marco valenti scrive

marco valenti scrive

17 maggio 2016

Lei

A volte le parole e la musica già ci sono.
Basta rammentarle. Grazie Elvis.




Lei puo esere il viso che non posso dimenticare La scia di piacere o di rimpianto Può essere il mio tesoro o il prezzo da pagare Lei può essere la musica cantata d’estate Può essere il freddo portato dall’autunno 
Può essere centinaia di cose differenti Come il misurare del tempo di un giorno
Lei può essere la bella o la bestia Può essere la fame o l'abbondanza 
Può cambiare ogni giorno nel paradiso o nell’inferno Lei può essere lo specchio dei miei sogni Il sorrido riflesso in un torrente Le puo non essere quello che sembra essere dentro al suo guscio
Lei che sembra sempre felice fra la gente I suoi occhi possono essere cosi lucidi e cosi fieri Nessuno ha il permesso di vederli quando piangono Lei può essere l'amore che é troppo sperare che duri 
Forse viene da me dall'ombra del passato Ma la voglio ricordare fino al giorno in cui morirò  

Lei può essere la ragione per la quale sopravvivo Il motivo e il fine della mia vita Quella di cui voglio prendermi cura durante gli anni difficili 
Io, voglio prendere il suo sorriso e le sue lacrime E farne miei souvenirs Dove lei va io ci voglio essere Il significato della mia vita è lei.
Lei.










She may be the face I can't forget
The trace of pleasure or regret
May be my treasure or the price I have to pay
She may be the song that summer sings
Maybe the chill that autumn brings
Maybe a hundred different things
Within the measure of a day
She may be the beauty or the beast
May be the famine or the feast
May turn each day into a Heaven or a Hell
She may be the mirror of my dreams
A smile reflected in a stream
She may not be what she may seem
Inside her shell
She, who always seems so happy in a crowd
Whose eyes can be so private and so proud
No one's allowed to see them when they cry
She may be the love that cannot hope to last
May come to me from shadows in the past
That I remember 'till the day I die
She maybe the reason I survive
The why and wherefore I'm alive
The one I'll care for through the rough in many years

She…

5 maggio 2016

silenzio e fresie - tutto


Silenzio e fresie

La data del primo di aprile aveva un significato, per lui, che sopraffaceva per importanza tutte le goliardie attorno al giorno degli scherzi, dei pesci d’aprile: esattamente un anno fa aveva messo in pratica un proposito a lungo meditato e, per un intero anno, pervicacemente mantenuto.
Mario non parlava da un anno esatto.
In realtà non è giusto metterla in questo modo perché non era davvero diventato muto né aveva smesso di profferire parola: più sottilmente aveva deciso di associare la parola solamente a comunicazioni essenziali e doverose. Sia al lavoro che nel resto della propria vita comunicava efficacemente con i propri simili; parlava con gli amici e con i colleghi; comunicava con negozianti e ristoratori; scherzava molto poco e non raccontava più barzellette come un tempo e così via. Mario, per un anno, aveva scientificamente attivato uno sciopero selettivo dei propri fonemi.
L’anno precedente per lui non era stato un buon anno e, mese dopo mese, si erano andate acuendo difficoltà e piccoli, medi e grandi disappunti erano aumentati in una sorta di crescendo Rossiniano.