marco valenti scrive

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19 luglio 2010

Luisa



Luisa

Si tolse gli occhiali appannati di vapore di cucina e decise di fare un ennesimo tentativo perché quella stramaledetta salsa finisse di aderire così disperatamente alle pareti della pentola.


Il fumo della sigaretta che pendeva dalle sue sempre splendide labbra si unì agli effluvi di salsa di pomodoro per sferrare un attacco finale ai suoi begli occhi verde-nocciola di donna trentaduenne, provocandone arrossamento e immediata lacrimazione ai quali seguirono, nell’ordine, un accidenti, un movimento di scatto del viso, la caduta di una parte di cenere a mo’ di ingrediente segreto della salsa, una ulteriore imprecazione, il lancio della sigaretta nell’acquaio, il risveglio piagnucoloso della piccola Rosa e il definitivo abbandono della lotta contro il sugo tramite spegnimento del fornello.


Luisa si girò per andare a consolare la sua piccola Rosa dall’ingiustizia del risveglio, dai morsi della fame dei bambini e dai sogni interrotti, inghiottendola nel suo disperato affetto di madre.


Avvolgerla nel suo gonfio abbraccio di splendida ragazza madre.


Di lì a poco Rosa avrebbe compiuto un anno.


Madre contro il volere di tutti, madre per immenso amore, per un amore immenso e stralunato per quell’uomo che rese vedova sua moglie, e Luisa ragazza madre, e i suoi due figli maschi orfani, belli come il sole, belli come il loro padre e tutti quanti rimasti soli e ognuno per sé, e morti o vivi o quasi vivi ma, comunque, soli per colpa della cometa:
per colpa della cometa del marzo millenovecentonovantasette.

Da “Cometa e bugie” di Marco Valenti





1 commento:

  1. ce l'ho in lettura e certe pagine mi hanno dato un groppo in gola, per diversi motivi.
    grazie

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Costretto al test di verifica dal proliferare di spam. Mi spiace. Spero molto in tanti commenti e spero che, a prescindere dal fatto che non vengano moderati da me, siano di buon gusto e vengano firmati. Buona lettura e buon commento a tutti.