marco valenti scrive

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1 marzo 2010

parlavi











Dopo "Silenzio e fresie" qui, sul blog, un altro racconto inedito. Mio.


Marco Valenti



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PARLAVI



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(Un uomo e una donna.



Interno pomeriggio: camera da letto.



Lei si rivolge a lui.



Tra le frasi pause, anche lunghe. Nel testo evidenziate da uno stacco.



In queste pause lei si alza o si siede, si avvicina a lui o si muove nella stanza, o semplicemente continua a tormentarsi le mani.)










Parlavi, parlavi: parlavi sempre. Una continuazione di parole, Bernardo! Stavi zitto solo quando facevamo l’amore. Lì io facevo parlare il mio corpo. Mi piaceva e ti piaceva tanto. Già. Facendo l’amore, in qualche modo, ero io che interrompevo i miei di silenzi.









Comodo fare il rappresentante di gioielli: non è vero, Berny?



Libero di muoverti a tuo piacimento in una bella area, senza vincoli, potendo spegnere il telefonino senza giustificarti.



Io l’amante accondiscendente e silenziosa.









Non ti chiedevo di parlare ma solo di avere un posto nel tuo tempo.



Non chiedevo chiacchiere: le accettavo.



Invece tu giù a parlare di tuo figlio Tommaso e di quella rompipalle di tua moglie Luisa, che però è una mamma splendida, che però è sempre bella, che però si occupa di tutto, e del figlio, mentre tu sei in giro per lavoro.



Comodo: non è vero?



Io zitta mi accontentavo delle tue ore rubate al lavoro e di un po’ di intimità.









Poche parole, quando servivano.



Tu troppe.









Oggi mi sei venuto a trovare dopo un po’ di giorni in cui mi hai lasciato senza le tue logorroiche telefonate o le tue mail infuocate.









Abbiamo fatto l’amore, a lungo.



A lungo.









Molto a lungo.









Dopo – soltanto dopo – mi hai detto che era tempo di troncare, che Luisa doveva aver capito qualcosa.



Dopo che avevamo scopato!



Lo hai detto dopo.





Dopo.







Ci hai messo mezzora a dirlo. Ci hai messo tutti i perché, i per come, i distinguo.



Una decisione presa detta a bruciapelo, in realtà, e poi... mezzora di cazzo di giustificazioni?



Trenta minuti?



Bastardo parolaio! Credevi di incantarmi ancora mentre mi lasciavi?



Eh?!









Pensavi di convincermi? Pensavi che con le tue chiacchiere da maestro…









Ti ho lasciato in camera da letto e sono andata in cucina a sciacquarmi il viso. Ne avevo bisogno per soffocare la lacrima.



Arrabbiata, delusa: soprattutto incazzata.



Molto.







Ho capito che sei solamente un bastardo, che lo stesso discorso magari lo stai facendo in giro a chissà quante come me. Lurido e schifoso pieno di chiacchiere al vento.









Ti ho portato da bere il vino bianco che ti piace tanto bere dopo l’amore.







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Col sonnifero.









Com’è svegliarsi legato e con un bel nastro da pacchi a cucirti quella bocca di merda?









Un bel lavoro.



Stracci prima delle corde per non lasciare segni quando tu cerchi di liberarti… ed è inutile che ci provi, sei ancorato bene. Non hai modo: lascia stare.





Mai chiesto niente, io a te. Parlato sempre poco. Rimasta nel ruolo che tu, il maschio, mi avevi lasciato.



Come una elemosina, evidentemente.



Ora non puoi condire le tue cazzo di responsabilità con le parole, non puoi infinocchiare nessuna.



Ho imbavagliato la tua bocca e le tue stronzate.









Già. Schifoso bastardo.









Pensavo di togliermi lo sfizio e parlare a lungo con te costretto ad ascoltarmi.



Ora mi accorgo che non mi va.







Però, mentre dormivi, oltre a immobilizzarti ancorato al letto, ho fatto un’altra cosa.



Molto interessante.



Ho preso la tua pistola e la ho studiata per bene. La vedi? Eccola… C’erano un paio di cose, sul funzionamento, che non capivo.



Internet è grande… oltre alle mail dei bastardi logorroici ci trovi la spiegazione a tutto.



Magari non ai bastardi come te si trova la spiegazione, o le istruzioni per l’uso su internet… ma la tua pistola c’era.



Con tutto quello che serve di sapere.









Non guardarmi con gli occhi terrorizzati, Berny...



Non cercare di parlare.









Rassegnati.


3 commenti:

  1. bè marco sei proprio bravo!
    bello intenso
    saby

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  2. Ooooohhh .... questo proprio mi è piaciuto... taglierei qualche passaggio e curerei (+dettagli) meglio il finale.

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  3. finalmente... si è tolta lo sfizio: molte parole e pochi fatti ma concreti;-)

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Costretto al test di verifica dal proliferare di spam. Mi spiace. Spero molto in tanti commenti e spero che, a prescindere dal fatto che non vengano moderati da me, siano di buon gusto e vengano firmati. Buona lettura e buon commento a tutti.