marco valenti scrive

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27 settembre 2013

T come tempo. Aforismi


 

 
Qui nel blog alla Tag aforismi per un bel po’ sono andato in ordine alfabetico per poi distrarmi con altre cose.

Adulazione Bugie Caso Dire Educazione Follia Genio Idea Libro Morte Nemico Opera d’arte Parola Quadro Ricchezza hanno preceduto la lettera S: alla S sono state riportate frasi, motti e aforismi su Scrivere, Scrittore e Scrittura.

La lettera T mi chiama al tempo, da tempo, e ora è tempo per il tempo: arrivo subito al punto anche perché, tra l’altro, “Tempus fugit irreparabile”  (Virgilio).
Solo poche frasi, tra tantissime, che mi hanno fatto riflettere e che – volentieri – condivido.


L'uomo vive nel tempo, nella successione del tempo, e il magico animale nell'attualità, nell'eternità costante. Jorge Luis Borges, Finzioni, 1944


Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l'ho scordato. Walt Whitman
 

Non abbiamo il tempo di essere noi stessi. Abbiamo solo il tempo di essere felici. Albert Camus, Taccuini, 1935/59
 

La pittura trasforma lo spazio in tempo, la musica il tempo in spazio. Hugo Von Hofmannsthal, Il libro degli amici, 1922


Voler essere del proprio tempo significa essere già sorpassati. Eugène Ionesco, Note e contronote, 1962

 

Concludo chiedendomi e chiedendovi chi abbia ragione tra Milan Kundera e Tiziano Terzani: leggete sotto.

Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l'uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione. Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere, 1984

L'inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio. Perché sono sempre più convinto che è un'illusione tipicamente occidentale che il tempo è diritto e che si va avanti, che c'è progresso. Non c'è. Il tempo non è direzionale, non va avanti, sempre avanti. Si ripete, gira intorno a sé. Il tempo è circolare. Lo vedi anche nei fatti, nella banalità dei fatti, nelle guerre che si ripetono. Tiziano Terzani.

24 settembre 2013

disonesti, furbetti, finti editori



Che io provi a scrivere e a farmi leggere è noto a chi frequenta me e il mio blog;
che il mondo dell'editoria sia macchiato da cialtroni è una cosa da rimarcare.

Sembra incredibile ma qualcuno specula sui miei libri...
(manco fossi Dan Brown)

Leggete qui e, se potete e volete, diffondete.
Mah...




"La disperazione più grave 
che possa impadronirsi 
di una società 
è 
il dubbio che vivere onestamente 
sia 
inutile"

21 settembre 2013

21 settembre

Entriamo
nell'autunno
con lo spirito giusto.



 
 
Do you remember
the 21st night of September?
Love was changing the minds of pretenders
While chasing the clouds away

Our hearts were ringing
In the key that our souls were singing.
As we danced in the night,
Remember how the stars stole the night away.



20 settembre 2013

i fichi con la pasta





Il merito di una nuova idea ha sempre le sue radici.
Quindi occorre premettere che una nostra amica sforna crostate e torte rustiche così buone da leccarsi le orecchie e, tra le salate,
due versioni superlative con il gorgonzola:
pere e gorgonzola e
fichi e gorgonzola.

Partendo dall’ultima ricetta dell’amica e dalla raccolta di fichi settembrini direttamente dagli alberi in una meravigliosa campagna vicino Tarquinia
abbiamo pensato che quel che univa una torta rustica avrebbe potuto stare insieme in un piatto di pasta.
Di fichi avevamo già parlato qui nel blog (andate a vedere).

Abbiamo usato:
500 grammi di tagliatelle
8 fichi settembrini
200 grammi di formaggio gorgonzola
80 grammi di speck
 

 

Dopo aver lavato e asciugato i fichi li abbiamo divisi in spicchi senza sbucciarli.








17 settembre 2013

Amico


Mai stato furbo – distratto sempre – e molto probabilmente ho fatto molti errori che ignoro di avere fatto, disattenzioni o omissioni.
Compleanni dimenticati o parole che non ho detto mentre le pensavo.
Magari parole che invece ho detto senza avere il tempo di spiegarle meglio.
Mancanza di cure a qualche fiore delicato, chi lo può dire? Oppure le prossimità finiscono come finiscono le stagioni e io non lo ho ancora imparato e la curiosità è un lusso che non riesco a permettermi.
Non si è mai abbastanza ciò che si vorrebbe essere ma ci si continua a sentire amici anche contro le evidenze e l’ottimismo si fa dedica, diffusa.
Le cose sono come sono ed io resto tuo amico.

 



 

“Continua a sorridere, continua a splendere
sapendo che puoi sempre contare su di me, di sicuro.
E' per questo che ci sono gli amici:
per i bei tempi e per i brutti tempi
Sarò al tuo fianco per sempre.
E` per questo che ci sono gli amici”.

 

13 settembre 2013

Il bel canto e il condominio (Lesson nr.4)







Credo sia un'altra lezione.
Forse.
Nel blog ce ne sono già tre. Se fai click qui leggi l'ultima.

Non ne avrei avuto bisogno ma le cose... 

Vorrei fosse ben chiaro che, in linea di principio, non ho nulla contro la musica e il canto, nulla contro la televisione e niente mi rende avverso al progresso e al mutamento dei tempi, degli usi e dei costumi.
Le cose, però, capitano...

In più, a premessa ulteriore, non stento a credere che a diverse persone sia capitato di ascoltare qualcuno che si eserciti con uno strumento musicale, che abbiamo pazientato  ai primi timidi rudimenti incerti, che abbiano in qualche caso ritenuto che il violino o – che so – la tromba non fossero lo strumento perfetto per quel tal vicino e che magari il triangolo sarebbe stato meno ostico.
Intanto le cose capitano...


10 settembre 2013

Marforio, le statue parlanti di Roma, i disegni di Piero


Fontana di Marforio 
Tecnica Artistica: Scultura
Materiali: Marmo 
Dimensioni: cm 242
Datazione: Seconda metà del I secolo d.C.
Collocazione: Musei Capitolini – Cortile del Palazzo Nuovo



Marforio, 
statua importante per dimensione e collocazione ai Musei Capitolini, 
è stata oggetto di diverse tavole di Pietro Valenti che, a modo suo, sapeva far parlare le statue.
A prova del suo modo di interpretare due disegni eseguiti su cartoncino, in formato A3, a penna.





Marforio è una delle sei statue parlanti di Roma, che sono una serie di statue su cui, fin dal XVI secolo, i Romani affiggevano (e continuano tuttora ad affiggere) messaggi anonimi
contenenti per lo più critiche e componimenti satirici contro i governanti, messaggi spesso detti "pasquinate" dalla statua parlante più nota, Pasquino.

Oltre a Pasquino e a Marforio 
le altre quattro sono 
Madama Lucrezia, 
il Babuino, 
il Facchino e 
l’Abate Luigi.

E' piaciuta, la statua di Marforio, anche a Sorrentino.




Magari soltanto per portare
 un minimo di curiosità 
vediamo 
le statue parlanti.