare per diventare materia prima per nuove produzioni.

È fantastico.

Una Città Metropolitana di 4,4 milioni di abitanti dovrebbe essere un vero colosso nella produzione di materie prime del genere.

Ma il mercato di qualsiasi materiale è soggetto alle leggi della domanda e dell’offerta e alla qualità del materiale che vendi.

29 giugno 2019

Città del Mare


"La valorosa Téméraire" 1838 William Turner 

La condanna delle Città di Mare è che non possono essere comprese.

Non parlo dei Paesini imbiancati a calce che attirano con il loro nitore e la bellezza delle acque una moltitudine di vacanzieri, pronti a pagare ogni soldo nei bar e nelle pescherie; parlo delle Città Grandi.


Quelle Città lì, dove senti il mare e un Porto importante, che del Mare hanno fatto nei secoli Industria e Vanto, sono state vanitose e splendide. 

Sono, però, vaste, piene, abitate da palazzi e cittadini; sono cresciute senza un fronte, mancando di almeno una direzione poiché occupata già dalle acque. 

Sono cresciute finendo a vivere di altro che non era più quel mare su cui si appoggiavano e che le aveva viste fiorire e assurgere a grandezze infinite. 

Sono cresciute senza quella cura e quel rispetto che avrebbero meritato e quindi in un disordine da boom economico e con la premura di aumentarne i volumi.

Chi le visita non trova le risposte che ha trovato nelle altre Città e vi si smarrisce; gli odori diventano puzza; la mancanza di un certo ordine conosciuto (proprio di altri tipi di luogo) diventa un disorientamento che porta a smarrirne le poesie.

Queste il più delle volte rimangono nascoste agli occhi non allenati del Viaggiatore Disattento e lui scappa via senza la consolazione che soltanto le Città di Mare possiedono. Tornerà a casa a confermare biascicati luoghi comuni o, nel migliore dei casi, rimarrà silenzioso e confuso.

Tornerà solo se costretto da doveri.

Le Città di Mare dovrebbero prestare i loro abitanti al mondo per svelarne tutta l’infinita bellezza; tramutare i loro cittadini in testimoni, in Mappe Viventi, in Gigolò appassionati che affianchino ogni persona che viene da fuori.

Alle Città di Mare dovrebbe andare cura e amore, ma anche risorse che le ricolleghino al mondo, che ne traducano il linguaggio ai forestieri, che ne valorizzino le straordinarie essenze.

Io non potrò mai ringraziare come meritano tutte le persone che mi hanno fatto intuire le Città di Mare del mio Paese, ma è grazie anche a loro che amo Venezia, Genova, Napoli, Bari, Palermo.


Potevo scegliere tante immagini per quel che dico ma preferisco che ognuno abbia nell'animo le proprie.

 Non so parlare delle Città di Mare se non per piccoli morsi felici ma vorrei tanto che le persone le amassero.



29 maggio 2019

Casarecce con asparagi e gamberi





Questo blog non è di cucina ed io non sono uno chef. 
Quando una ricetta mi viene bene (capita) la condivido volentieri.
A volte ci racconto sopra una storiella, un aneddoto, qualche considerazione o un bell’abbinamento con un vino.
Tra le numerose “tag” sul lato destro del blog stesso potete cliccare su RICETTE o su VINI per vedere post sui due temi (dall'ultimo post uscito al primo che ho scritto).

La foto vi mostra il risultato di questo piatto di pasta con gamberi e asparagi: per profumo e sapore dovete cimentarvi. Sullo sfondo un vino rosé francese La Vieille Ferme che è stato un buon abbinamento.

Casarecce asparagi e gamberi
Ingredienti per due persone:
200 grammi di casarecce
(perchè se mangio pasta non mi limito ad assaggiarla)
un mazzo di asparagi sottili
gamberi a gusto
una idea di aglio (fresco: altrimenti anche no)
un cucchiaino di formaggio spalmabile
una o due buste di zafferano 
(secondo gusto e qualità del prodotto)
prezzemolo

Premessa: è venuta così buona che la storiella la rimando alla prossima volta.
Con i gamberi rossi deve essere spettacolare, ma noi, sperimentando ci siamo accontentati così.

Complice un delizioso mazzo di asparagi quasi di campo, abbiamo acquistato delle code di mazzancolla.

Tagliato le teste degli asparagi.

Messo a bollire il resto degli asparagi in abbondante acqua leggermente salata.

Scottato e pulito le code di mazzancolla e messe da parte.

In una padella larga ho fatto andare allegramente le teste degli asparagi con l’aglio fresco.
Grado di cottura: croccanti.

Una volta lessati i gambi ho tagliato la parte verde e l’ho frullata con il cucchiaio di formaggio, qualche foglia di prezzemolo tritata finemente, un filo di olio, due o tre dei gamberi.
Ho lessato la pasta: verso la fine della cottura ho riscaldato le teste di asparago, a cui avevo aggiunto i gamberi e in cui avevo sciolto lo zafferano con un goccio di latte.
Ho scolato la pasta e l’ho saltata rapidamente amalgamando il contenuto della padella con il frullato di asparagi (sulla quantità…a gusto vostro, bilanciate per non coprire il gambero).

Una spolverata di pepe bianco, ancora un poco di prezzemolo fresco e buon appetito!

A proposito di asparagi e immortalità dell'anima 
e di storielle ho già scritto una cosa: 
la potete vedere facendo clic QUI

A presto.



18 maggio 2019

Statistiche e provenienze



Se hai un Blog puoi accedere alle statistiche su di esso, puoi sapere quali post sono stati più letti, da quale sistema operativo, e da quali Paesi.
Il tutto per unità di tempo (ultimo giorno, settimana, mese e così via).

Tolta l'Italia vi riporto le visite per Paese di provenienza.



Benissimo!
Vorrei ringraziare tutti, da ovunque siano arrivati, nella mia lingua (quella che adopero per scrivere in questo Blog).
Ho un paio di curiosità.
La prima. 
Conosceranno tutti l'italiano o sono italiani all'estero?
La seconda. 
Gentili visitatori da "Regione sconosciuta": dove siete finiti? 
Comunque sia, vi rassicuro, vengo in pace e scrivo con assoluto rispetto per tutti.
(Non si sa mai: meglio chiarire le cose).
Cordialità